"Stavamo raccogliendo le castagne quando un signore ha iniziato a prendendoci a male parole: 'State rubando'". Come si fa a capire quando si possono prendere e quando no?

"Questi ultimi due weekend sono andata in Appennino a raccogliere castagne con amici e mi sono ritrovata in due situazioni completamente opposte", ci ha raccontato una lettrice de L'Altramontagna. davanti a questa situazione comune abbiamo provato a rispondere a questa domanda: quando si può raccogliere castagne e quando invece non è possibile?

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Questi ultimi due weekend sono andata in Appennino a raccogliere castagne con amici e mi sono ritrovata in due situazioni completamente opposte. Lo scorso fine settimana, eravamo in compagnia, non conoscevamo bene il posto, non ci era familiare, all'inizio non ne avevamo trovate; di ritorno vicino al ciglio della strada abbiamo notato un castagno grande, molto bello e carico, sia sui rami che per terra. Abbiamo iniziato a raccoglierle, ma all'improvviso è arrivato un signore prendendoci a male parole, arrabbiato ci ha detto che era proprietà privata che aveva già dato in affitto quel terreno e che stavamo rubando lavoro e soldi a chi con quel terreno ci viveva. Noi non lo sapevamo. Non c'erano cartelli che indicavano la proprietà privata. Questo fine settimana, in un altro posto, invece, la situazione era completamente opposta c'erano tantissime persone, anche famiglie con bambini, che raccoglievano castagne un po' dappertutto, il clima era sereno, quello di una scampagnata domenicale a fine ottobre. Come si fa a capire quando si può raccogliere castagne o meno?"
Questo piccolo aneddoto, raccontato da un'amica, evidenzia comprensibili dubbi e perplessità sulla raccolta delle castagne per chi non è un addetto ai lavori, ovvero la maggior parte di noi. Proviamo a rispondere alla sua domanda finale e a districarci in questa situazione non così intuitiva.
Innanzi tutto, premettiamo che non sempre si possono raccogliere castagne: la raccolta è soggetta a limiti di tempo, di quantità e soprattutto di proprietà del terreno. Come spesso accade con la raccolta di questi prodotti del bosco ci sono sia delle regolamentazioni approvate dagli enti locali competenti sia delle buone pratiche e abitudini da tenere per preservare al meglio il bene comune ovvero il bosco.
Differentemente da quello che si può pensare, le castagne che troviamo nel bosco non sono proprietà di chi le raccoglie ma di chi possiede il terreno su cui nascono, crescono, cadono.
Per prima cosa è necessario informarsi preventivamente se e come in un determinato comune è possibile raccogliere castagne, in seconda istanza è importante riconoscere se il terreno in cui ci troviamo è di proprietà privata o meno (Anche nei terreni pubblici la raccolta non è automaticamente libera: possono esistere concessioni, divieti o specifiche regole di accesso e utilizzo). Qualora non sia ben segnalato non sempre è facile capirlo ma alcune piccole informazioni possono aiutarci a districarci in questa selva di ricci, castagne e regolamentazioni.
Quello che ad un occhio ingenuo sembra lo stesso ambiente, in estrema sintesi, un bosco composto da alberi di castagno, potrebbero essere in verità due realtà abbastanza diverse: o un castagneto ad uso agricolo, sostanzialmente un vero e proprio frutteto; quindi, un terreno privato in cui delle persone ci lavorano, oppure un bosco governato a ceduo composto in maggioranza da alberi di castagno.
Conoscendo le differenze principali, le due tipologie sono distinguibili: in primis per la densità delle piante, nel castagneto molto più diradate, mentre a ceduo molto più fitte; inoltre, nei castagneti mantenuti in attività, il sottobosco è spesso contenuto attraverso interventi di gestione che facilitano la raccolta, questa cura li rende quasi dei "giardini di castagni"; nei boschi meno curati, invece, la vegetazione può essere più sviluppata. Un'ultima appariscente differenza è la forma della pianta di castagno: nel castagneto la pianta è generalmente più bassa e tozza, spesso innestata, per facilitare sia la gestione sia se ne migliora la resa, nel bosco ceduo invece il castagno è più grande.
Nei castagneti da frutto si coltivano spesso varietà selezionate per ottenere castagne e marroni di determinate dimensioni e qualità. Nei boschi non gestiti per la produzione del frutto si possono trovare castagne di dimensioni e caratteristiche molto variabili, spesso più piccole, chiamate comunemente selvaggioni.
Per quanto riguarda le buone pratiche e abitudini di raccolta, la cosa più importante è non battere i rami dei castagni con bastoni, ma raccogliere solo quelle cadute naturalmente a terra e quindi mature, ancora presenti nel riccio o fuori. Inoltre, rispettare la vegetazione non strappando rami o altro e non lasciare rifiuti nel bosco.
Tenendo a mente tutte queste caratteristiche la prossima volta che si vuole andare a raccogliere castagne, per viversi al meglio la giornata, la domanda da farsi allora potrebbe essere: "Cosa sto cercando? Un prodotto di qualità, un'esperienza di raccolta o entrambi? "












