(VIDEO) "Tutti sono costantemente attaccati al cellulare e non capiscono che qui il tempo è un po' più lento": Vannia e Martina, nuove rifugiste del Mariotti

"Il primo mese abbiamo fatto tutti i rifornimenti a spalla": Martina Bruschi e Vannia Colaiacovo raccontano l'inizio della loro avventura al rifugio Mariotti, nell'Appennino parmense a quota 1508 metri, sulle sponde del Lago Santo. La loro gestione si basa su un'amicizia: "Quando è uscito il bando abbiamo pensato l’una all’altra"

"Quando è uscito il bando abbiamo pensato l’una all’altra". Con queste parole, Martina Bruschi e Vannia Colaiacovo, rispettivamente di 35 e 43 anni, raccontano l'inizio della loro avventura al rifugio Mariotti, nell'Appennino parmense. Entrambe originarie della provincia di Parma, dal 26 maggio 2025 sono le nuove custodi di questo "luogo del cuore”, come lo definiscono, che si trova a quota 1508 metri, sulle sponde del Lago Santo, abbracciato da un fitto bosco di faggio.
Come raccontano, la loro gestione si basa su un forte legame. Si sono infatti conosciute proprio qui dieci anni fa, quando lavoravano come dipendenti. Quell'esperienza ha cementato un'amicizia profonda e una fiducia reciproca, diventate il fondamento della loro gestione.
In questi primi mesi non sono però mancate le difficoltà, che le hanno viste costrette a fare tutti i rifornimenti a spalla. Ma per loro la cosa più importante è "sbagliare o meno, insieme", come dice Martina.
Una gestione tanto desiderata da entrambe, che arriva dopo anni di lavoro nella ristorazione per Vannia e nel rifugio stesso per Martina. E oggi stanno lavorando sodo per fare del Mariotti un vero presidio di accoglienza e un punto di riferimento per gli escursionisti. Basta un esempio per capire la loro visione: fin da subito, hanno detto addio alle bottiglie di plastica, scegliendo di servire solo l'acqua di fonte.
"Mi sembra di capire che la gente non abbia pazienza nell'aspettare una risposta al telefono o alla mail perché sono tutti costantemente attaccati al cellulare o al computer e non capiscono che però qui il tempo è un pochino più lento. Non prende il telefono, non prende nessun tipo di dispositivo se non internet, per cui si sono anche dei momenti in cui a causa dei temporali anche internet viene temporaneamente offuscato e magari perdiamo la linea".
Nel primo episodio di In alto, un rifugio, Martina e Vannia si raccontano e spiegano cosa significa affrontare, da nuove rifugiste, la gestione di una struttura così complessa quale è un rifugio di montagna, nelle vesti di un ruolo troppo spesso idealizzato.
In alto un rifugio è una rubrica video dedicata alla vita nei rifugi di montagna, realizzata da Lucia Brunello per L’AltraMontagna, che vedrà l’uscita di sei episodi. Ogni puntata approfondirà un tema diverso che caratterizza il rifugio protagonista. Tra sentieri, gesti quotidiani che diventano straordinari e finestre colorate che si aprono su panorami vivi, la rubrica offre uno sguardo intimo sulla montagna. Un invito a salire, fermarsi e guardare il mondo dalla prospettiva di chi questi luoghi li vive ogni giorno.

“In alto, un rifugio” è una rubrica video dedicata alla vita nei rifugi di montagna. Ogni puntata racconta attività, storie e criticità legate alla gestione di queste strutture, attraverso interviste ai veri protagonisti: i rifugisti. Il progetto esplora sia l’aspetto pratico – lavoro dei gestori, organizzazione e questioni logistiche – sia quello umano e culturale, mettendo in luce il ruolo dei rifugi come portavoce delle sfide concrete della vita in montagna, tra cambiamenti climatici, gestione delle risorse e imprevisti quotidiani.
Ogni puntata approfondisce un tema diverso che caratterizza il rifugio protagonista. Tra sentieri, gesti quotidiani che diventano straordinari e finestre colorate che si aprono su panorami vivi, la rubrica offre uno sguardo intimo e autentico sulla montagna. Un invito a salire, fermarsi e guardare il mondo dalla prospettiva di chi questi luoghi li vive ogni giorno.















