La montagna non è solo sci. 9 alternative turistiche: dai Comuni del Gran San Bernardo, al Parco nazionale del Pollino. La selezione di Legambiente

Se il problema climatico è chiaro a tutti non è semplice strutturare dei modelli turistici alternativi, più vicini alle peculiarità climatiche del presente. Conseguenza diretta è, quindi, l'urgenza di individuare esempi di buone pratiche da cui lasciarsi ispirare, da supportare economicamente e da replicare adattandole alle singolarità territoriali

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
I nuovi scenari aperti dai cambiamenti climatici, com'è ormai evidente anche ai più scettici, mettono in discussione modelli economici fino a qualche anno fa considerati un'indiscutibile sicurezza. Uno di questi è ovviamente l'industria sciistica, legata a un elemento (la neve) che, naturale o artificiale, è fortemente condizionato dall'aumento delle temperature.
Se il problema è quindi chiaro a tutti - anche a chi si ostina a investire ancora enormi capitali per espandere questo settore - non è semplice individuare delle soluzioni; non è facile strutturare dei modelli turistici alternativi, più vicini alle peculiarità climatiche del presente.
Conseguenza diretta è, quindi, l'urgenza di individuare esempi di buone pratiche da cui lasciarsi ispirare, da supportare economicamente e da replicare adattandole alle singolarità territoriali.
Il dossier NeveDiversa 2025 ogni anno raccoglie un consistente numero di buone pratiche, diffuse su tutto il paese:
“Le best practises - informa il report - si caratterizzano per la capacità di innovare l’offerta turistica in armonia con la valorizzazione dell’ambiente naturale, delle professionalità a largo raggio, del patrimonio storico e architettonico nella sua unicità. Luoghi dove le comunità in quanto tali stanno assumendo un ruolo non secondario. Buoni esempi che - se emulati - permetterebbero di prefigurare uno sviluppo montano capace di trarre dal turismo dolce quegli elementi di forza per dare corpo alle speranze delle comunità montane che giustamente rivendicano il diritto al benessere e a posti di lavoro stabili e dignitosi”.
Qui di seguito l'elenco delle buone 9 realtà virtuose (accompagnato dalle motivazioni date da Legambiente) individuate dal report NeveDiversa:
- Rifugio Willy Jervis, Conca del PraJervis (TO): Il Rifugio Willy Jervis è situato al fondo della Val Pellice, in provincia di Torino, nella suggestiva Conca del Pra, ad una quota di 1.732 mt slm, ed è di proprietà del Club Alpino Italiano. Dal 1979 il rifugio è gestito dalla guida alpina Roby Boulard. La continuità di gestione ha permesso il miglioramento progressivo dei servizi offerti dal rifugio alpino e gli ospiti possono trovare la porta aperta e un pasto caldo 365 giorni l’anno. (…) Durante tutto il periodo invernale il rifugio è sede di una scuola di arrampicata su ghiaccio gestita dalle guide alpine della valle che propongono corsi e stages di vari livelli. Inoltre, le guide alpine del rifugio propongono interessanti gite di sci alpinismo, anche di più giorni, allacciandosi al giro del Monviso.
- Etroubles, Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses, Comuni della valle del Gran San Bernardo (AO): Nell’anno 2000 l’unico skilift presente nel Comune di Etroubles (1.280 m.) veniva chiuso per fine vita tecnica. I cittadini, con un referendum voluto dall’amministrazione allora in carica, scelsero di non costruirne uno nuovo. Anche da questo evento nasce l’attuale offerta turistica sostenibile invernale dei tre Comuni. Pochi anni dopo anche il vicino Saint Oyen chiuse i suoi tre impianti di risalita. Le attrezzature sono state totalmente smantellate e i piloni rimossi. Soltanto Saint-Rhémy-en Bosses ha mantenuto un piccolo comprensorio sciistico di interesse locale. Oggi, però, il grosso dell’offerta turistica della vallata si articola in una serie di interessanti proposte di carattere artistico, culturale e naturalistico. Il museo a cielo aperto del Borgo di Etroubles è visitabile tutto l’anno, e comprende opere di artisti di fama internazionale sparse per tutto l’abitato del capoluogo. L’offerta legata alla neve si incentra sulla pista di sci di fondo “Alta valle del Gran San Bernardo”, tre anelli gestiti in forma consortile dai tre Comuni attraversati dal percorso. Nella piana di Flassin (Saint-Oyen) ha preso vita uno snow park per bambini. Sono numerosi anche gli itinerari per racchette da neve e scialpinismo. L’offerta enogastronomica è molto curata, come pure numerose sono le manifestazioni che i tre Comuni organizzano in occasione dello storico Carnevale locale, che ricorda in modo ironico la discesa di Napoleone attraverso il passo del Gran San Bernardo.
