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Ambiente | 25 ottobre 2026 | 12:00

"Quando si tuffa per predare nell'erba alta le spighe si aggrappano alle piume come velcro". Così, il gufo è rimasto intrappolato

Il Parco faunistico Piano dell'Abatino è una struttura che ha come funziona prioritaria il recupero della fauna locale. L'ultimo di questi interventi è stato piuttosto peculiare: un gufo è rimasto ferito per liberarsi dal pabbio maturo, un'erba comune nei prati incolti

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

In un post Facebook del 21 ottobre, il personale del Parco dell'Abatino annunciava l'arrivo di un nuovo ospite: si tratta di un magnifico esemplare di gufo, Asio otus. Ad incuriosire è la sua storia particolare: sarebbe rimasto ferito nel tentativo di divincolarsi dall'erba alta in cui era rimasto incollato.

 

Il Parco faunistico Piano dell'Abatino è un centro di recupero per la fauna autoctona che offre rifugio permanente a 450 animali feriti, maltrattati o sequestrati. La struttura si trova a Poggio San Lorenzo, in provincia di Rieti, dove questi animali vengono curati e, quando possibile, rimessi in libertà.

 

Per ora, si attendono i risultati delle analisi per capire la gravità delle ferite del piccolo rapace. Ma come può succedere che un cacciatore così sofisticato e abile rimanga intrappolato nell'erba?

 

A quanto pare non è nemmeno un evento così raro. Com'è accaduto ce lo raccontano i suoi soccorritori.

 

 

Un gufo impigliato nel pabbio

 

Oggi abbiamo soccorso e portato al Parco un magnifico esemplare di Asio otus (gufo). Il gufo è un rapace notturno affascinante, celebre per i suoi lunghi "ciuffi" auricolari (che non sono vere orecchie ma piume). Non era per nulla contento, come si evince dalla foto, ma presto capirà che è per il suo bene.

 

Perché può capitare che si impigli nel pabbio?

 

Il pabbio (Setaria) è un genere di pianta erbacea appartenente alle graminacee, molto comune nei campi incolti, lungo i bordi delle strade e nelle zone rurali, caratterizzato da infiorescenze a spiga densa provviste di setole ruvide o ispide.

 

Il motivo per cui un gufo comune può rimanere impigliato in questa pianta è legato alle sue tecniche di caccia e al suo piumaggio.

 

Il gufo comune caccia principalmente nei prati aperti e ai margini dei boschi, planando silenziosamente alla ricerca di piccoli roditori (come topi e arvicole). A differenza di altri uccelli, le zampe del gufo comune sono ricoperte di fitte piume fino agli artigli. Questo piumaggio morbido e soffice, unito ai lunghi artigli ricurvi, agisce come un vero e proprio "velcro naturale".

 

Quando il gufo si tuffa a terra per ghermire una preda nascosta tra l'erba alta, o quando si muove rasoterra in aree invase dal pabbio maturo, le setole spinose e ispide delle spighe si aggrappano facilmente alle piume delle zampe o alle ali.

 

Il nostro gufetto deve aver lottato contro quelle erbacce per riuscire a liberarsi, forse procurandosi delle lussazioni. Gli esami ai quali verrà sottoposto ci diranno come stanno le cose. Speriamo non ci siano danni gravi.

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