I giardinieri dello stadio olimpico del Fondo? Le pecore. "Nel campo dove si allenano i campioni, le greggi continuano a pascolare come hanno sempre fatto"

"C'è un momento, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, in cui lo Stadio del Fondo smette di essere solo un impianto sportivo e torna a essere quello che questa valle è sempre stata: un pascolo". Le immagini dai prati di Lago di Tesero, dove pochi mesi fa gareggiavano i campioni olimpici

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Non manca molto perché la neve arrivi anche alle basse quote in Val di Fiemme e il Centro di Lago di Tesero guarda alla prossima stagione invernale dello sci di fondo, prevista in genere da inizio dicembre a metà marzo. Con i nuovi impianti di innevamento, il Centro può essere operativo nel giro di una settimana: non resta che aspettare le temperature adatte. Intanto, c'è chi approfitta di quest'attesa per godersi i prati.
"Allo Stadio del Fondo, per ripulire gli arbusti dalle scogliere e rasare l'erba, ci affidiamo ad aiutanti di altissima specializzazione nell'esbosco e taglio selettivo: le pecore".
Prima che la struttura venga innevata e preparata per i campioni da tutto il mondo, i prati dello stadio – in gran parte di proprietà di privati – vengono "curati" da giardinieri speciali. Ad essi è dedicato l'ultimo ironico post del Centro Fondo Lago di Tesero, che con l'occasione riporta le foto di questo momento affascinante.

Pecore e capre ruminano placide tra i prati ancora verdi dello stadio, demanio collettivo della Magnifica Comunità di Fiemme. Intanto, qui e là spuntano gli edifici e gli spalti che pochi mesi fa ospitavano la 25esima edizione dei Giochi olimpici invernali, intitolata a Milano-Cortina.
Partiti da Tesero in maggio, le greggi avevano cominciato il loro percorso lungo l'Avisio, per trascorrere i tre mesi estivi nelle malghe alte. Ritornati a valle con la fine dell'estate, gli armenti al pascolo si godono l'ultimo filone di erba fresca prima del rientro definitivo nelle stalle.

Qualche settimana fa, la stessa scena si era verificata con i bovini, freschi di rientro dalla "desmontegada": il ritorno dai pascoli d'altura. "Le vacche si svegliano al mattino presto, quando la luce è ancora bassa e dorata, e si muovono libere tra l'erba, indifferenti ai tracciati e alle strutture. Brucano proprio sotto le finestre, si spostano lentamente verso l'insegna Trentino Fiemme e si fermano all'ombra".
"Un campo dove si allenano i campioni di domani, e dove le mucche continuano a pascolare come hanno sempre fatto".

Non è un contrasto - sottolineano i responsabili della struttura sui loro social - è una convivenza naturale. "Lo stadio non ha cacciato la montagna e i suoi ritmi: li ha semplicemente accolti dentro di sé. E questo è il dettaglio più bello, vedere che uno spazio pensato per le grandi competizioni internazionali, nei momenti di quiete, torna a essere semplicemente un pezzo di Val di Fiemme, vissuto da chi ci abita da sempre".











