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Storie | 30 luglio 2026 | 13:00

L'antico insediamento in pietra che racconta secoli di vita contadina e pastorale: il foto-reportage dalle Pagliare di Tione

Nel cuore del Parco naturale regionale Sirente Velino, alla scoperta di una delle testimonianze più significative della cultura montana dell'Appennino centrale. Le famiglie provenienti dai paesi della Valle Subequana trascorrevano i mesi più caldi dell'anno in questo sito caratterizzato da edifici costruiti interamente in pietra locale, per coltivare i campi e seguire il bestiame nei pascoli d'altura, evitando lunghi spostamenti quotidiani

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Ci sono luoghi che sembrano aver trovato un equilibrio con il tempo. Non perché siano rimasti immobili, ma perché continuano a custodire la propria identità senza rincorrere il presente. Le Pagliare di Tione, nel cuore del Parco naturale regionale Sirente Velino, sono uno di questi luoghi.

 

Si tratta di un antico insediamento in pietra che racconta secoli di vita contadina e pastorale e che oggi rappresenta una delle testimonianze più significative della cultura montana dell'Appennino centrale.

Arrivarci significa intraprendere un viaggio che va oltre l'escursione. È un percorso nella memoria, tra sentieri, boschi e paesaggi che conservano ancora il legame profondo tra l'uomo e la montagna. Il percorso inizia nelle vicinanze dello Chalet del Sirente. Dopo pochi minuti il sentiero si inoltra nel bosco, alternando tratti ombreggiati a radure dalle quali lo sguardo si apre sulle grandi montagne dell'Appennino.

 

Il cammino è piacevole e accompagna lentamente verso un ambiente sempre più silenzioso. Si attraversano faggete, antiche carrarecce e ampi pascoli fino a raggiungere il Piano di Iano, porta naturale verso le Pagliare. Ogni passo restituisce la sensazione di entrare in un luogo dove il tempo scorre ancora con un ritmo diverso.

Le Pagliare non erano un centro abitato permanente. Le famiglie provenienti dai paesi della Valle Subequana vi trascorrevano i mesi più caldi dell'anno per coltivare i campi e seguire il bestiame nei pascoli d'altura, evitando lunghi spostamenti quotidiani.

 

Le abitazioni, costruite interamente in pietra locale, rispondono ancora oggi a un principio di assoluta essenzialità. Ogni edificio racconta una montagna vissuta con rispetto e capacità di adattamento, dove ogni risorsa aveva un valore e nulla veniva sprecato.

 

Passeggiando tra le strette vie si percepisce chiaramente il senso di comunità che caratterizzava questi luoghi. Le case sembrano ancora dialogare tra loro, conservando la memoria di generazioni che hanno costruito la propria esistenza seguendo il ritmo della natura.

Forse è proprio il silenzio l'elemento che più colpisce chi arriva alle Pagliare. Non è un silenzio vuoto, ma pieno di vita. È il rumore del vento che attraversa i prati, il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie mosse dalla brezza. Sono suoni che oggi sembrano suggestivi proprio perché siamo sempre meno abituati ad ascoltarli.

 

In un periodo storico dominato dalla velocità, questi luoghi invitano a rallentare. Non chiedono nulla a chi li visita, se non il tempo necessario per osservarli con attenzione. Le Pagliare di Tione rappresentano molto più di una meta escursionistica. Sono un patrimonio culturale che racconta il modo in cui le comunità dell'Appennino hanno imparato a convivere con un ambiente spesso difficile, trasformando le difficoltà in conoscenza e le risorse disponibili in opportunità.

La loro conservazione non riguarda soltanto la tutela di antiche abitazioni in pietra, ma anche la salvaguardia di una memoria collettiva che rischia di scomparire. Sentieri mantenuti, paesaggi curati e racconti tramandati permettono a questo luogo di continuare a parlare alle nuove generazioni.

Visitare le Pagliare significa riscoprire una montagna diversa da quella fatta soltanto di vette da raggiungere o panorami da fotografare. Qui il vero valore dell'esperienza è comprendere come queste comunità abbiano costruito nel tempo un rapporto equilibrato con l'ambiente, rispettandone i ritmi e imparando a viverlo senza modificarne l'essenza. Forse è proprio questa la lezione più importante che le Pagliare di Tione continuano a offrire. Ricordarci che la montagna non è soltanto uno spazio da attraversare, ma una storia da conoscere, custodire e tramandare.
 

 

Fotografie di Emanuele Valeri

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