Su una montagnetta alta 50 metri, realizzata con le macerie della guerra, termina il primo sentiero urbano d'Italia. Il Cai 101 unisce le due "vette" di Milano

La Montagnetta è diventata un luogo di affetto. Per questo motivo e per la vista che si può godere sulla città di Milano ha anche ispirato Roberto Vecchioni nella scrittura della canzone Luci a San Siro

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Chi lo dice che per fare un’"escursione" serve essere circondati da cime acuminate degne di una cartolina? E chi lo dice che un sentiero debba essere per forza ripido, magari fatto di ghiaia, immerso in una non meglio specificata "natura"?
Un’alternativa ce la propone Milano in Cima, sentiero Cai 101, primo sentiero urbano d’Italia, a cui se ne stanno aggiungendo molti altri, lungo circa 9 chilometri, che unisce le due "vette" della Città: il Duomo di Milano e il Monte Stella.
Milano troppo spesso viene percepita come la città di Leonia, inventata da Calvino nelle Città invisibili, una metropoli che sempre spinge solo verso l’innovazione e l’accelerazione, che – rifà sé stessa tutti i giorni – sempre attenta ad allontanare da sé il vecchio e il superato.
Il capoluogo lombardo, a occhi ingenui, può sembrare la realizzazione concreta del racconto calviniano: ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità.
L’ideazione di Milano in Cima al contrario ambisce a rompere questo troppo stretto stereotipo e propone un nuovo sguardo, in grado di scoprire e riscoprire la città, insomma, una nuova prospettiva, che da più importanza al particolare rispetto al generale, che rallenta gli spostamenti frenetici invitando a passeggiare.
Non è un caso, infatti, che il percorso attraversi luoghi cardine per la città e i suoi cittadini, come parco Sempione, City Life, il Duomo e Monte Stella, ma pure vie secondarie. "Un sentiero parlante" capace di "interagire con chi lo percorre o lo percorrerà", questo è ciò che afferma la sezione Cai di Milano nella presentazione del progetto. Avvisa, inoltre, che tutto il sentiero è tracciato con la classica segnaletica bianca e rossa.
Il dialogo che si crea, lungo il percorso, tra il visitatore e lo spazio urbano, intercetta gli interessi più disparati: la flora e la fauna che vivono e convivono nella città, come le piante di cappero che crescono tra le crepe del castello sforzesco, o, ancora, aspetti geologici a cui non presteremmo attenzione, come le ammoniti sotto i portici che costeggiano piazza duomo; senza tralasciare gli elementi storico artistici e di carattere più sociale nei quali l’ "escursionista" si può immergere.
La meta finale, il Monte Stella, è forse ciò che desta più curiosità e interesse in un visitatore estraneo alla città; conosciuto dai milanesi come Montagnetta di San Siro, o solo Montagnetta, è un rilievo artificiale, alto circa 50 metri, rispetto al piano sottostante, nella zona nord-ovest di Milano, costruito accumulando le macerie dei bombardamenti angolo americani e i resti dei bastioni ormai demoliti.
La Montagnetta, ora parco e oasi urbana per varie specie di uccelli, è per almeno due ragioni, anche, un luogo di memoria: ospita il "Giardino dei Giusti di tutto il mondo" tramite il quale la fondazione Gariwo si impegna a raccontare e a sottrarre all’oblio le storie di chi ha scelto il Bene, anche nei momenti più bui della storia. Nel giardino, vengono ricordate persone come Primo Levi, Etty Hillesum ed Ettore Castiglioni. Questo luogo, inoltre, è legato strettamente alla memoria dei milanesi perché il cumolo di macerie da cui prende forma rappresenta la Milano dell’immediato dopoguerra, e degli anni Sessanta, una città segnata dai bombardamenti che cambia in fretta e quasi più non si riconosce. È diventata un luogo di affetto, avvolto da quella nostalgia del recente passato che si sa che non tornerà più. Proprio per questi motivi e per la vista che si può godere sulla città il Monte Stella ha ispirato Roberto Vecchioni nella scrittura della canzone Luci a San Siro:
Luci a San Siro di quella sera
Che c'è di strano siamo stati tutti là
Ricordi il gioco dentro la nebbia
Tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là
Ma stai barando, tu stai gridando
Così non vale è troppo facile così
Trovarti, amarti, giocare il tempo
Sull'erba morta con il freddo che fa qui.
Siamo stati tutti là fa proprio riferimento alla Montagnetta di San Siro.
Forse per casualità, il Monte Stella ricorda ancora una volta la città di Leonia:
L’arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. È una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne. Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere.
Le macerie che Milano aveva rimosso e gettato, sono ancora lì, saldate insieme, a disposizione di una comunità, anche grazie al sentiero Cai 101.













