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Ambiente | 17 settembre 2026 | 19:00

Una specie estremamente rara (e minacciata) rilevata in Piemonte: è il più grande pipistrello europeo e detiene il record per la maggior distanza di migrazione

Uno studio dimostra per la prima volta in modo documentato che la nottola gigante frequenta in estate il Piemonte alpino, arrivando almeno a 1.900 metri di quota nell'area del Bosco dell'Alevè, e apre la possibilità che le Alpi piemontesi ospitino una presenza estiva della specie finora largamente sfuggita ai rilevamenti (anche in habitat diversi da quelli a cui viene tradizionalmente associata)

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

I pipistrelli sono animali prevalentemente notturni e studiarli non è semplice.

 

Per orientarsi, comunicare e cacciare utilizzano principalmente gli ultrasuoni, suoni che l'orecchio umano non è in grado di percepire, e proprio questo particolare sistema di comunicazione ha permesso ai ricercatori di individuare una specie estremamente rara in Italia: si tratta della nottola gigante (Nyctalis lasiopterus), il più grande pipistrello europeo.

 

Può raggiungere gli 8-10 centimetri di lunghezza, con un'apertura alare tra i 41 e i 46 centimetri e un peso compreso tra i 50 e i 70 grammi. È una specie minacciata, classificata come Vulnerabile a livello globale e considerata in pericolo anche in Italia, dove risultano solo 30 segnalazioni confermate, comprese quelle storiche. 

La nottola gigante è una specie migratrice: mentre in estate è stabile in colonie in cui si riproduce, in autunno intraprende lunghi spostamenti verso i siti di svernamento. Le popolazioni principali seguono rotte di migrazione di lungo raggio tra l'Europa nord-orientale e l'Europa sud-occidentale. Stiamo parlando del pipistrello europeo che "detiene il record per la maggior distanza di migrazione, con spostamenti che possono arrivare a 2500 chilometri". Esistono anche alcune popolazioni stanziali, specialmente nell'Europa meridionale.

 

Trovare la nottola gigante in Piemonte durante la stagione migratoria, anche se raro, non sarebbe necessariamente sorprendente, dal momento che potrebbe trattarsi semplicemente di un individuo in transito. È invece molto più interessante quanto emerso dai rilevamenti effettuati nel corso del progetto BatEchoNet, una rete di monitoraggio acustico dei pipistrelli nel Nord-Ovest italiano, avviata dall'Associazione Chirosphera insieme all'Università del Piemonte Orientale che vede la collaborazione di diversi enti, tra cui le Aree Protette Alpi Marittime (Apam). 

 

 

Le segnalazioni in Piemonte

In Piemonte fino a poco tempo fa la specie era ritenuta assente, salvo una segnalazione del 2021 nei pressi di Casale Monferrato. Le ultime ricerche, invece, raccontano uno scenario diverso. 

 

L'ente Apam, spiega che i chirotteri sono stati studiati attraverso l'utilizzo di appositi rilevatori di ultrasuoni, i bat-detector, e la nottola gigante è stata rilevata in tre aree di studio piemontesi.

 

Una segnalazione riguarda Valdieri, nella Riserva Naturale Rocca San Giovanni-Saben, dove nell'ottobre 2025 è stato rilevato il passaggio di un esemplare, probabilmente in migrazione o un giovane in dispersione.

 

Molto più rilevante è però quanto avvenuto nel Bosco dell'Alevè (Valle Varaita, Parco del Monviso), dove si attestano più riscontri della presenza della nottola gigante: è stata registrata a 1.500 metri di quota nel luglio 2024, nello stesso sito precisamente un anno dopo e, nell'agosto 2025, anche a quota 1.900 metri.

 

"Non si tratta quindi di una singola osservazione occasionale durante il periodo delle migrazioni: la specie è stata rilevata in piena estate e nello stesso territorio in anni diversi. Aspetti, questi, che rendono i risultati particolarmente interessanti. La presenza estiva potrebbe infatti essere il segnale che la nottola gigante non frequenta il Piemonte esclusivamente come specie di passaggio, ma che alcune aree delle Alpi piemontesi potrebbero essere utilizzate regolarmente durante la stagione riproduttiva", spiega l'area protetta.

 

Non è ancora possibile stabilire se sia effettivamente così, ma un’ipotesi - in corso di approfondimento - è quella dell'esistenza di una popolazione estiva, eventualmente riproduttiva.

 

 

La relazione tra la nottola gigante e gli habitat forestali

La scoperta è importante anche per un altro motivo, come sottolinea l'ente Apam. "La nottola gigante è una specie forestale normalmente associata alle formazioni di conifere e latifoglie termofile. Il Bosco dell'Alevè, invece, è una grande foresta di pino cembro (Pinus cembro) in alta quota, la più grande in Italia e una delle più estese in Europa. I rilevamenti sembrano quindi suggerire che la specie possa utilizzare habitat differenti da quelli a cui viene tradizionalmente associata. I dati ottenuti non solo confermano la presenza della specie in Piemonte, seppure sporadica e da approfondire con ulteriori studi, ma aprono anche nuove domande sulle sue esigenze ecologiche e sulla scelta degli habitat".

 

Infine, una segnalazione è stata registrata anche a Santena (in provincia di Torino), dove la nottola è stata rilevata in un ambiente periurbano, nei pressi di un parco storico caratterizzato dalla presenza di alberi secolari e circondato da aree coltivate. "Anche questo è un dato curioso perché suggerisce che la specie non dipenda necessariamente da grandi complessi forestali continui, ma che piccoli nuclei di alberi maturi che sopravvivono all'interno di paesaggi agricoli e aree antropizzate possono rappresentare delle vere e proprie 'isole forestali', capaci di offrire rifugio a pipistrelli e altri animali".

 

 

Perché questo studio è significativo

La scoperta più importante, concludono gli autori della ricerca, è che la nottola gigante sembrerebbe essere presente anche nel Nord Ovest italiano non solamente come specie di passaggio durante le migrazioni, ma anche durante la stagione riproduttiva estiva e quindi, ipotesi ancora da verificare, potrebbero esserci piccole popolazioni isolate.

 

Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere se la presenza estiva sia regolare, se effettivamente ci siano colonie riproduttive, quale sia la consistenza delle possibili popolazioni piemontesi di nottola gigante e quali siano gli spostamenti stagionali dei singoli individui.

 

Nonostante ci siano approfondimenti da fare, lo studio dimostra per la prima volta in modo documentato che la nottola gigante frequenta in estate il Piemonte alpino, arrivando almeno a 1.900 metri di quota nell'area del Bosco dell'Alevè, e apre la possibilità che le Alpi piemontesi ospitino una presenza estiva finora largamente sfuggita ai rilevamenti.

 

I risultati della ricerca iniziata nel 2024 sono raccontati nell'articolo Summer presence of Greater Noctule Nyctalis lasiopterus (Schreber 1780) in NW Italy (Chiroptera: Vespertilionidae).
 

 

 

Immagine di apertura: sullo sfondo, la Riserva Rocca San Giovanni-Saben vista dalla cima del Monte La Piastra (fotografia Apam, G. Bernardi) e nel riquadro un esemplare di nottola gigante (da Wikimedia Commons)

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