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“Finanziare le opere di mobilità sostenibile tassando chi inquina in Trentino”, la proposta del Comitato per togliere auto e camion dalle strade rilanciando l’ambiente

La proposta del neonato Comitato mobilità sostenibile in Trentino sarà presentata durante un incontro online. L’obiettivo è arrivare a un disegno di legge: “Chi inquina dovrà rimborsare i danni che provoca sul territorio, accantonando risorse che poi potranno essere utilizzate per rilanciare progetti ‘green’”

Di Tiziano Grottolo - 08 June 2021 - 12:10

TRENTO. “Le attuali infrastrutture non riescono a soddisfare le esigenze della popolazione” è da questo assunto che recentemente si è costituito il “Comitato mobilità sostenibile in Trentino”, che come suo portavoce ha eletto il giovane Alessio Bazzani. Infatti, anche se con una legge provinciale (del 2017) è stato prevista la stesura di un Piano della Mobilità Sostenibile, c’è ancora molto lavoro da fare. “Mancano le alternative all’uso delle auto private”, spiegano dal Comitato e ciò si traduce in traffico (più incidenti) e soprattutto inquinamento.

 

“Lo spostamento delle merci attraverso la valle dell’Adige avviene prevalentemente sull’autostrada A22 per il 70% e in misura minore per ferrovia per il 30% – sottolineano i promotori dell’iniziativa – ciò provoca inquinamento atmosferico, acustico e incidentalità nel territorio trentino che hanno delle ricadute anche economiche, sociali e ambientali di notevole entità”. Proprio per questo il Comitato, apartitico e aperto a qualunque contributo sia di privati che di associazioni, intende arrivare alla stesura di una proposta per un Disegno di Legge provinciale, di iniziativa popolare, per promuovere la mobilità sostenibile.

 

“Per raggiungere questo obiettivo – prosegue Bazzani – promuovendo la pianificazione, la partecipazione popolare e la progettazione specifica nell’ambito della mobilità sostenibile, il nostro Comitato intende creare uno spazio aperto di discussione, per intraprendere percorsi virtuosi e buone pratiche, finalizzate al miglioramento della qualità della vita e al benessere psicofisico delle cittadine e cittadini”.

 

Il Comitato però ha scelto di non limitarsi alle idee ma anche di studiare possibili soluzioni per raggiungere i propri obiettivi. Fra queste la creazione di un fondo speciale da utilizzare per la realizzazione di opere in grado di promuovere una mobilità sostenibile. “Vogliamo introdurre in legge il principio secondo il quale chi inquina paga”, afferma Ezio Viglietti, ingegnere tra i fondatori del Comitato e membro in quota “ambientalista” dell’Osservatorio provinciale per la Mobilità Sostenibile in Trentino.

 

 

“Possiamo immaginare un fondo dedicato alla mobilità sostenibile alimentato attraverso una quota dei pedaggi dell’A22”, aggiunge Viglietti che ricorda come qualcosa di simile già esista. Si tratta del cosiddetto “fondo ferrovia” attraverso il quale l’A22 accantona risorse per la realizzazioni di progetti ferroviari: “È un tesoretto di circa 800mlioni che serve essenzialmente per finanziare il tunnel di base del Brennero ma anche altri progetti minori come l’interporto di Trento”. Quindi, similmente a quanto avviene con il “fondo ferrovia” si vorrebbe accantonare risorse per poi finanziare la realizzazione di opere che vadano a implementare la mobilità sostenibile in Trentino.

 

I mezzi pesanti che transitano lungo l’A22 e la provincia di Trento inquinano – ricorda Viglietti – eppure nessuno paga i danni di questo inquinamento, è arrivato il momento di ribaltare questo paradigma. Chi inquina dovrà rimborsare i danni che provoca sul territorio, accantonando risorse che poi potranno essere utilizzate per rilanciare progetti di mobilità sostenibile. È vero si tratterebbe di una scelta coraggiosa e una strada mai tentata prima in Trenino ma che andrebbe nella giusta direzione”.

 

D’altra parte le l’elenco delle opere attese dai vari territori è lungo: su tutte il collegamento ferroviario Rovereto-Garda (QUI un approfondimento). Allo stato dell’arte la Provincia ha affidato l’incarico a Rfi per predisporre l’ennesimo studio di fattibilità per realizzazione di una linea ferroviaria in grado di collegare Rovereto, Mori e Riva del Garda. Di fatto non è dato sapersi se questa sarà la volta buona per avviare l’iter della progettazione, fermo restando che poi si dovranno comunque trovare le risorse per realizzarlo. È proprio qui che entrerebbe in gioco la proposta della creazione di un fondo dedicato alla mobilità sostenibile. “Ci sono opere che attendiamo da troppo tempo – conclude Viglietti – il collegamento ferroviario Rovereto-Garda è uno dei tanti esempi, ma quello della mobilità è un problema che riguarda tutte le Valli del Trentino”.

 

Proprio per parlare di questi temi il Comitato ha deciso di organizzare un incontro online, previsto per giovedì 10 giugno alle 20e30. Dopo una presentazione dello stesso Comitato e del tema generale, coordinata da Viglietti e Bazzani, ci sarà spazio per una tavola rotonda con un dibattito aperto ai contributi dei partecipanti, fra questi ci sarà anche Ezio Facchin, assessore del Comune di Trento con delega in materia di transizione ecologica, mobilità, partecipazione e beni comuni. Per accedere all’evento sarà sufficiente collegarsi a questo link (https://us02web.zoom.us/j/6785002185). 

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