"All'improvviso, in un prato o in una radura compare un cerchio di funghi". Sono i cerchi delle streghe: qualcuno ipotizza che abbiano ispirato Stonehenge

"Tutto comincia da una spora: germina e dà vita al micelio, una rete di filamenti invisibili che si allarga in tutte le direzioni alla stessa velocità". Con il micologo Nicolò Oppicelli, scopriamo alcune delle spiegazioni scientifiche dietro a queste strabilianti formazioni che possiamo trovare in un comune pascolo, spontanee ma perfettamente geometriche

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Una mattina, in un prato o in una radura del bosco, compare un cerchio di funghi, a volte solo un semicerchio. È disegnato con una precisione che lascia senza parole, come se qualcuno avesse usato il compasso. Cosa è stato? "Per secoli, nelle campagne, nessuno ha avuto dubbi: lì, di notte, avevano danzato fate e streghe; e, in effetti, qualcosa di misterioso accade davvero. Solo che accade sottoterra".
Uno degli ultimi post del micologo e divulgatore scientifico Nicolò Oppicelli, vuole fare luce su un fenomeno che sin dall'antichità ha attirato a sé miti e leggende. Del resto, quale altra spiegazione potrebbe giustificare formazioni spontanee così geometricamente impeccabili da fare invidia al miglior giardiniere?
Ebbene, una spiegazione scientifica c'è. Noi de L'Altramontagna, abbiamo voluto approfondire questo fenomeno proprio con l'esperto micologo Nicolò Oppicelli.
"Tutto comincia da una spora: germina e dà vita al micelio, una rete di filamenti invisibili che si allarga in tutte le direzioni alla stessa velocità, in cerca di sostanza organica da decomporre. Col tempo, al centro, il terreno si esaurisce e il micelio si arresta; sul bordo invece il nutrimento non manca, e lì spuntano i funghi, schierati lungo un anello che di anno in anno si fa più largo". Sono i fairy rings, cerchi delle streghe, o delle fate: per i micologi, la firma visibile di una crescita che procede dal centro verso l'esterno.

I funghi che vediamo spuntare sono la manifestazione del micelio che si trova sotto terra, il quale – in molte specie – tende a diffondersi in senso radiale, quindi a partire da una zona iniziale e si espande progressivamente.
"Immaginiamo che il cerchio parta da un piccolo punto A: piano piano, il micelio comincia a svilupparsi e ad allargarsi in forma circolare, avanzando lungo il prato. Se le condizioni sono favorevoli, anno dopo anno il cerchio può diventare sempre più grande, perché il micelio continua a espandersi radialmente. Questo processo va avanti finché non interviene qualche fattore ambientale, un altro fungo competitivo o, semplicemente, la fine del ciclo vitale del micelio".

In molte specie, lo sviluppo del micelio può andare a modificare le caratteristiche del terreno. In certi casi, consuma le sostanze nutritive presenti nel cerchio, inibendo quindi la crescita di altre erbe: per questo, a volte, il cerchio appare quasi diserbato, come se il prato fosse stato consumato. In altri casi, la parte esterna può presentare un'erba più verde, perché l'attività del micelio può rendere disponibili alcune sostanze nutritive che favoriscono la crescita della vegetazione. In questi casi, nei prati si possono vedere queste zone più verdi, circolari o semicircolari, lungo le quali poi si sviluppano diverse specie di funghi.

Il micelio si espande con una strategia nutrizionale basata sulla degradazione della materia organica morta, soprattutto nei terreni particolarmente azotati. Per questo è più facile trovare i "cerchi delle streghe" tra terreni concimati e zone prative: nei prati e nei pascoli, dove possono esserci le condizioni adatte al loro sviluppo.
"Maestre di questa naturale geometria sono le gambesecche (Marasmius oreades), ma sanno tracciare cerchi anche il prugnolo (Calocybe gambosa), Collybia nuda, Clitocybe nebularis, Infundibulicybe geotropa e molti prataioli (Agaricus spp.); e non di rado lo fanno perfino porcini e amanite".

Pur osservandosi spesso con i funghi saprotrofi, infatti, i cerchi possono formarsi anche con specie come l'amanita muscaria e i porcini, che crescono in ambiente boschivo. "Qui lo sviluppo radiale del micelio può essere influenzato dalle pietre, dalle piante, dalle radici e da tanti altri elementi. Di conseguenza, non sempre si forma un cerchio completo e ben visibile come quello che possiamo osservare nei prati".
Cosa succede quando questi cerchi incontrano un ostacolo naturale? Una roccia, una pietra o una zona del prato dove il terreno è più duro? In questi casi, la rete di filamenti può incontrare un'interruzione e lo sviluppo radiale può esserne modificato.
"Il cerchio può quindi diventare irregolare, cambiare forma, aggirare l'ostacolo oppure interrompersi del tutto in una determinata direzione. Può assumere la forma di una mezzaluna, di un semicerchio o persino di una disposizione che ricorda un filare. Nelle zone prative queste situazioni si osservano abbastanza spesso. È tutta una questione legata alla disposizione di ciò che si trova sotto terra, che noi non vediamo, ma che poi si manifesta in superficie quando spuntano i funghi".

Negli anni sono stati condotti degli studi che hanno cercato di stimare l'età di queste formazioni. In alcune zone prative, per esempio in Inghilterra, pare ci siano cerchi delle streghe conosciuti da moltissimo tempo. "Qualcuno ha persino ipotizzato che, in aree dove queste formazioni sono particolarmente diffuse, la loro disposizione possa aver ispirato strutture come Stonehenge. Se ci pensi, la disposizione circolare delle pietre può ricordare quella di un cerchio delle streghe, anche se si tratta di una suggestione e non di un fatto dimostrato".
Ad ogni modo, per stabilire l'età di un cerchio servirebbe monitorare un prato per molti anni. Ci sono stati studi che hanno seguito queste formazioni per periodi anche di 30 o 40 anni, osservando l'ampliamento dei cerchi e, in alcuni casi, la comparsa di nuove formazioni.
"Si è visto proprio questa crescita radiale ed espansiva, che continua finché non interviene qualche fattore limitante o finché non vengono meno le risorse organiche necessarie allo sviluppo del fungo. Quando parliamo di cerchi delle streghe, in fondo, parliamo anche di questi aspetti: la fine e la continuità, la morte e l'eternità".
Insomma, un fenomeno diffuso e osservabile di frequente anche da noi, che pure non smette di affascinare le menti e gli animi più curiosi. "Il micelio – concludeva l'esperto nel suo post – non vede e non sente, eppure obbedisce a regole biologiche che trasformano il caos in ordine, un ordine che l'occhio riconosce al primo sguardo e che, prima della scienza, solo la magia sembrava poter spiegare".











