Ghiacciai dell'Adamello-Mandrone e della Pisgana: è il secondo anno peggiore per accumuli nevosi. Dopo dieci giorni di temperature estive nel solo mese di maggio, gli esperti temono un'estate impietosa

Come da prassi il Servizio Glaciologico Lombardo ha effettuato i rilievi nivologici sui ghiacciai della Provincia di Brescia, in collaborazione con la Commissione Glaciologica della Sat e la Provincia Autonoma di Trento. I dati confermano una pessima stagione di accumulo nevoso, con scarti dalla media tra il -34% e il -43% in termini di equivalente in acqua della neve accumulata dal settembre dell’anno precedente

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nello scorso mese di maggio, il Servizio Glaciologico Lombardo (Sgl) ha svolto i consueti rilievi nivologici sui ghiacciai dell’Adamello-Mandrone e del Pisgana con l’obiettivo di quantificare il bilancio di massa del periodo di accumulo rilevante per le dinamiche glaciologiche.
L'esito delle rilevazioni rivela uno scenario impietoso: è il secondo anno peggiore per accumulo nevoso, calcolato dal settembre dell'anno precedente.
Di seguito, la sintesi dei risultati curata da Amerigo Lendvai, ingegnere ambientale e membro della Commissione Scientifica del Servizio Glaciologico Lombardo, e alcune foto della campagna di rilevazione.
Pisgana
Presso il sito di riferimento nella grande piana nei pressi del Passo Venerocolo, a quota 3150 metri circa, sono stati rilevati 183 centimetri con equivalente in acqua (Swe) di 910 millimetri. Questo valore risulta pari al -34% dalla media dei dati che rileviamo come Servizio Glaciologico Lombardo dal 2009.

Adamello-Mandrone
Presso il sito di riferimento sul Pian di Neve, a quota 3100 metri circa, sono stati rilevati 230 centimetri con equivalente in acqua (Swe) di 890 millimetri. A livello puntuale, rispetto allo storico disponibile dal 2022, lo scostamento è del -40%.

Oltre ai sondaggi distribuiti lungo tutta la direttrice principale del ghiacciaio, sono state eseguite altre due trincee, a quote tra 2900 e 2800 metri, rilevati rispettivamente 238 centimetri con 986 millimetri (Swe) e 170 centimetri con 696 millimetri (Swe). Spazializzando i dati con queste informazioni, il bilancio di massa del periodo di accumulo ammonta a 850 millimetri di acqua equivalente. Rispetto alla media storica dal 2018, tale valore è del 43% più basso.

I rilievi su questo ghiacciaio sono svolti in collaborazione tra il Servizio Glaciologico Lombardo, la Commissione Glaciologica della Sat e la Provincia Autonoma di Trento.

Conclusioni
I dati confermano una pessima stagione di accumulo nevoso sui ghiacciai della provincia di Brescia, con scarti dalla media tra il -34% e il -43% in termini di equivalente in acqua della neve accumulata dal settembre dell’anno precedente. Risulta al secondo posto delle peggiori dopo l’inarrivabile 2022 che aveva superato il 55% di anomalia negativa.
Chi ha osservato il nostro territorio montano nel contesto scialpinistico si era sicuramente già reso conto di questa situazione; molto meno di chi ha frequentato solo i comprensori sciistici che hanno in realtà beneficiato di una minima, ma sufficiente copertura nevosa fino alle medie quote nei mesi di febbraio e marzo e dei lunghi periodi secchi che facilitano l’innevamento artificiale.
A fine maggio abbiamo già avuto dieci giorni con temperature più che pienamente estive (tra +6 e +8°C dalla media) che hanno portato ad avere condizioni di assenza di rigelo per diverse notti consecutive fino a oltre i 3300 metri. "Ci aspettiamo che - conclude il Servizio Glaciologico Lombardo -, come da prassi degli ultimi 20 anni, l’estate appena iniziata non sia affatto clemente, per cui ci aggiorneremo a settembre-ottobre per scoprire quanto negativo sarà il bilancio di massa netto".
Foto in apertura di Christian Nardon - SGL












