Contenuto sponsorizzato
Storie | 28 agosto 2025 | 12:00

(VIDEO) Faina sorpresa a rubare le uova dal pollaio: la Lessinia attraverso gli occhi e le fototrappole di Alberto Turri

In redazione è arrivato il video di una faina che, con grande astuzia, si direbbe quasi di soppiatto, sgattaiola nel pollaio di una casa, uscendone con un uovo tra i denti: la fototrappola ha immortalato tutta la scena con sorprendente qualità, facendoci entrare per un attimo in questo mondo segreto

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Oggi, in redazione, è arrivato il video di una faina che, con grande astuzia, si direbbe quasi di soppiatto, sgattaiola nel pollaio di una casa, uscendone con un uovo tra i denti: la fototrappola ha immortalato tutta la scena con sorprendente qualità, facendoci entrare per un attimo in questo mondo segreto.

 

Bosco Chiesanuova, cuore della Lessinia veronese, è il punto di partenza della grande passione di Alberto Turri: scoprire la vita segreta degli animali selvatici. Con la macchina fotografica era difficile riuscirci, perché cervi, caprioli, lupi o faine si muovono per lo più di notte o in momenti imprevedibili. Così, anni fa, ha scelto di dedicarsi alle fototrappole.

 

Questi piccoli dispositivi, lasciati nei boschi lungo i sentieri percorsi dagli animali, permettono di riprendere scene altrimenti invisibili: un cervo che bramisce nella notte, un branco di cinghiali che attraversa radure innevate, un capriolo che marca il proprio territorio. “Lo faccio solo per passione” spiega Alberto. “Mi piace osservare gli animali nel loro ambiente naturale e capirne i comportamenti. È un modo per avvicinarmi al loro mondo senza disturbarli”.

 

I suoi video, spesso condivisi nei gruppi social di appassionati come ‘Magica Lessinia’ o ‘Caccia fotografica in Lessinia’, hanno trovato grande seguito. Non si tratta solo di immagini suggestive, ma di veri frammenti di vita selvatica: piccole storie che rivelano la ricchezza faunistica della montagna.

“Il pollaio è di un mio vicino di casa, Neno”, racconta Alberto. “Lui ha il pollaio e ogni tanto si lamenta che quest'anno le galline gli fanno poche uova. Allora ha pensato di mettere giù questa fototrappola con un amico, ed ecco che si è scoperto trattarsi di un furto bello e buono. È uscito questo video con questa faina che furbescamente si porta via le uova dalla cesta. Io dopo l'ho scaricata perché loro non hanno il computer e, sapendo della mia passione, han chiesto a me”.

 

Dietro queste immagini c’è un lavoro paziente, fatto di camminate e sopralluoghi. Le fototrappole vengono posizionate in zone strategiche, dove il terreno mostra tracce di passaggi animali. Restano in funzione per una decina di giorni, fino a quando la batteria si scarica o le condizioni meteo non le mettono fuori uso. Se non ci sono risultati, Alberto cambia posizione e riprova, magari mesi dopo. “È anche un’occasione per stare all’aria aperta”, racconta. “In estate porto con me i nipoti, durante l’anno vado con amici. La montagna è più bella se vissuta in compagnia”.

 

Non mancano le difficoltà. In oltre dieci anni, alcune fototrappole sono state rubate: “Capita che chi passa in moto le porti via, magari per non rischiare di essere segnalato ai forestali. A volte lo fanno per semplice maleducazione, tanto per portarsela a casa. Ma non mi scoraggio: la passione è più forte”.

 

Ogni anno, ci ricorda Alberto, si svolge il Film Festival della Lessinia, un evento internazionale che porta sul grande schermo storie di montagna e natura da tutto il mondo. Anche la fotografia naturalistica trova spazio, con autori locali che raccontano la fauna e i paesaggi del territorio. È il segno di un interesse condiviso, che Alberto ci invita ad approfondire.

 

Le fototrappole, in questo senso, diventano non solo strumenti di osservazione, ma anche di sensibilizzazione. Mostrano a chi vive lontano dalla montagna una realtà che esiste accanto a noi, silenziosa e fragile. Ricordano che i boschi sono abitati, che la natura segue i propri ritmi e che la convivenza tra uomo e animali è possibile, a patto di rispettare gli equilibri.

 

I video di Alberto non sono solo immagini spettacolari: sono anche un invito a guardare la Lessinia con occhi diversi. A scoprire, dietro il silenzio dei boschi, un mondo ricco di vita.

Contenuto sponsorizzato