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Franky, massacrato da un Bull Terrier. La padrona: ''Per suturare le ferite usati 2 metri e mezzo di filo ma non ce l'ha fatta. Adesso basta''

L'aggressione è avvenuta a Ravina nella campagna dietro la casa del povero metticcio uscito con la proprietaria per fare i bisogni. E' morto pochi giorni dopo l'attacco, durato svariati minuti: il cuore non ha retto. Il racconto di quanto accaduto e l'intenzione di Marisa Colò: "Voglio battermi affinché certe situazioni non si verifichino più. Per detenere certi cani servono i patentini"

Di Luca Pianesi - 03 maggio 2018 - 18:45

TRENTO. "E' stato terribile. Si è lanciato contro di noi con una violenza inaudita e si è attaccato al collo di Franky. Lo ha morso al volto, gli ha quasi staccato la mandibola e poi lo ha morso alla zampa. Lo ha letteralmente massacrato. Il tutto è durato una decina di minuti. Per capirci dopo le 4 ore di operazioni, per tentare di salvarlo, il veterinario ha dovuto usare due metri e mezzo di filo di sutura". A parlare è Marisa Colò la padrona di un bel meticcio taglia medio-piccola, tipo Border Collie, di nome Franky che da qualche giorno non c'è più. Abitava a Ravina, in via Belvedere, e viveva in coppia con il suo amico gatto Milo "che tutte le mattine quando scendevamo per far fare la pipì a Franky ci faceva l'agguato e poi tornava a casa con noi", racconta Marisa.

 

Un cagnolino energico, pieno di vita che era sceso in campagna, martedì scorso, con la sua proprietaria, al guinzaglio, per fare i canonici bisognini prima che lei andasse al lavoro, quando all'improvviso un Bull Terrier è arrivato di corsa, puntandolo con un unico obiettivo: aggredirlo. L'attacco è durato a lungo. Il Bull Terrier, un esemplare molto giovane di poco più di 1 anno, ha cominciato a mordere Franky per poi agganciarsi alla sua gola senza più lasciarlo. Nel frattempo è arrivato sul posto anche il padrone e assieme a Marisa hanno provato a staccarli. Sono arrivati altri vicini di casa, ma niente.

 

 

 

"Io stessa sono caduta più volte - racconta Marisa - sono stata graffiata ma non me ne importava nulla, volevo solo che il Bull Terrier mollasse Franky. E' stato terribile. Dopo svariati minuti siamo riusciti a separarli, ma per un attimo l'altro cane è ripartito e lo ha riattaccato. Alla fine siamo riusciti a portarlo via, a caricarlo in macchina e a correre dal veterinario. Franky è stato in sala operatoria per oltre 4 ore. Per ricucirgli le ferite gli sono stati applicati 2 metri e mezzo di filo di sutura, ma ce l'aveva fatta. E' tornato a casa e poverino, anche se a stento, provava a rialzarsi, scondinzolava, era riuscito anche a fare i suoi bisogni. Ma le ferite erano state troppe e troppo profonde. Per idratargli la pelle, rimasta priva di irrorazione, dovevo applicarli un unguento e l'unica consolazione è che è morto dopo che gli avevo fatto un bel massaggio dentro la sua cuccia". 

 

 

 

A Franky, infatti, alla fine ha ceduto il cuore. E' morto qualche giorno dopo quel devastante attacco. Nel frattempo nel piazzale sotto casa di Marisa sono apparsi dei manifesti che recitavano: "Attenzione, azzannatori liberi qui in questa via". O ancora: "Per colpa dell'imprudenza di padroni di cani pericolosi è fatto obbligo tenere i cani al guinzaglio".

 

"Dopo che è morto Franky ho risentito il ragazzo proprietario del Bull Terrier - spiega ancora Marisa - che mi ha spiegato che in realtà il suo cane sarebbe stato al guinzaglio ma è riuscito a scappargli strappando il collare. L'ho visto molto contrito e dispiaciuto per l'accaduto ma quando mi ha comunicato che il suo cane non è quello descritto su quei cartelli, scritti probabilmente da qualche vicino rimasto spaventato e atterrito da quanto accaduto; quando mi ha detto che il suo cane non è pericoloso e tanto meno azzannatore lì ho capito che devo fare qualcosa. Se nemmeno di fronte a quanto accaduto ci si rende conto che il proprio cane è pericoloso cosa deve accadere? Io faccio parte del Wwf, sono una grande amante degli animali, ma mi rendo conto che non tutti possono avere determinati tipi di cani. Ci sono specie che per essere tenute necessiterebbero di padroni competenti, capaci, formati. In alcuni paesi sono previsti dei patentini. Io ho deciso che mi batterò perché questa situazione venga normata. A cominciare dal Comune di Trento".

 

 

"Sento di doverlo fare per Franky - conclude Marisa che, a una settimana di distanza, ancora non riesce a togliere la cuccia del suo amico a quattro zampe dal salotto - perché non voglio che una cosa del genere capiti a qualcun altro". 

 

 

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