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Sport | 14 giugno 2025 | 12:00

4.261 gradini in granito, con pendenze fino all’89%, seguendo le rotaie di una delle funicolari più ripide d’Europa: la strana prova con l'attrezzatura da soccorso

Daniele Zanni, da Piandelagotti alle montagne del Canton Ticino per compiere un'impresa fuori dal comune: partecipare a una prova riservata ai pompieri equipaggiati di tutto punto, lungo la condotta forzata della diga Ritom

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Non ha un personal trainer – come costuma dire oggigiorno – non è il portacolori di una squadra nazionale, non ha sponsor né tantomeno riflettori puntati addosso. Molto semplicemente è figlio di una terra alta che porta in dote ai suoi discendenti spalle larghe e temprate.

 

Lui è Daniele Zanni, ha 33 anni e vive a Piandelagotti (Frassinoro). Per 365 giorni all’anno fa l’artigiano e gestisce insieme alla famiglia il rifugio Le Maccherie. Qualche settimana fa ha compiuto un’impresa fuori dal comune. Ma se glielo fai notare si schermisce e fa di tutto per ridimensionare il racconto e stare ben attento a non perdere il contatto con il terreno. 

 

A Quinto, in Canton Ticino, ha partecipato alla Firefighter Challenge 2025, una prova riservata ai pompieri equipaggiati di tutto punto, lungo la condotta forzata della diga Ritom. Un percorso di 1,3 chilometri – 4.261 gradini in granito, 780 metri di dislivello positivo e una pendenza fino all’89% – che segue le rotaie di una delle funicolari più ripide d’Europa.

 

Con addosso l’attrezzatura tipica da soccorso – circa 15 chilogrammi sulle spalle – ha impiegato 1 ora e 20 minuti per raggiungere la cima. E lo ha fatto da solo, dopo quattro mesi di allenamento sulle montagne dell'Appennino dietro casa, incastrando le corse e gli allenamenti tra un impegno di lavoro e l’altro.

 

Nessuna fanfara al traguardo. Solo fiato corto, sudore, e l’orgoglio silenzioso di chi sa di avercela fatta nell’ordinarietà di una vita normale, anzi montanara, che nella fatica sa trovare la soddisfazione più genuina. "Ho scoperto la gara in maniera fortuita, zigzagando sui social", racconta. "All’inizio sembrava una cosa impossibile, e proprio per questo ho deciso di provarci, per mettermi alla prova, sfidare me stesso. Non ho seguito programmi di allenamento scientifici, ma mi sono preparato come potevo, ogni giorno, nei ritagli di tempo".

 

Zanni, per la cronaca, ha chiuso la gara al 17° posto assoluto su 216 partecipanti provenienti da 12 nazioni diverse, secondo tra gli italiani. Ma la classifica, in fondo, è solo un dettaglio. Il prossimo anno, c’è da scommettere, ci riproverà. Sul sito della manifestazione, parte dell'evento Stairways to Heaven, è addirittura già ripartito il count-down. L’appuntamento, anche e soprattutto nella sua testa, è già fissato per il 9-10 maggio 2026.

 

Anche queste storie, all'apparenza così singolari (per non dire bizzarre), vanno a comporre l'articolato mosaico dei rilievi italiani.

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