Contenuto sponsorizzato
Attualità | 28 ottobre 2026 | 20:00

Il negazionismo climatico è radicato in Fratelli d'Italia? Dopo Donazzan arriva Berlato

Non sono passate nemmeno due settimane dall'uscita dell'europarlamentare Donazzan sulla cima del Monte Bianco "che cresce" e un altro esponente dello stesso partito torna a utilizzare la montagna o i suoi fenomeni naturali per seminare dubbi sulla crisi climatica. Cambiano gli esempi, non lo stesso (sgangherato) copione

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Ci risiamo. Puntuali, forse con una ricorrenza studiata. Quasi fosse un riflesso condizionato, se non addirittura una linea comunicativa condivisa.

 

Qualche settimana fa, qui su L'Altramontagna, il nostro Pietro Lacasella aveva raccontato e commentato l'uscita dell'europarlamentare di Fratelli d'Italia Elena Donazzan, che aveva utilizzato le variazioni dell'altezza della vetta del Monte Bianco per attaccare ambientalisti e comunità scientifica, insinuando che la crescita della montagna rappresentasse una smentita delle evidenze sul cambiamento climatico.

 

Ora, sui social, compare una nuova variazione sul tema. A firmarla è un altro europarlamentare dello stesso partito di Donazzan, Sergio Berlato, che sul proprio profilo Facebook scrive testualmente: "Il catastrofismo climatico continua a dominare il dibattito, eppure nell'emisfero Nord la neve copre già 16 milioni di km². Si preferisce alimentare l'allarmismo anziché mostrare il quadro completo, forse perché certi dati fanno meno comodo di altri?".

 

Come nel caso della collega Donazzan a colpire non è tanto il contenuto dell'affermazione, quanto la struttura del ragionamento. È possibile, possibilissimo, che, in una determinata fase della stagione, la copertura nevosa nell'emisfero nord sia particolarmente estesa. Il problema nasce nel momento in cui quel dato viene utilizzato per suggerire che la crisi climatica sia esagerata, che gli scienziati nascondano informazioni o che l'allarme lanciato sia frutto di una narrazione ideologica.

 

È la stessa operazione già vista con il Monte Bianco. Si prende un fenomeno circoscritto, lo si isola dal contesto e lo si trasforma in una presunta confutazione di processi osservati e documentati su scala globale.

 

Una strategia comunicativa tanto semplice quanto efficace: se c'è tanta neve, allora il pianeta non si sta scaldando. Se una vetta guadagna qualche centimetro di altezza, allora i ghiacciai non stanno arretrando.

 

Peccato che il clima non funzioni proprio così. La differenza tra meteorologia e climatologia dovrebbe essere ormai patrimonio di conoscenza comune. Una nevicata abbondante non smentisce il cambiamento climatico, così come una giornata insolitamente fredda non cancella l'aumento delle temperature medie globali.

 

La montagna - o come in questo caso un fenomeno naturale che a essa rimanda - viene sempre più spesso "tirata per la giacchetta" e trasformata in un palcoscenico simbolico sul quale costruire narrazioni politiche precostituite. Diventa il luogo dell'aneddoto da contrapporre alla scienza, dell'eccezione elevata a regola, del dettaglio utilizzato per oscurare il quadro generale.

 

La complessità è faticosa: obbliga a studiare, approfondire, distinguere. Costringe ad accettare che realtà articolate non possano essere ridotte a uno slogan o a un post sui social. E invece una parte della comunicazione politica pare aver scelto la strada opposta: semplificare fino a deformare.

 

Una domanda retorica allora vorremmo porla anche noi: quale idea di responsabilità pubblica può avere una politica che continua a fare della semplificazione il suo grimaldello comunicativo?

 

 

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Ambiente
| 28 ottobre | 18:00
"Tutto comincia da una spora: germina e dà vita al micelio, una rete di filamenti invisibili che si allarga in tutte [...]
Ambiente
| 28 ottobre | 13:00
"C'è un momento, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, in cui lo Stadio del Fondo smette di essere solo [...]
Ambiente
| 28 ottobre | 12:00
Nell'ottavo anniversario di Vaia proponiamo una riflessione tratta da Sottocorteccia (People, 2024) nata da un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato