Contenuto sponsorizzato
Attualità | 02 luglio 2025 | 13:49

Furto alla pista da bob di Cortina: per il commissario di governo Fabio Saldini è l'"ennesimo atto vandalico"

Se da un lato il furto è senz’altro un atto biasimevole e da condannare, dall’altro è forse impreciso trasformarlo in un atto vandalico, lasciando intendere che attorno alla pista soffino i venti del sabotaggio, prima dell'esito delle indagini

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Non c’è pace per la pista da bob di Cortina, questa volta colpita da un furto che ha provocato anche il danneggiamento del cavo di alimentazione elettrica. Oltre alla sottrazione di una pesante bobina di rame, gli autori hanno infatti tranciato il grosso conduttore che corre sotto la pista nel tentativo di prelevare ulteriori quantità del prezioso metallo.

 

Il ripristino, oltre a richiedere una settima di lavoro, comporterà inevitabilmente una spesa aggiuntiva. Polizia e Arma dei carabinieri della compagnia di Cortina hanno già avviato le indagini.

 

“Saranno gli organi competenti a fare ora piena chiarezza su quanto è accaduto, come è giusto che sia. Questo fatto, va detto con determinazione, è inaccettabile”, ha dichiarato al Gazzettino il commissario di governo Fabio Saldini, amministratore di Società Infrastrutture Milano Cortina, per poi aggiungere: “Sono però sicuro che Simico e tutte le società coinvolte nella realizzazione dell’opera non si lasceranno spaventare da questo ennesimo atto vandalico, ma che anzi metteranno ancora più forza e ancora più convinzione per arrivare alla definitiva realizzazione del nuovo sliding centre di Cortina d’Ampezzo”.

 

Su queste dichiarazioni è necessario soffermarsi un istante: perché se da un lato il furto è senz’altro un atto biasimevole e da condannare, dall’altro è forse impreciso trasformarlo in un atto vandalico prima dell'esito delle indagini, lasciando intendere che attorno alla pista soffino i venti del sabotaggio.

 

Perché, poi, “ennesimo”? Come evidenziato sempre dal Gazzettino, Saldini pare riferirsi a un episodio accaduto lo scorso febbraio, quando un tubo per la refrigerazione (circa 12 metri di lunghezza per 789 chili) è stato trovato sulla strada del cantiere della pista. Anche in quell’occasione ha subito preso forma l'ipotesi del sabotaggio, cavalcata prontamente e con grandissima convinzione dai sostenitori della discussa infrastruttura, per evidenziare un presunto clima di violenza e di forte ostilità nei confronti del cantiere.
A due mesi da quella vicenda, la procura di Belluno ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, nella convinzione si fosse trattato di un fatto accidentale e non di un sabotaggio intenzionale (ne abbiamo parlato QUI).

 

Se l’intento è quello di gettare discredito su chi negli ultimi anni ha contestato la realizzazione dell’infrastruttura, bisogna sottolineare che l’opposizione si è sempre limitata, al massimo, a qualche manifestazione pacifica tra le strade del centro di Cortina. Azioni mirate a danneggiare la pista o a rallentare i lavori, ad oggi, non se ne sono registrate.

Contenuto sponsorizzato