La fusione accelerata del ghiacciaio ha dato origine a un lago che sta diventando un pericolo per il villaggio a valle: si interviene per abbassarne il livello

Il caso del Lac de Rosolin, serbatoio naturale per le acque di fusione del ghiacciaio della Grande Motte, è un esempio concreto di cosa significa governare un territorio che cambia. Negli ultimi anni, le realtà coinvolte stanno monitorando il bacino e intervenendo per ridurne il volume e contenere i rischi. Anche sulle Alpi francesi la crisi climatica corre veloce: qui ha fatto tappa la Carovana dei ghiacciai 2026

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nevica sempre di meno e i ghiacciai sono in forte sofferenza: anche sulle Alpi francesi la crisi climatica corre veloce. A fare il punto della situazione è la Carovana dei ghiacciai 2026, la campagna internazionale di Legambiente che osserva i ghiacciai alpini all'estero e in Italia in collaborazione con CIPRA Italia e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana e partner sostenitore FRoSTA Italia.
L'iniziativa ha aperto questa edizione facendo tappa proprio in Francia, dove dal 2000 i grandi giganti bianchi hanno perso circa il 35% di tutto il volume. Un'agonia che non risparmia neanche quelli posti oltre i 3000 metri di quota, come il ghiacciaio della Grande Motte, nel comprensorio di Tignes e nel cuore del Parco nazionale della Vanoise, che ha perso tutta la sua copertura nevosa necessaria per alimentarlo.

Osservato speciale da Carovana dei ghiacciai 2026 nella tappa francese, questo ghiacciaio - secondo i dati dell'INRAE-Groupe de Glaciologie - dal 1982 ad oggi si è ridotto del 70% di volume e del 30% di area. Si presenta a tratti annerito, in diversi punti sono presenti diversi crepacci, e la sua fusione alimenta il lago glaciale chiamato "Lac de Rosolin" che si è creato poco più sotto alla base del ghiacciaio. Negli ultimi anni, il lago è sotto costante osservazione. Sul bacino nato come conseguenza della fusione glaciale, si è anche intervenuti per abbassarne il livello: nel 2023 aveva 150mila metri cubi di acqua, oggi ridotti a cinquantamila per contenere il rischio di svuotamento improvviso verso la stazione di Tignes, sul versante della Val Claret.

Dal 2019, il lago di Rosolin è diventato un importante serbatoio naturale per le acque di fusione del ghiacciaio della Grande Motte. La sua rapida espansione è stata aggravata dalle ondate di calore dell'estate del 2022: un'evoluzione imprevista che sta diventando un pericolo per il territorio e in particolare le zone poste più a valle. Per evitare un repentino "svuotamento naturale", sono state attuate misure di sicurezza per abbassare il livello del lago e ridurre significativamente il rischio.
Gli interventi coinvolgono i comuni di Champagny-en-Vanoise (dove si trova il lago) e Tignes (l'area potenzialmente interessata dal rischio di svuotamento improvviso verso valle). Le operazioni, dopo aver agito sull'emissario esistente del lago scavando un canale di deflusso naturale, prevedono anche l'utilizzo di sifoni (lunghi 300 metri e con un diametro di 30 centimetri) posizionati sul fondo del lago, per prelevare l'acqua e farla scorrere in modo controllato verso Champagny-en-Vanoise. Questi interventi, realizzati in alta montagna (a una quota di circa 2800 metri), mirano a stabilizzare la situazione e a ridurre il volume d'acqua accumulato.
Il caso del Lac de Rosolin è, quindi, un esempio concreto di cosa significa governare un territorio che cambia. I Comuni coinvolti, insieme all'ONF-RTM (Servizio Forestale e di Ripristino di Montagna) dello Stato, agli enti scientifici, al Parco, e anche alla società che gestisce gli impianti di risalita di Tignes, stanno monitorando il lago e intervenendo per ridurne il volume e contenere i rischi.