- Homeland Montespluga Madesimo (SO): La solitaria Montespluga sembra vivere una rinascita, in assenza di impianti di risalita e cannoni da neve, grazie al progetto Homeland. Nato durante la pandemia di coronavirus, il progetto si propone di creare una stazione sciistica alternativa, senza impianti di risalita. Homeland aspira a diventare un punto di riferimento per lo scialpinismo a Montespluga (SO), offrendo un’esperienza immersiva in un ambiente incontaminato e promuovendo la consapevolezza dell’ecosistema montano attraverso la collaborazione con le Guide Alpine. Con questo progetto gli operatori di Homeland intendono avvicinare le persone alla pratica dello skialp o dello splitboard, così come offrire servizi e momenti di formazione a coloro che già conoscono queste discipline, nell’area alpina, circostante il villaggio alpino di Montespluga. La prima stazione sciistica d’Italia senza impianti di risalita offre un’esperienza alternativa e più sostenibile, pensata per chi è disposto a muoversi con le proprie forze. Qui gli scialpinisti possono affrontare 11 percorsi di salita segnalati e poi godere di discese libere in un’ampia area di 9.000 acri di terreno fuoripista. Questa innovativa proposta di turismo esperienziale si pone in netta controtendenza rispetto ai modelli tradizionali circostanti, connotati da un approccio consumistico e ad alto impatto ambientale. L’auspicio è che possa ispirare iniziative analoghe, con una particolare attenzione alla tutela dell’ecosistema montano, alla fragile sopravvivenza della fauna alpina e all’eliminazione di qualsiasi forma di motorizzazione.
- Progetto Grumes della Val Cembra (TN): Da oltre dieci anni il paese di Grumes è impegnato nel recupero del patrimonio edilizio, culturale e ambientale del proprio passato agricolo per dar modo a residenti e ospiti di fruire del territorio in modo responsabile e in armonia con l’ambiente e con l’identità del luogo. Si tratta di un percorso, denominato “Progetto Grumes”, che si fonda principalmente sulla riscoperta e sulla valorizzazione del passato, in un’ottica di sviluppo futuro, e sul recupero del valore del bosco e della vita di paese, nell’obiettivo di far riemergere il senso di appartenenza al luogo e la fiducia in un futuro per la montagna. Il progetto si è concretizzato in un’incisiva azione di valorizzazione turistico-culturale del patrimonio pubblico dismesso. Particolare attenzione è riservata all’offerta di un turismo rispettoso dell’ambiente, grazie alla creazione di itinerari e sentieri tematici (Sentiero dei vecchi mestieri, Giro dei masi, Sentiero botanico...) da percorrere a passo lento.
- Eventi del Parco Naturale Prealpi Giulie (UD): Il Parco organizza escursioni e visite guidate, di diversa difficoltà ed impegno, durante tutto l’anno. In inverno è un piacere scoprire l’area protetta godendo dei suoni e dei profumi che in questa stagione regalano alla montagna tempi rallentati ed atmosfere più intime. Il territorio del Parco offre infatti moltissimi itinerari diversi, adatti ad ogni tipo di escursionista. Qui, tra le cime imbiancate delle Prealpi Giulie e i fondovalle boscosi, si scoprono luoghi ancora poco frequentati in cui sentirsi completamente avvolti dalla natura. Ecco allora che in questo periodo vengono proposte escursioni in ambiente invernale, sia in presenza di neve sia in sua assenza, o semplici passeggiate alla scoperta dei borghi e delle particolarità culturali. Di queste è ricco l’intero territorio ed in special modo la Val Resia. Qui, fra musiche e danze tradizionali, si celebra il Püst, uno dei Carnevali tradizionali più peculiari delle Alpi. Anche in tale periodo il Parco coniuga natura e cultura, organizzando una facile escursione che permette di comprendere a fondo lo stretto legame esistenti fra i luoghi e le persone che vi abitano. L’accompagnamento degli ospiti è curato da professionisti della montagna: guide naturalistiche, accompagnatori di media montagna e guide alpine.
