"La neve, nel breve dei Giochi olimpici del prossimo anno, finirà per non essere un problema. In futuro, lo sarà". Il telecronista sportivo Franco Bragagna ospite al Festival de L'AltraMontagna

"Questa è la prima edizione dei giochi olimpici nella storia a organizzazione diffusa. La cosa va benissimo per località come Anterselva e la Valle di Fiemme, meno per città come Milano, con un sito per il pattinaggio che costerà una mezza ira di Dio e poi sarà praticamente abbandonato il giorno dopo dei Giochi olimpici".
Sabato 14 giugno (ore 18:00, Cortile Urbano di Via Roma, evento gratuito) al Festival de L’AltraMontagna - che si terrà a Rovereto - saranno ospiti il telecronista Rai Franco Bragagna e il campione olimpico Pietro Piller Cottrer, che rifletteranno sui prossimi Giochi e sul futuro dello sci

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Questa è la prima edizione dei giochi olimpici nella storia a organizzazione diffusa, quindi non in una singola località, ma distribuita su tutto l'arco alpino. La cosa va benissimo per località come Anterselva e la Valle di Fiemme, meno per città come Milano, che ospiterà il Pattinaggio su pista, con un sito che costerà una mezza era di Dio e poi sarà praticamente abbandonato il giorno dopo dei giochi olimpici".
Alle ore 18:00 di sabato 14 giugno, saranno ospiti de L’AltraMontagna Festival il telecronista Rai Franco Bragagna e l’ex fondista e campione olimpico Pietro Piller Cottrer. L’appuntamento – al Cortile urbano di Via Roma, a Rovereto – sarà dedicato al futuro dello sci, con un occhio di riguardo ai prossimi Giochi olimpici invernali e alla crisi climatica in atto.
Per prepararci a quest’occasione, abbiamo parlato con Franco Bragagna, voce storica del giornalismo sportivo della Rai, che ci ha parlato delle prossime Olimpiadi invernali, offrendo un felice pronostico per i tifosi tricolore.

Guardando ai prossimi giochi olimpici Milano-Cortina, quali carte ha da giocare il nostro paese?
Parlando in termini agonistici, io credo che l’Italia abbia buone possibilità di medaglia. Per quanto riguarda lo Sci alpino femminile, abbiamo Sofia Goggia che è una carta sicura, e, a seconda del recupero dall’infortunio, Federica Brignone. In Gigante, Super G e Discesa abbiamo situazioni che meritano attenzione, come Passino e Curtoni. Tra gli uomini, eccetto Dominik Paris in Discesa e Super-G, difficile prevedere altri podi. Nel Biathlon abbiamo buone speranze con Lisa Vittozzi, che se tornasse in forma potrebbe puntare all’oro, e con Dorothea Wierer. L’unico nome di rilievo per lo Sci di fondo è invece Federico Pellegrino. Grandi prospettive per il Curling, con la coppia Stefania Costantini e Amos Mosaner, campioni del mondo in carica e lei padrona di casa a Cortina. Hockey purtroppo possiamo al massimo puntare a far bella figura, niente medaglie temo. Pattinaggio di velocità abbiamo ottime opportunità con Davide Ghiotto, sui 10.000 metri, e Francesca Lollobrigida sui 5000 metri. La Mass start è affare di Giovannini, sicuramente da zona medaglia. Bene lo Short track con Sighel e Arianna Fontana. Benissimo lo snowboard: la squadra maschile italiana è senz’altro prima al mondo nel Gigante parallelo, abbiamo Moioli per lo Snowboard cross, che con il mondiale di marzo ha vinto tutto, e i fratelli Tabanelli e Deromedis nel freestyle. Slittino, Bob e Skeleton piuttosto in calo, ma forse la pista di casa può aiutare.
Se dovessimo fare un bilancio rispetto alle passate edizioni, qual è lo stato di salute degli sport invernali in Italia?
Dal punto di vista storico, la cosa che più emerge è che c’è possibilità di vincere o di andare sul podio in quasi tutti gli sport, cosa che non è mai stata così prima d’ora. Probabilmente avere i Giochi in Italia ha spinto molto in questo senso. I fratelli Tabanelli, ad esempio, probabilmente non si sarebbero mai nemmeno avvicinati a questo sport se non ci fossero stati gli occhi puntati a Milano-Cortina. Chiaro che bisogna giocarle le partite prima di festeggiare, ma c’è una probabilità di ori e medaglie senza precedenti; e non perché si gioca in casa eh - a volte anzi questo comporta una maggiore pressione - ma perché gli atleti sono forti. In sostanza abbiamo di fronte un panorama di possibilità immenso anche in sport in cui si è sempre vinto poco o niente.
Che impatto avrà la carenza di neve nei prossimi Giochi olimpici?
Questa è la prima edizione nella storia dei giochi olimpici a organizzazione diffusa, quindi non in una singola località, ma distribuita su tutto l'arco alpino. E la cosa va benissimo, soprattutto per due siti, che sono Anterselva, in Alto Adige, per il Biathlon, e la Valle di Fiemme, in Trentino, per Salto, Combinata Nordica e Sci di fondo. Queste sono località e organizzatori che la sanno a menadito su questo tipo di eventi; purtroppo però non è così per tutti i siti di questi Giochi olimpici. Qualcuno farà fatica, soprattutto in città, come a Milano con il pattinaggio velocità - che doveva essere a Baselga di Pinè - e un sito che costerà una mezza ira di Dio e poi sarà praticamente abbandonato il giorno dopo dei Giochi olimpici. Invece queste due località permettono anche di vedere neve in grande quantità perché la riescono a stimare. Non c'è solo la preparazione della cosiddetta neve artificiale, con la quale, se poi non hai temperature che permettano di sparare con i cannoni, ti trovi in difficoltà. Hanno il vantaggio che la neve c'è sempre. Oltretutto tieni presente che il tracciato di Sci di fondo vale anche per le gare di Combinata Nordica e poi per le gare di Sci di fondo e Biathlon dei giochi Paralimpici, quindi si va fino a marzo inoltrato, a primavera. La zona del Lago di Tesero è bassa perché è sotto i mille metri, saremo a 900, però grossi problemi non ci sono perché questi la mettono in cantina. La neve la fabbricano quando ci sono le condizioni opportune e poi ce l'hanno fino a fine stagione se serve. La neve insomma, nel breve dei Giochi olimpici e paralimpici del prossimo anno, finirà per non essere un problema. In futuro, in linea di massima, lo sarà.
Franco Bragagna è una delle voci più iconiche del giornalismo sportivo italiano, noto soprattutto per la sua lunga carriera come telecronista di sport invernali e atletica leggera. Inizia la sua carriera nel 1986 per TV Bolzano. Dal 1991 lavora per la Rai, prima nella sede di Bolzano e poi per RaiSport. Bragagna ha seguito ben 15 edizioni dei Giochi Olimpici (7 invernali e 8 estive), 15 Campionati Mondiali di atletica leggera e 15 di sci nordico. È stato vincitore di numerosi premi, tra i quali il Premio Ussi-Coni nel 2008 e il Premio Beppe Viola nel 2006.











