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Delrio a Trento dà per scontato che la Valdastico si farà: ''Sarà sobria e poco impattante''

Presente alla conferenza "Il Corridoio del Brennero per connettere l'Italia", il ministro spiega che il tracciato sarà deciso congiuntamente tra Veneto e Trentino. Manica: "Una posizione che mi sembra incomprensibile"

Di Donatello Baldo - 14 dicembre 2017 - 19:01

TRENTO. Il ministro Graziano Delrio, a Trento per l'incontro sul Corridoio del Brennero, ha affrontato di striscio anche il tema della Valdastico. "So che i Trentini sono molto ansiosi di realizzare questo collegamento", ha osservato con ironia.

 

Ma senza tanta ironia ha detto che "alcune razionalizzazioni del sistema stradale vanno fatte", e che quindi la strada tanto invisa (ai trentini) e tanto desiderata (dai veneti) sembra ormai un punto fermo anche per il ministero delle Infrastrutture.

 

"Questo grande corridoio del Brennero - ha affermato il ministro - ha la funzione importante di spostare i camion dall'autostrada e portarli sulla ferrovia. La politica dell'incentivo del ferro rispetto alla gomma è prioritaria e l'obiettivo è quello di arrivare al 30% in meno nei prossimi tre anni".

 

"Dobbiamo liberare le nostre valli e le nostre città da questo tipo di inquinamento, quello provocato dal passaggio di milioni di tir". Ma detto questo, ripete il ministro, "alcune razionalizzazioni del sistema stradale devono essere messe in atto".

 

"Abbiamo un percorso di approfondimento molto serio - spiega Delrio - e dopo avere litigato per tanti anni ci si è messi a sedere assieme, le due regioni hanno fatto un percorso. E' stato deciso che si studieranno congiuntamente i tracciati". 

 

"Ci siamo dati un criterio - spiega il ministro, sempre a proposito della Valdastico - dovrà essere una struttura molto poco impattante e sobria. Sarà una strada a veloce scorrimento e non sarà prioritario fare di questa arteria un'autostrada. Anche perché - conclude Delrio - non so se ve ne siete accorti ma l'utenza non ha poi tutta questa voglia di pagare pedaggi".  

 

Una posizione che ha fatto rimanere un po' di sasso il governatore Rossi che gli era vicino, che ha fatto però arrabbiare Alessio Manica, capogruppo in Consiglio provinciale del Pd che da sempre è contrario alla Valdastico: "Per me è una posizione incomprensibiule"

 

"L'assessore Mauro Gilmozzi, che segue il tavolo a nome della Provincia di Trento, proprio qualche settimana fa ribadiva che le uscite di Flavio Tosi e della Serenissima rispetto alla Valdastico sono delle forzature. Ad oggi stiamo ancora aspettando che qualcuno ci dimostri la necessità di quest'opera".

 

"Il ragionamento che siccome in Veneto spinge per farla allora dobbiamo continuare con il tracciato anche in Trentino - continua Manica - mi sembra davvero incomprensibile. Decisioni rispetto a questo sono prerogative dell'Autonomia". 

 

La Valdastico spunta anche nell'intervento di Ennio Cascetta, presidente di Ram s.p.a., una società in house del Ministero delle infrastrutture. Parlando alla conferenza ha mostrato delle slide con tanto di timbro del MIT che il collegamento con il Veneto che passa per la Valsugana lo danno per scontato

 

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