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Dopo il caso di Franky, l'Apss cambia il sistema di comunicazione con i veterinari

La mail che segnalava l'uccisione del cagnolino avvenuta a Ravina qualche settimana fa era stata cestinata ''per errore umano'', spiega l'assessore Zeni e quindi non erano scattati controlli e restrizioni per il Bull Terrier che lo aveva massacrato e il suo padrone. Lucia Maestri ha fatto un'interrogazione in Provincia, ecco il risultato

Di Luca Pianesi - 07 July 2018 - 18:33

TRENTO. Un errore umano che, si spera renderà ancor più alto il livello di guardia. Questa la spiegazione dell'assessore Zeni rispetto a quanto accaduto poche settimane fa dopo una grave aggressione costata la vita a un cane a Ravina. Ve lo avevamo raccontato pochi giorni dopo gli eventi. Franky era sceso sotto casa, con la sua padrona, per il canonico giretto mattutino quando un Bull Terrier, lanciato a tutta velocità, senza guinzaglio, l'ha aggredito massacrandolo. Portato subito dal veterinario erano stati necessari 2 metri e mezzo di filo di sutura per chiudere le ferite causate dall'altro cane e comunque gli interventi non erano bastati a salvare Franky morto pochi giorni dopo l'aggressione.

 

Ebbene subito il veterinario che era intervenuto per curare il cane aggredito aveva correttamente segnalato al Servizio veterinario dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari l’episodio, comunicando anche il nominativo del proprietario del cane aggressore. Eppure l’Azienda sanitaria (che è preposta a intervenire, in questi casi, con provvedimenti come obbligo di museruola, corsi di formazione per il proprietario del cane mordace, monitoraggio di entrambi) è rimasta immobile perché, ve lo avevamo raccontato, le mail del veterinario erano finite in "spam".

 

Il cane mordace e il suo padrone, insomma, per due mesi sono stati praticamente liberi di continuare a comportarsi come facevano prima senza alcuna costrizione. La consigliera del Pd Lucia Maestri ha quindi presentato in Provincia un'interrogazione rivolta proprio all'assessore Zeni per capire come mai l'Apss avesse agito solo due mesi dopo l’aggressione, su sollecitazione della proprietaria del cane aggredito e se dopo tale incredibile errore tecnico si fosse fatto qualcosa per modificare i parametri nel software di gestione della posta elettronica dell’Azienda sanitaria. Il tutto con l'obiettivo di evitare, per il futuro, che si possano ripetere situazioni simili.

 

"Non sono stati modificati i parametri del programma di gestione della posta aziendale - ha detto Zeni - in quanto la segnalazione inviata dal veterinario libero professionista all’indirizzo di posta elettronica del veterinario ufficiale non è stata scartata dal programma come indesiderata, ma è stata inavvertitamente ed erroneamente eliminata, quindi è stato un errore umano. Al proprietario del cane responsabile dell’aggressione è stato prescritto di adottare le precauzioni necessarie al fine di garantire la tutela di terzi: applicare sempre il guinzaglio e la museruola quando il cane si trova in aree urbane e in luoghi aperti al pubblico, seguire un percorso educativo del cane con esperti cinofili, stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile contro danni a terzi".

 

"Il proprietario dell’animale - ha aggiunto l'assessore - ha successivamente presentato all’ufficio veterinario copia della polizza assicurativa e della documentazione relativa ai percorsi educativi del cane intrapresi. Al fine di evitare che per il futuro si possano ripetere simili inconvenienti, si forniranno indicazioni ai veterinari liberi professionisti che operano sui piccoli animali, anche attraverso l’Ordine dei medici veterinari della provincia di Trento, di rapportarsi con l’Unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria per le vie istituzionali (segreteria, fax, indirizzi di posta elettronica istituzionali, PEC)".

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