L'Italia è il secondo Paese per superficie bruciata dopo la Spagna, la Sicilia è la regione più colpita: ennesima stagione oltre la media per gli incendi boschivi

Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha pubblicato il report aggiornato sugli incendi boschivi in Italia, al termine della stagione di più alto rischio. I dati mostrano, per il nostro Paese, una superficie bruciata pari a circa 117.000 ettari, di cui quasi 20.000 corrispondenti ad aree forestali

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha pubblicato il nuovo report aggiornato sugli incendi boschivi in Italia, al termine della stagione di più alto rischio.
I dati, raccolti dall'European Forest Fire Information System (Effis) e dal sistema informativo Burnt Area in Italian Terrestrial Ecosystem (Ba-Ite) mostrano in totale, per il nostro Paese, una superficie bruciata pari a circa 117.000 ettari.
Di questa superficie, le aree boschive percorse da incendio corrispondono a quasi 20.000 ha (il 16% del totale). Sono stati colpiti, in particolare, 7.800 ettari di boschi di querce e boschi misti, 6.500 ettari di macchia alta, boschi di leccio e sughera e 4.400 ettari di foreste di conifere.
La Sicilia risulta il contesto geografico più colpito, contribuendo al 55% delle aree totali bruciate a scala nazionale. Calabria e Puglia rappresentano entrambe un valore intorno al 10%. Per il centro Italia la regione più colpita risulta l'Abruzzo (4%), mentre per il nord il Piemonte (4%).
Particolarmente significativo è il dato relativo alle aree protette, dove si concentra oltre il 30% della superficie totale bruciata in Italia. All'interno di Parchi, Riserve naturali e Siti Natura 2000 ricade inoltre circa il 40% delle superfici forestali percorse dal fuoco a livello nazionale, evidenziando la forte esposizione di ecosistemi di elevato valore naturalistico e la necessità di implementare misure di prevenzione.
In un articolo sulla rivista specializzata Sherwood, Luca Musio ha spiegato come l'estate appena trascorsa abbia confermato che gli incendi boschivi continuino a rappresentare un problema comune a molti Paesi europei. "Anche in virtù dell'agosto più caldo mai registrato a livello mondiale e di ripetute e diffuse ondate di calore nel territorio comunitario", scrive Musio, "gli incendi hanno interessato in Europa circa 680.000 ettari. La cifra è inferiore al record del 2025 per lo stesso periodo (circa 1.026.000 ha), ma rappresenta quasi il doppio dell'area media bruciata negli ultimi vent'anni (355.397 ha, 2006-2025)". L'Italia si colloca al secondo posto per superficie percorsa dal fuoco nel 2026 in Europa, dopo la Spagna (oltre 300.000 ha colpiti) e prima della Francia.
Ispra, nell'annunciare il suo report, ha riportato a titolo esemplificativo due episodi rilevanti di questa estate.
Il primo riguarda il territorio delle province di Agrigento e Palermo, dove il 20 luglio scorso un vasto incendio ha interessato 6.300 ettari, di cui circa 1.200 coperti da bosco. Un secondo episodio di particolare gravità, per il coinvolgimento di ecosistemi forestali di elevato pregio naturalistico nel settore prealpino, si è verificato il 4 agosto in Piemonte, nelle province di Biella e Vercelli. L'evento ha percorso circa 900 ettari di superfici forestali.
Musio, nel già citato articolo apparso su Sherwood, spiega come le principali istituzioni europee siano consapevoli della gravità di questo fenomeno, al punto che gli incendi sono stati citati più volte nel recente discorso sullo Stato dell'Unione della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: "Sebbene l'approccio emergenziale sia ancora molto presente nella politica europea, la Commissione ha dimostrato più volte di voler cambiare rotta e affrontare il tema in modo sempre più integrato. Lo conferma la Comunicazione sulla gestione integrata del rischio di incendi boschivi, adottata il 25 marzo 2026, seguita a stretto giro dalla Raccomandazione 11280/26 del Consiglio dell'Unione europea del 29 giugno 2026. Entrambi i documenti non sono vincolanti, ma contengono una forte esortazione agli Stati Membri nell'investire in tutte le fasi della gestione integrata degli incendi, cioè in previsione, prevenzione, preparazione, lotta attiva e ricostituzione post-incendio".
Maria Alessandra Gallone, Presidente Ispra, ha spiegato che le conoscenze di cui oggi disponiamo devono tradursi in azioni concrete: "Abbiamo davanti i mesi che ci separano dalla prossima estate per rafforzare la prevenzione, migliorare la capacità di intervento e promuovere una gestione più consapevole del territorio. Le nuove tecnologie possono rappresentare un alleato fondamentale nella prevenzione e nella gestione degli incendi boschivi. L'utilizzo dei droni, insieme ai sistemi di osservazione satellitare e all'analisi dei dati ambientali, consente di migliorare la conoscenza del territorio, individuare tempestivamente le situazioni di criticità e monitorare le aree colpite dal fuoco, anche per valutarne gli impatti e orientare gli interventi successivi. In questo percorso, è essenziale rafforzare la collaborazione tra istituzioni e amministrazioni locali; i sindaci non devono essere lasciati soli di fronte a una sfida così complessa, ma devono poter contare su strumenti conoscitivi, competenze tecnico-scientifiche e un supporto qualificato per assumere decisioni consapevoli. La prevenzione non si improvvisa quando arrivano le fiamme: si costruisce prima, attraverso la conoscenza scientifica, la pianificazione e la collaborazione tra istituzioni, comunità locali e cittadini".
Foto di copertina: Gregorio Leonarduzzi











