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Ambiente | 30 ottobre 2026 | 12:00

L'orsa Nina ha superato la sua prima estate in montagna: "Dopo il periodo difficile della separazione dalla madre e del rilascio in natura, sta affrontando la vita selvatica"

La buona notizia arriva dal Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise: l'ente che si occupa della gestione del territorio che è la casa di questa giovane orsa bruna marsicana. La sua storia straordinaria, da quando – cucciola e smarrita – era stata soccorsa dai tecnici del Parco, era diventata presto nota ai giornali

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Nina sta bene e si prepara ad affrontare il suo secondo inverno in natura".

 

La buona notizia arriva dal Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise: l'ente che si occupa della gestione del territorio che è la casa di questa giovane orsa bruna marsicana. La sua storia straordinaria, da quando – cucciola e smarrita – era stata soccorsa dai tecnici del Parco, era diventata presto nota ai giornali.

 

Tutto cominciò il 9 maggio 2025, nei pressi di Pizzone, in provincia di Isernia, sul versante molisano del Parco, quando alcuni abitanti locali segnalarono la presenza di una piccola orsa che vaga da sola lungo una strada. Nina – così l'avrebbero chiamata dopo un sondaggio pubblico – aveva appena 4-5 mesi e pesava poco più di tre chili.

 

Non era ancora in grado di affrontare autonomamente la vita selvatica, procurarsi tutto il cibo necessario e difendersi dai pericoli, ma vi era ancora speranza che la madre tornasse a recuperarla. Gli operatori del Parco decisero allora di osservare la situazione a distanza tramite controlli sul campo e fototrappole, ma la madre non ricomparve.

 

Nina viene quindi catturata e trasferita presso la struttura del Parco a Pescasseroli nel maggio 2025. I tecnici dell'ente se ne prenderanno cura per oltre sei mesi, attenti a ridurre al minimo il suo contatto con le persone, affinché non perdesse la naturale diffidenza. Così, a dicembre 2025, quando ormai Nina è cresciuta e in forze (aveva raggiunto quasi i 40 chili), arriva il momento di liberarla. Nina viene reintrodotta nel suo ambiente naturale, nei boschi del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

 

Da allora, è dotata di un radiocollare Gsm che permette agli esperti di seguirne gli spostamenti senza doverla avvicinare: biologi, guardiaparco e Carabinieri Forestali si occupano del monitoraggio, e il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise diffonde periodici aggiornamenti sul suo stato di salute.

 

"Ha superato anche la sua prima estate in alta montagna, lontana da sguardi indiscreti, cauta e riservata. Il nostro Servizio Scientifico l'ha monitorata costantemente grazie al radiocollare, mentre i Guardiaparco l'hanno seguita sul territorio, quasi come angeli custodi, anche quando, a un certo punto dell'estate, ha deciso di cambiare completamente zona".

 

Nina ha attraversato bene anche la torrida estate del 2026, trovando in natura tutte le risorse necessarie per andare avanti. Ora, come tutti gli orsi in questo periodo, dedica gran parte del tempo all'alimentazione in preparazione dell'inverno ed esplora aree in quota, forse anche alla ricerca del luogo in cui trascorrere i mesi dell'ibernazione.

 

"Non nascondiamo la soddisfazione nel vedere come questa giovane orsa stia affrontando la sua vita selvatica dopo il periodo difficile seguito alla separazione dalla madre e dopo il rilascio in natura, avvenuto nel dicembre dello scorso anno. Un passaggio tutt'altro che scontato, soprattutto per un'orsa rimasta orfana così giovane".

 

A quasi un anno dal rilascio, dunque, Nina continua a regalare ai suoi salvatori buoni motivi per sperare in un futuro selvaggio e in salute, in tutto simile a quello degli altri orsi. "Continueremo naturalmente a monitorarla – promettono i tecnici del Parco – così come continuiamo a seguire gli altri orsi presenti nell'area di nostra competenza, lavorando in rete con tutti i soggetti impegnati nelle attività di monitoraggio".

 

C'è da credere, che gli aggiornamenti di qui in avanti andranno diminuendo, ma non è necessariamente un male. "Forse, la notizia più bella è proprio questa: poterla raccontare sempre meno, perché Nina sta imparando a fare semplicemente quello che deve fare un'orsa: vivere da orsa".

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