A Tignes fino a qualche anno fa si sciava tutto l'anno - sottolinea Carovana dei ghiacciai - invece ora ci trova a fare i conti con la fusione accelerata del ghiacciaio, l'aumento delle temperature, e la gestione del rischio e di una nuova risorsa, il lago glaciale. Un tema quest'ultimo su cui in Francia si sta lavorando molto con una serie di progetti scientifici. Per questo dalla prima tappa francese, Carovana dei ghiacciai di Legambiente rilancia la necessità e l'urgenza di una gestione e pianificazione territoriale che tenga conto della crisi climatica, ma anche di una governance europea per i giganti bianchi, più politiche di mitigazione e di adattamento, e il riconoscimento dei ghiacciai come beni comuni, in quanto inseriti all'interno di sistemi ecologici, idrologici e territoriali strettamente interdipendenti. Temi al centro sia del "Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse" – sia della prima piattaforma politica culturale "Governare le Alpi che cambiano" nata in Italia per i ghiacciai, entrambe promosse da Legambiente, Cai, Cipra e Fondazione Glaciologica Italiana.
Il bilancio sullo stato di salute dei ghiacciai francesi, a partire da quello della Grande Motte, è stato presentato il 20 agosto in occasione della conferenza stampa ospitata nella sede del Comune di Tignes. Sono intervenuti Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente CIPRA Italia, Marco Giardino Vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana (già Comitato Glaciologico Italiano- CGI) e professore all'Università di Torino, Solène Pignard, referente del progetto Interreg Alpine Space Waterwise, Olivier Duch vicesindaco del comune di Tignes. Nel corso della conferenza è stata proiettato anche il video di tappa realizzato in questi giorni dal team di Carovana dei ghiacciai.
"Le Alpi a causa della crisi climatica stanno cambiando, diventando sempre più fragili e instabili. Di conseguenza aumentano i rischi in quota ma anche a valle, cambia il turismo e in quota nascono anche nuovi ecosistemi che prendono vita dal ghiacciaio che arretra e fonde - dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia -. Alla luce di ciò è urgente passare da una pianificazione della stabilità a quella del cambiamento, un messaggio che rilanciamo in questa prima tappa di Carovana dei ghiacciai in Francia e che è anche al centro della nostra piattaforma politica culturale "Governare le Alpi", la prima in Italia nel suo genere e che abbiamo presentato ad inizio agosto. Allo stesso tempo è fondamentale che le Alpi e i ghiacciai diventino beni comuni per le comunità e per il nostro futuro. La Francia sta già dando un buon esempio in fatto di tutela e di gestione del rischio, come abbiamo visto per il lago glaciale, l'Italia faccia altrettanto".
"In questa prima tappa di Carovana dei ghiacciai abbiamo osservato il Lac de Rosolin, un lago glaciale che si è creato alla base del ghiacciaio della Grande Motte per effetto del riscaldamento climatico - commenta Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologia Italiana e docente di Geografia fisica e Geomorfologia dell'Università di Torino -. Per contenere il rischio di improvviso svuotamento del bacino lacustre e di conseguenti piene, in questi anni sono stati effettuati diversi studi mirati ad abbassare il livello del lago attraverso condotti sopra e dentro il ghiacciaio, sfruttando pure la natura carsica del substrato roccioso. Un patrimonio di conoscenze che si rivelano utilissime per gestire la transizione ecologica in un territorio di grande interesse naturalistico, turistico e sportivo".
In questa tappa, la Carovana dei Ghiacciai ha pure visitato la Riserva Naturale della Grande Sassière, una delle aree del progetto Waterwise, cofinanziato dall'Unione Europea attraverso il programma Interreg Alpine Space, di cui anche Legambiente Piemonte e Val d'Aosta è partner. Una collaborazione che mette in relazione l'osservazione dei cambiamenti dei ghiacciai con la necessità di comprendere come questi incidano sulle risorse idriche, sugli ecosistemi e sulle comunità alpine.
L'iniziativa con i partner francesi de la Réserves Naturelles de France assume un significato particolare proprio alla luce di quanto osservato alla Grande Motte: il ritiro del ghiacciaio implica la trasformazione del ciclo dell'acqua, con la comparsa di nuove risorse e nuovi rischi. Di conseguenza, vi è la necessità di ripensare il modo in cui le risorse del territorio vengono conosciute e gestite. È su questo terreno comune che Carovana dei Ghiacciai e Waterwise lavorano insieme: trasformare la conoscenza dei cambiamenti in strumenti utili alle comunità e ai decisori per affrontare e governare le Alpi che cambiano.
Carovana dei ghiacciai 2026: le prossime tappe
Dopo la prima tappa in Francia, Carovana dei ghiacciai 2026 arriverà in Italia in Valle D'Aosta sul versante italiano del Monte Bianco, dove farà tappa dal 20 al 24 agosto per osservare il ghiacciaio del Miage e quello di Planpincieux. Poi proseguirà il suo viaggio lungo l'arco alpino arrivando in Lombardia (dal 24 al 26 agosto) sul ghiacciaio dei Forni, in Friuli-Venezia Giulia (dal 26 al 29 agosto) sul ghiacciaio del Montasio, e infine in Piemonte (dal 31 agosto al 3 settembre) sul ghiacciaio di Coolidge – Monviso.
In apertura, a destra, una fotografia dei lavori di messa in sicurezza del Lac de Rosolin tratta da Wikimedia Commons; le altre sono state fornite da Legambiente












