Respinto l'appello del climber obbligato a rimuovere i "gradoni" alla base della falesia. Il Comune: "Quello è suolo pubblico, se qualcuno si fa male ne risponde l'amministrazione"

Dopo la richiesta d'aiuto di Alessio Cornamusini, professionista di arrampicata che negli anni si era occupato dei lavori sul sentiero di Sass de Rocia, arriva la risposta dal comune di Rocca Pietore: l'opera è abusiva, va rimossa entro quindici giorni. Intanto, la comunità di arrampicata locale sembra discostarsi dall'operato dell'atleta

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In un articolo di ieri, 17 settembre, riportavamo il caso di Alessio Cornamusini, un atleta professionista di arrampicata, che – da sei anni a questa parte – aveva iniziato un lavoro di manutenzione e terrazzamento del terreno ai piedi della falesia Sass de Rocia, nel comune di Rocca Pietore. Mercoledì 15 settembre, però, le autorità locali hanno avuto da ridire sull'opera: l'amministrazione ha ordinato a Cornamusini di ripristinare la zona entro quindici giorni.
L'atleta ha affermato di aver fatto il possibile, interpellando anche l'ufficio tecnico, per far sì che il comune ritornasse sulla sua decisione, e aveva lanciato un appello alla comunità di arrampicata locale affinché sostenessero la sua causa. La risposta dell'amministrazione, nonostante gli sforzi, è stata la stessa: due settimane, "tre al massimo", per rimuovere ogni traccia del lavoro.
L'ordinanza, come previsto dall'articolo 35 del Testo Unico dell'Edilizia, arriva in seguito a quello che - normativamente - è un abuso edilizio. A nulla vale, dunque, l'appello dell'atleta che faceva riferimento ad un supposto accordo preso a voce con l'amministrazione nel 2020, quando ha iniziato i primi lavori.
Nel tratto ai piedi dell'apprezzatissima falesia, infatti, Cornamusini - con l'intento dichiarato di rendere la base più accessibile ai climbers e a chi, come lui, soffre di difficoltà motorie - avrebbe trasformato il ghiaione presente in una serie di terrazzamenti piani, sorretti da tronchi di abete. Inizialmente costruito su un paio di livelli, il sentiero negli anni sarebbe stato implementato aumentando il numero di "gradoni" e dotandoli di parapetti di legno.
Secondo quanto dichiarato da Alessio Cornamusini quando interpellato dalla nostra testata, in questi anni la comunità di arrampicata locale avrebbe sempre mostrato gratitudine per il suo lavoro ai piedi del Sass. Tuttavia, a seguito della pubblicazione, abbiamo ricevuto una serie di testimonianze di appassionati arrampicatori e guide alpine della zona, che si sono discostate dall'opera di manutenzione e dal suo autore, affermando anche che i parapetti all'attacco delle vie di arrampicata metterebbero a repentaglio la sicurezza dei climbers.
I testimoni hanno voluto mantenere l'anonimato, dunque – rispetto a quest'ultimo punto – lasciamo ai lettori il beneficio del dubbio.
Ad ogni modo, come promesso nel precedente articolo, L'Altramontagna ha contattato oggi il comune di Rocca Pietore, autorità competente su quel terreno, che ci ha illustrato le ragioni alla base dell'ordinanza a carico di Alessio Cornamusini:
"Quello è suolo pubblico. Se succede qualcosa a qualcuno ne risponde il comune, non la persona che ha costruito l'opera, poiché non c'è nessun autorizzatore, nessuna richiesta, niente. Non solo, l'episodio rischia di diventare un precedente: se ognuno di noi si mette a costruire a piacimento su solo pubblico, come potremmo gestire certi terreni?".
Insomma, a tutti gli effetti un'opera abusiva, che come tale dev'essere rimossa. L'amministrazione di Rocca Pietore, dal canto suo, ci tiene a sottolineare che dietro al provvedimento non ci sarebbe alcun accanimento contro la persona, come alludevano alcuni commenti social: si tratta di un'ordinanza fatta nei termini di legge.
L'atleta, dal canto suo, non aveva opposto resistenza: se questa fosse stata la decisione ultima, Cornamusini dichiarava che avrebbe provveduto alla rimozione dell'attrezzatura e al ripristino del sentiero. Sembra dunque che così sarà. Stando agli ultimi post Facebook dell'arrampicatore, il lavoro di smantellamento sarebbe già iniziato.












