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Con il Tram-treno da Riva a Trento senza cambiare mezzo: “Chi inquina paga, con la mozione di Rovereto stabilito un principio importante e fatto passo concreto verso la mobilità sostenibile”

Dopo decenni di discussioni il Consiglio comunale di Rovereto ha approvato all’unanimità una mozione per impegnare la Giunta a elaborare un progetto concreto di collegamento ferroviario fra Rovereto e Garda. Il sindaco: “Guardiamo al futuro della mobilità sostenibile”. L’ingegnere che ha esteso il documento punta sul tram-treno: “Con un progetto di questo tipo una persona potrebbe salire a Riva del Garda e scendere a Trento senza cambiare mezzo”

Uno dei progetti esposti alla mostra realizzata nell’ambito del progetto Metroland – R.P.A. srl
Di Tiziano Grottolo - 24 gennaio 2021 - 17:00

ROVERETO. Lo scorso 19 gennaio il Consiglio comunale di Rovereto ha discusso la mozione che vuole promuovere un collegamento ferroviario fra la città della quercia e Riva del Garda. Il documento, presentato dal consigliere Pozzer di Europa Verde, assieme ai colleghi di Rinascita Rovereto Galli e Canestrini, è stata approvato (con alcuni emendamenti) all’unanimità. Si tratta di una mozione molto importante che potrebbe rappresentare il primo passo veramente concreto verso la realizzazione di un’opera attorno alla quale si discute da decenni. “Si tratta di una buona sintesi – commenta il sindaco Francesco Valduga – un progetto che guarda al futuro della mobilità sostenibile, partendo da una strada globale perché abbiamo voluto estendere il ragionamento a un progetto più ampio”.

 

In realtà uno dei principali estensori della mozione è Ezio Viglietti, ingegnere, fra le altre cose membro dell’Osservatorio provinciale per la Mobilità Sostenibile in Trentino, nominato su indicazione delle associazioni ambientaliste. “Ci sto lavorando da almeno un anno – spiega Viglietti – e finalmente il Comune di Rovereto si impegnerà a sollecitare la Provincia a elaborare un progetto di fattibilità tecnica ed economica del collegamento ferroviario Rovereto-Garda”.

 

Per la verità la Giunta Fugatti ha già finanziato uno studio di fattibilità (di cui si occuperà Rfi) per la ferrovia Mori-Riva del Garda, Viglietti però è convinto che si tratti più che altro di un’operazione di facciata “è un modo per gridare che se ne stanno occupando ma di fatto non si sta facendo nulla”. A sostegno di questa tesi l’esperto di mobilità ricorda quanto avvenuto nel 2014: quando la Giunta di Centrosinistra del tempo indisse un concorso di idee per la progettazione preliminare di un collegamento ferroviario che voleva unire Monaco di Baviera e Riva del Garda, passato alla storia come Metroland. “Al concorso parteciparono 10 società, 3 progetti furono premiati per una spesa di circa 400mila euro. Il concorso di idee avrebbe dovuto porre le basi di un vero e proprio progetto preliminare che dopo le varie procedure sarebbe diventato il progetto definitivo, alla fine però non se ne fece nulla e Metroland venne accantonato”. Per questo Viglietti è molto scettico sul protocollo firmato da Pat e Rfi. “Nella mozione si sollecita la Giunta a elaborare un progetto fattibilità tecnica ed economica, parliamo di 2 o 3 milioni di euro perché devono lavorarci vari esperti ma se c’è la volontà politica è questa la via da percorrere”.

 

Fra le ipotesi più caldeggiate dagli estensori della mozione per quella che diventerebbe una sorta di metropolitana di superficie c’è il tram-treno, un sistema di trasporto adottato per la prima volta in Germania nel 1992, un mezzo che può spostarsi sia su binari tramviari che ferroviari. Anche se in Italia non esiste una normativa di riferimento per il tram-treno nel 2009 a Sassari, con deroga alle normative attuali, è stata realizzata la prima linea italiana di questo tipo. Con un progetto di questo tipo una persona potrebbe salire a Riva del Garda e scendere a Trento senza cambiare mezzo”. Non solo, perché i vantaggi del tram-treno sarebbero molteplici: tanto per cominciare può sfruttare strutture già esistenti come le strade, permette inoltre di effettuare più corse ma è anche più economico di molte altre alternative sia per quanto riguarda i costi di esercizio che per gli investimenti richiesti.

 

Gli estensori della mozione hanno pensato anche ai fondi necessari per realizzare l’opera sollecitando la Pat a verificare la possibilità di attingere a fondi europei e a inserire questo progetto fra quelli del Recovery Fund. Come sostiene Viglietti ci sarebbe margine per percorrere entrambe le strade: “Un altro principio molto importante che è passato con la mozione è che chi ‘chi inquina paga’, mentre per quanto riguarda i fondi Ue serve un piano di mobilità sostenibile provinciale ma il Trentino è fermo a un atto di indirizzo che per di più risale agli anni ‘90. L’osservatorio per la mobilità sostenibile negli ultimi 2 anni si è un po’ adagiato ma i margini per accelerare e recuperare il tempo perduto ci son tutti”. Insomma la svolta è a portata di mano, basta coglierla. Anche per questo l’auspicio è che altre amministrazioni, a partire da quella di Riva del Garda, seguano l’esempio di Rovereto approvando la stessa mozione per arrivare finalmente alla realizzazione di un progetto che secondo i suoi promotori cambierà in meglio il volto della mobilità trentina. “Un progetto – concludono – che potrà rilanciare l’economia locale, ridurre l’inquinamento, decongestionare il traffico automobilistico”.

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