- Neve Natura Parco nazionale dell’appennino tosco-emiliano: La scuola di montagna Neve Natura, ideata nel 2007 dal Parco Nazionale con la collaborazione di Centri Visita, rifugi, istruttori sportivi, guide alpine, guide escursionistiche, maestri di sci, naturalisti, esperti e testimoni significativi, scrittori, aziende agricole e molte altre risorse umane presenti sul territorio, è oggi un progetto didattico e insieme una proposta per il turismo invernale improntato alla sostenibilità. Partecipare ad un viaggio di istruzione Neve Natura significa avere un contatto diretto e immediato con l’ambiente della montagna, osservando i cambiamenti meteorologici scanditi dal passare delle ore, studiare le eccellenze paesaggistiche, naturalistiche, letterarie e socioeconomiche del territorio, ma anche avere un contatto diretto con le comunità dei borghi che lo ospitano, con le persone che ogni giorno scelgono l’Appennino e la Riserva della Biosfera UNESCO come luogo dove vivere. Il Parco delle Foreste Casentinesi propone il programma Neve Natura in collaborazione con il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano.
- Rifugio la FossaCantalice (RI) Lazio, Il cammino del Gran Sasso (AQ) Abruzzo: Il rifugio “La Fossa” sito nel Comune di Cantalice (RI) fu costruito nel 1959 dall’Ispettorato Forestale. Il rifugio realizzato in pietra e calcestruzzo si trova al centro della Valle degli Angeli, tra le cime della Cesta Sassetelli ed il Monte Terminillo ad una quota di 1516 m s.l.m. creando un ambiente Dolomitico. Quando il circolo di Legambiente Centro Italia decise di volerlo sistemare, il luogo era abbandonato e vandalizzato. Il Circolo prese in gestione il rifugio dal comune circa 8 anni fa e da quel momento, un pezzo alla volta, lo sta sistemando. Il rifugio, dopo aver messo a posto il bagno, la cucina, installato un impianto fotovoltaico con accumulo è oggi quasi finito. La zona attira molti fruitori del turismo dolce (escursionismo, ciaspolate, …). Il rifugio insiste sul Cammino di Francesco nel tratto da Poggio Bustone alla Chiesa di San Francesco a Pian de Valli, risulta quindi un punto di riferimento per le attività turistiche sostenibili. Una stanza è sempre aperta, mentre la restante parte con la cucina viene aperta su richiesta.
- Wildlife adventures Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: Wildlife Adventures è un tour operator specializzato nel turismo sostenibile. Dal 2009 promuove programmi in grado di avvicinare le persone alla natura, supportando iniziative legate alla conservazione degli ambienti naturali e creando opportunità economiche per le comunità locali. Le proposte si concentrano sul raggiungimento di obiettivi sostenibili a lungo termine e che abbiano un impatto positivo sulle persone. Esperienze autentiche incentrate sull’osservazione di animali come orsi, lupi, camosci e aquile reali rappresentano un’opportunità per educare i visitatori sull’importanza della biodiversità e ispirare le persone ad agire per il rispetto della natura e la coesistenza con la fauna selvatica. Wildlife Adventures organizza escursioni e trekking, corsi di fotografia naturalistica nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Tutte le attività sono seguite da professionisti nel settore naturalistico. Il team di guide aderisce al Collegio Regionale delle Guide Alpine Regione Abruzzo ed è composto da esperti conoscitori delle montagne abruzzesi e della cultura peculiare in esse sviluppatasi.
- Parco nazionale del Pollino, Basilicata: Info Pollino è un centro escursioni, un team di Guide autorizzate che accompagnano i visitatori tra i vasti altipiani del Parco Nazionale del Pollino, dove tra le altre esperienze, si può anche percorrere con le ciaspole il sentiero più battuto del Parco. Escursioni nei fiabeschi paesaggi del Pollino per respirare atmosfere magiche ed uniche e godere di panorami spettacolari grazie al cielo terso invernale. In questo splendido scenario, ogni fine settimana da dicembre ad aprile, accompagnati dalle Guide autorizzate di Infopollino Centro Escursioni di Viggianello si effettuano ciaspolate aperte a tutte le fasce di età per ammirare il paesaggio innevato del Pollino con le bellissime sfumature del tramonto. Se si è fortunati si possono seguire le impronte di animali selvatici: lupi, lepri, gatti selvatici, cinghiali, cervi, caprioli, martore, faine. Ai più appassionati e temerari si suggerisce “la pista dei lupi”, una volta trovata una traccia di lupi la si segue cercando di comprendere il loro comportamento, dove vanno, cosa fanno.
Immagine in apertura dal sito internet di Homeland












