"Non stupitevi se a breve vi diremo che in Rifugio non si potrà usare il gabinetto". Il Lago Selleries è completamente prosciugato, rischia di saltare anche la luce

"Qui l'acqua ci serve per bere e per lavarci, come dovunque. Per cucinare e per innaffiare, come dovunque. Ma ci serve anche per illuminarci e per produrci l'energia che fa vivere il Rifugio". Carenza d'acqua al Rifugio Selleries: la gestione corre ai ripari ma si appella alla comprensione dei suoi frequentatori

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Forse non saranno necessarie troppe parole, per descrivere la situazione idrica nella quale ci troviamo: basta osservare questi scatti".
Il Lago Selleries è completamente prosciugato, ormai da una decina di giorni. A dare notizia dell'anomalo spettacolo è il team del rifugio, situato nella conca dell'Alpe Selleries a quota 2023 metri e di proprietà della Regione Piemonte.
Le fotografie sono del 29 settembre. Ci troviamo nello splendido scenario del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè, nelle Alpi Cozie. Il lago in questione è situato proprio di fronte al Rifugio Selleries, base di partenza per numerosi itinerari escursionistici ed alpinistici.
"L'acqua del nostro acquedotto arriva a spruzzi nei rubinetti", denunciano i gestori. "Segnale di aria nei tubi che entra dalla vasca di accumulo, perché il livello dell'acqua è già al di sotto della soglia minima".
Questo, ai primi di novembre, è una novità. Soprattutto con temperature ancora piuttosto miti. Per il rifugio – che rimane aperto tutto l'anno – si prospetta un inverno difficoltoso.
"Qui l'acqua ci serve per bere e per lavarci, come dovunque. Per cucinare e per innaffiare, come dovunque. Ma ci serve anche per illuminarci e per produrci l'energia che fa vivere il Rifugio".
Questa situazione complica notevolmente la gestione. "Sono quasi due mesi che la Fontana esterna dal Selleries è chiusa, per non svuotare la vasca di accumulo dell'Acquedotto. Ma il livello dell'acqua ha continuato, inesorabilmente, ad abbassarsi. Al momento, riusciamo a garantire, più o meno, tutti i servizi. Più avanti nell'inverno vedremo come si potrà fare".
Parliamo di una struttura dotata di un'ampia sala ristorante, bar e di 14 camere per un totale di 70 posti letto con bagno in comune al piano. Insomma, un sistema nient'affatto semplice da gestire, soprattutto a quelle quote, a peggiorare questa situazione ora interviene anche la siccità.
"Non stiamo piagnucolando, tantomeno imprecando" sottolineano i gestori. "Vorremmo solo informare di una situazione al limite, che ci preoccupa parecchio. Di cui nessuno è direttamente responsabile, ma che richiederà, crediamo, un impegno collettivo di tutti coloro che da queste parti vengono a camminare".
"Se la disponibilità d'acqua continuerà a calare come avvenuto fino ad ora e se il freddo ridurrà ulteriormente il gettito delle sorgenti, non sappiamo bene come e cosa potremo fare. Era indispensabile questa comunicazione, che stavamo rimandando da un po'. Non per allarmare, ma per consentire consapevolezza".
L'appello, dunque, è anche alla comprensione del pubblico. "L'aiuto che tutti possono dare, per ora, è quello di non sbraitare contro nessuno: tanto non serve, perché nessuno ha una soluzione. E di non stupirvi più di tanto se tra un mese, o giù di lì, ci sentirete dire che siamo senza luce e non si può andare a fare i propri bisogni al gabinetto. La causa di tutto ciò sarà la completa mancanza acqua".
A questo incrocio di si unisce il caro benzina. "Non stupitevi nemmeno se il generatore non andrà in moto perché con il carburante a 2 euro e 23 centesimi al litro, conviene lasciarlo spento, e la Neve rimarrà da battere perché il Battipista, con quel che costa 'la bròda', anche lui è meglio non metterlo in moto".












