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Ambiente | 18 marzo 2025 | 18:00

Al rifugio Scalorbi si può lasciare l'immondizia, ma al costo di 5 euro per il trasporto a valle: "Se devono pagare, le persone cambiano subito idea"

La nuova gestione del rifugio, affidata dal 2024 a Marco Zanolo e Matteo Calzà, non si limita a garantire ospitalità e ristoro: l'obiettivo è diventare un esempio di sostenibilità e rispetto per l'ambiente, abbracciando un concetto di montagna vissuta con consapevolezza

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
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Nel cuore del Gruppo del Carega, a cavallo tra Trentino e Veneto, sorge il Rifugio Scalorbi, a 1.764 metri, un punto di riferimento per escursionisti e amanti della montagna. La sua nuova gestione, affidata dal 2024 a Marco Zanolo e Matteo Calzà, non si limita a garantire ospitalità e ristoro: l'obiettivo è diventare un esempio di sostenibilità e rispetto per l'ambiente, abbracciando un concetto di montagna vissuta con consapevolezza.

Marco Zanolo e Matteo Calzà, nuovi gestori del rifugio Scalorbi

 

Uno degli aspetti più innovativi della gestione Zanolo-Calzà è la filosofia "plastic free". Eliminare del tutto la plastica in un rifugio alpino è una sfida complessa, ma il Rifugio Scalorbi ha adottato strategie efficaci per ridurne al minimo l'utilizzo.

 

Un primo passo concreto è stata la sostituzione delle classiche bottigliette d'acqua con un sistema di erogazione alla spina. L'acqua, trasportata dalla valle in cisterne di acciaio inox, viene filtrata e resa disponibile agli escursionisti, incentivando l'uso delle borracce personali. Anche la politica dei prezzi aiuta a orientare le scelte: ricaricare la propria borraccia costa 1,50 euro, mentre l'acquisto di una bottiglietta in plastica arriva a 2 euro, una scelta che ha portato a una drastica riduzione della vendita di plastica monouso.

 

Anche in cucina si punta sulla sostenibilità: dall’inizio della loro gestione vengono utilizzati contenitori riutilizzabili per la conservazione degli alimenti, evitando l'uso del sottovuoto e limitando lo spreco di materiali monouso. Anche il bar esterno del rifugio segue la stessa filosofia: niente usa e getta, ma solo bicchieri in vetro e tazzine in ceramica, lavabili in loco.

 

SENSIBILIZZAZIONE E RESPONSABILITÁ​ AMBIENTALE

Il Rifugio Scalorbi non si limita a ridurre l'impatto ambientale, ma si fa promotore di una cultura della sostenibilità. "Tutta la nostra offerta è improntata per fare cultura" afferma uno dei gestori, Matteo Calzà. Cartelli e lavagne informano i visitatori sull'importanza di piccoli gesti per la tutela della montagna. Uno dei messaggi chiave è "Aiutaci a salvare il pianeta", un invito diretto a ridurre il consumo di plastica e a comportarsi in modo responsabile.

 

Rifugio Scalorbi

 

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, il rifugio ha adottato una soluzione ingegnosa: l'eliminazione dei cestini esterni e nei bagni, per responsabilizzare gli ospiti a riportare a valle i propri rifiuti. Chi preferisce lasciare la propria immondizia al rifugio può farlo, ma con un piccolo contributo di 5 euro per il trasporto a valle. Questo sistema ha ridotto sensibilmente il problema dello smaltimento e ha favorito un cambiamento di mentalità tra gli escursionisti. Matteo Calzà: "Quando spiegavo alle persone che potevano lasciare i propri rifiuti solo pagando, cambiavano subito idea". Questa politica non nasce ovviamente per guadagnare, ma per aiutare i rifugisti nella gestione giornaliera dei rifiuti, che negli ambienti montani richiede grande organizzazione e sforzo: accumularli per poi portarli a valle una volta a settimana è molto diverso da una volta al mese.

 

UN RIFUGIO PER TUTTI

Nonostante la posizione isolata, il Rifugio Scalorbi è facilmente accessibile sia a piedi che in mountain bike, grazie a una strada militare. La sua vicinanza a grandi centri urbani come Verona e Vicenza lo rende una meta ideale anche per chi si avvicina alla montagna senza una lunga tradizione escursionistica. Proprio per questo, Marco e Matteo vedono il rifugio come un'occasione per educare visitatori e visitatrici a un approccio più consapevole e rispettoso dell'ambiente montano.

 

Mountain bike rifugio Scalorbi

 

Il loro impegno non si ferma qui: il rifugio ha in programma nuovi interventi per ridurre ulteriormente il proprio impatto ambientale e punta ad accedere ai fondi provinciali per le strutture alpine, destinati a finanziare iniziative di sostenibilità.

 

Il Rifugio Scalorbi dimostra che anche una struttura in alta montagna può essere un esempio di buone pratiche ambientali. L'attenzione per la riduzione dei rifiuti, la scelta di materiali riutilizzabili e l'educazione dei visitatori fanno di questo rifugio un modello da seguire per chiunque voglia vivere la montagna in maniera autentica e responsabile.

 

Marco Zanolo e Matteo Calzà hanno raccolto la sfida di coniugare tradizione e innovazione, dimostrando che la montagna non è solo una meta, ma un vero e proprio stile di vita.

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