"I pendii sono sempre più instabili, l'acqua scompare nelle valli e piove ad oltre 4500 metri". Le preoccupazioni di un piccolo comune ai piedi del massiccio più grande delle Alpi

"Saremo mai pronti per un Monte Rosa senza ghiacciai?". A Capanna Regina Margherita, il 6 settembre, si sono superati i 5 gradi: la montagna sta cambiando a vista d'occhio. Il comune di Alagna Valsesia parte allora da alcuni interrogativi per lanciare una sfida rivolta al futuro: non allarmismi, ma un adattamento economico, infrastrutturale ed emotivo

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Il Monte Rosa sta cambiando, ma noi siamo pronti ad accettarlo?".
A porsi questo interrogativo è un'amministrazione, quella del comune di Alagna Valsesia, che rilancia la domanda attraverso i suoi canali social.
Non siamo abituati a sentire un'amministrazione pubblica rivolgersi ai cittadini in termini interrogativi, eppure – di fronte a mutamenti di proporzioni così ampie – non sembra esserci autorità che tenga: è giunto il momento, sembra suggerire il Comune di Alagna, di mettere in discussione radicalmente, come comunità, il modo in cui viviamo il territorio.
Pensateci un po'. Un piccolo comune di poche decine di chilometri quadrati, che non raggiunge gli ottocento abitanti ed è lì da oltre settecento anni. Appena sopra, il massiccio più esteso delle Alpi, con cime che superano i 4600 metri e oltre cento ghiacciai tra i più importanti del nostro Paese.
Ecco che d'improvviso, questo gigante in equilibrio sopra la testa di quell'antico insediamento Walser, cambia in maniera repentina. "Ci sono luoghi in cui il cambiamento climatico si può percepire con particolare chiarezza. Uno di questi è il Monte Rosa".
A 4554 metri, alla Capanna Regina Margherita, l'estate 2026 ha fatto registrare temperature eccezionali. E il 6 settembre, a fine estate, si sono superati i 5 gradi nelle ore centrali della giornata.
"La montagna che abbiamo conosciuto sta cambiando", si legge nel post del Comune. "Cambiano i ghiacciai che pian piano scompaiono, il permafrost si degrada destabilizzando pareti e pendii, le condizioni dei sentieri e delle vie d'alta quota mutano con il caldo anomalo, l'acqua scompare nelle valli prive di neve e ghiaccio ma aumenta impetuosa quando la fusione glaciale è aggravata dalla pioggia ad oltre 4500 metri".
Guardare dall'altra parte serve a poco: la valle è stretta e a certi mutamenti non si scappa. Allo stesso modo, non è il tempo di rassegnarsi. "Non serve creare allarmismi, ma è necessario, ora più che mai, guardare e ascoltare le nostre montagne per far crescere la consapevolezza di ciò che sta avvenendo".
In questo modo, inevitabilmente, cambiano anche le esigenze e il modo di vivere, frequentare e amministrare questi territori. È un impegno che chiama a raccolta tutti: cittadini, turisti e amministrazioni, locali e non.
"Non possiamo fermare in pochi anni un cambiamento che è già in corso. Dobbiamo però scegliere quanto rapidamente adattarci: in ambito economico, infrastrutturale ed emotivo".
È con questo spirito che il comune di Alagna Valsesia ha promosso iniziative capaci di volgere lo sguardo al cambiamento. Per citarne alcuni: "Agrosistemi delle Terre Alte" è un progetto multidisciplinare che coinvolge enti pubblici, organizzazioni del terzo settore, professionisti e aziende nella ricerca di un equilibrio tra attività antropiche e patrimonio naturale. È attivo inoltre "Alagna Walser Green Paradise", in collaborazione con il Dipartimento di Management dell'Università degli Studi di Torino e la Regione Piemonte: un progetto di eco-sostenibilità legato ad una drastica diminuzione dei rifiuti in plastica e alla relativa decrescita della vendita delle bottigliette in tale materiale.
Il territorio a cui siamo abituati sta cambiando e forse non ci abitueremo mai a questo. Ma il tempo per l'inerzia è finito, non possiamo che impegnarci a leggere il futuro di questi mutamenti e correre ai ripari.
"Saremo mai pronti per un Monte Rosa senza ghiacciai?", si interrogano gli alagnesi. Forse no, ma i ghiacciai non aspetteranno la risposta.
Foto in apertura da: Wikimedia












