Dove finisce la terra e si nascondono le sirene: viaggio tra i monti che dominano la Penisola Sorrentina

Un facile anello nell'estremo lembo della Penisola Sorrentina, lungo l'antica Via Minerva fino al santuario di Atena presso Punta Campanella, salendo poi alle due cime che guardano Capri e i due golfi

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
da Sorrento si seguono le indicazioni per Massa Lubrense, imboccando la Statale 145 e, poco fuori la città, svoltando a destra sulla Provinciale che conduce alla cittadina, da dove, con ulteriori 6 km di strada, si raggiunge il borgo di Termini
Della Penisola Sorrentina si parla quasi sempre di mare e di limoni, ma è prima di tutto una montagna: l'ultima propaggine dei Monti Lattari, un bastione di calcari che si protende nel Tirreno separando il Golfo di Napoli da quello di Salerno. All'estremità, dove la roccia precipita in acqua, si trova Punta Campanella, con Capri proprio davanti, a poche miglia di distanza. Intorno si alternano macchia mediterranea, oliveti e limoneti terrazzati, pinete, e in basso l'Area marina protetta di Punta Campanella, con la Baia di Ieranto sotto il Monte San Costanzo. Punto di partenza ideale per esplorare a piedi questo territorio è Termini, frazione di Massa Lubrense ai piedi del monte, ultimo borgo della penisola. Il nome, dicono, deriva proprio dal "termine" della terra, e la chiesa di Santa Croce, sulla piazza, è parrocchia dal 1566. Il territorio è di quelli in cui storia e mito non si distinguono. Secondo l'Odissea qui Ulisse incontrò le Sirene, e Strabone, che per primo parla di un Athenaion, attribuisce allo stesso Ulisse la fondazione del santuario di Atena sulla punta, ricordato anche da Tito Livio. Il culto, forse nato per le Sirene, passò in età romana a Minerva, e gli studi lo collocano dal VI secolo a.C. al I secolo d.C. Per molto tempo la posizione esatta del tempio è rimasta incerta, finché negli anni Ottanta del Novecento una iscrizione rupestre in osco (III-II secolo a.C.), con i nomi dei "meddices Minervii", gli amministratori del santuario, lo ha collocato qui. Vi conduceva la Via Minerva, antica mulattiera greco-romana del IV secolo a.C. che conserva ancora tratti dell'antico lastricato: è il sentiero che percorreremo per addentrarci tra questi monti sospesi sul mare.

Sulla Via Minerva
Dalla piazza di Termini si scende per via Campanella e, dopo poche centinaia di metri, a un bivio, si prende a destra la Via Minerva. Per lunghi tratti il fondo è asfaltato, e va detto, è la parte meno entusiasmante dell'anello, ma compensata da vasti oliveti e una vista su Capri che a ogni curva diventa più vicina. Lungo la via si incontrano due siti di rilievo: la Fossa di Papa, dove si ipotizza una necropoli greca, e Mitigliano (circa 250 m), dove sorgeva un'antica abbazia e dove resta la piccola chiesa venerata di Santa Maria. La vegetazione si dirada e compare, finalmente, il pianoro di Punta Campanella, con la Torre Minerva, in tufo grigio, fatta costruire da Roberto d'Angiò tra il 1334 e il 1335 contro le incursioni dal mare, e ricostruita nel 1556 dopo la distruzione da parte dei Turchi (una campana dava l'allarme, ed è probabile origine del nome Campanella), il faro, e i resti del santuario di Atena-Minerva, con mura di epoca romana. Da qui Capri sembra a portata di mano, con la parete della Villa Jovis di Tiberio, mentre la Baia di Ieranto si apre proprio sotto i piedi. Una fenditura nella roccia nasconde una scalinata impervia che scende a scogliere e grotte sul mare. Il silenzio è interrotto solo dallo sciabordio delle onde e dal vento, e gli echi della storia si percepiscono nitidamente, con lo sguardo che vaga tra il mare, il cielo, i pendii e le scogliere, in attesa di riprendere il cammino. Questa volta in salita.

I balconi di Santa Croce e San Costanzo
Si potrebbe tornare indietro sui proprio passi, ma vale sicuramente la pena di chiudere un anello salendo sui due monti che dominano questo tratto di costa, il Santa Croce e e il San Costanzo, così amati e conosciuti dai locali. Ripercorsa la Via Minerva per qualche centinaio di metri, si imbocca a destra il sentiero (segnavia bianco-rossi, Alta Via dei Monti Lattari), evidente e ripido, che si inerpica nella macchia con splendide vedute sulla Baia di Ieranto, area tutelata dal Fai. È il tratto che fa guadagnare davvero quota, interamente esposto al sole, quindi meglio evitare le ore calde in estate, ma che si affronta più agevolmente in autunno e primavera. Si tocca il Monte Santa Croce (497 m), la cima più alta, con la stazione radio per il controllo del traffico aereo, e poi, attraversando una pineta, si sale in pochi gradini di roccia alla cappella di San Costanzo (485 m), bianca, fondata nella seconda metà del Cinquecento dalle famiglie di Termini. Il santo è il vescovo del VII secolo, patrono di Capri, che da qui sembra benedire l'isola: ogni 14 maggio i fedeli salgono in processione da Termini con la statua, che torna a valle a luglio. Il panorama è a 360 gradi: le colline di Massa Lubrense, il Faito, Ischia e Procida, il Vesuvio, il Golfo di Salerno e Marina del Cantone. In direzione di Salerno si scorgono anche Li Galli, le isole che la tradizione lega alle Sirene, e già lungo il sentiero si incontrano i resti di una villa romana e due torri di guardia della costa. Per scendere si segue un'antica mulattiera che taglia i tornanti della carrozzabile e riporta al bivio con via Campanella, e poi a Termini. L'anello non ha passaggi tecnici, ma richiede buone gambe e sicuramente scarpe adeguate. Ma il vero fascino sta nella storia che sale con il sentiero più che nella fatica, nella macchia mediterranea che accompagna fino a Punta Campanella, davanti a Capri, e poi su fino alle cime solari di questi monti affacciati sul mare.
IL PERCORSO
Regione: Campania
Partenza: Termini (330 m)
Arrivo: Monte Santa Croce (497 m)
Accesso: da Sorrento si seguono le indicazioni per Massa Lubrense, imboccando la Statale 145 e, poco fuori la città, svoltando a destra sulla Provinciale che conduce alla cittadina, da dove, con ulteriori 6 km di strada, si raggiunge il borgo di Termini
Dislivello: 500 m
Durata: 3/4 h
Difficoltà: E (escursionistico)
Immagine di apertura: vista sul mare dalla cima del Monte San Costanzo (485 m). © About Sorrento











