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Attualità | 10 gennaio 2026 | 18:00

"È bello lavorare di notte per preparare le piste, poi di giorno arrivano i camminatori che distruggono quanto fatto". Il centro fondo lancia un appello: "Ben vengano i turisti, ma serve rispetto delle regole"

La nevicata di Natale ha riportato movimento e affluenza anche sulle piste di fondo di Piandelagotti, Appennino modenese. Un ritorno di pubblico prezioso per un settore che, in tutta Italia, vive stagioni sempre più brevi e costi crescenti. Proprio nei giorni di massima affluenza è riemerso un problema che non riguarda solo questo angolo di Appennino, ovvero l'uso improprio delle piste da fondo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

A Piandelagotti, a dare voce al disagio è Lando Pierazzi, gestore del Centro Fondo Boscoreale, che lancia un appello semplice quanto diretto: "Ben vengano i turisti, ma serve rispetto delle regole minime di buon senso. I tracciati battuti sono percorribili unicamente con sci da fondo".

 

Il punto non è solo la convivenza tra le diverse utenze della montagna: le impronte dei camminatori creano buchi e irregolarità che possono diventare pericolosi per chi scia, soprattutto per i principianti.

 

E il caso di Piandelagotti non è affatto isolato. Il settore dello sci nordico italiano si regge su un equilibrio delicato, fatto di innevamento incerto e costi di gestione elevati. Secondo i dati raccolti da Piste.fondoitalia.it, piattaforma web che monitora i centri fondo italiani, il Paese conta 297 centri fondo attivi, 485 piste e circa 2.425 km complessivi di tracciati.

Una rete ampia, che richiede manutenzione costante e un lavoro tecnico spesso invisibile: la battitura notturna, la preparazione dei binari, il controllo della sicurezza. "È bello lavorare di notte, preparare le piste, lisciarle per bene… Poi durante il giorno arrivano i camminatori che distruggono quanto fatto", ci racconta amareggiato il nostro interlocutore.

 

Dal punto di visto normativo in Italia fa fede la legge quadro sulla sicurezza nelle discipline sportive invernali (basata sul decreto legislativo 40 del 28 febbraio 2021). In buona sostanza, senza indulgere agli aspetti più tecnici, le piste da sci, comprese quelle da fondo, sono impianti sportivi destinati esclusivamente alla disciplina per cui vengono preparate. L’accesso è regolato e può essere limitato dal gestore, che risponde delle condizioni di sicurezza del tracciato quando la pista è aperta. È proprio questo principio a rendere vietato l’ingresso di camminatori, ciaspolatori ed escursionisti sui binari battuti: impronte e solchi non solo compromettono un servizio tecnico complesso, ma alterano un impianto sportivo sottoposto a responsabilità precise.

 

A Boscoreale, nei momenti di massimo innevamento, gli anelli battuti e preparati possono superare i 40 km, quasi un unicum per l’Appennino. Ma la neve si sa, sotto i 1500 metri, comincia a latitare. E qui, dal punto di vista altimetrico, siamo a una quota di confine.

Il problema della fruizione impropria si somma a un quadro climatico sempre più complesso. Secondo il dossier Nevediversa 2025 di Legambiente, negli ultimi cinque anni, gli impianti sciistici dismessi in Italia sono raddoppiati, passando da 132 a 265 strutture non più funzionanti, nevica sempre meno, sia sulle Alpi sia sugli Appennini, e cresce il ricorso all’innevamento artificiale, con costi energetici in aumento.

 

Pur riguardando soprattutto lo sci alpino, questi dati fotografano una montagna che cambia rapidamente e che rende ancora più prezioso il lavoro dei centri fondo, spesso gestiti da piccole realtà locali, talvolta a conduzione familiare.

 

Purtuttavia le alternative per i camminatori non mancano a Piandelagotti: "La Maccheria, il Passo del Giovarello, il Passo delle Forbici o il Casone di Profecchia si possono raggiungere tranquillamente senza passare nella pista da fondo. L’Appennino è grande e i sentieri per fortuna sono tanti", conclude Lando Pierazzi. "Portiamo rispetto a chi lavora per fornire un servizio, e a chi paga il biglietto per praticare una nobile disciplina invernale qual è lo sci di fondo".

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