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Trento
02 agosto | 16:24

Il Bassotto Flash è morto: ucciso dopo 11 giorni di agonia da bocconi avvelenati. Il proprietario: ''I cacciatori onesti denuncino i colpevoli. Basta con l'omertà''

Ugo Lazzarini ha perso dopo 11 anni il suo amico a quattro zampe, compagno di camminate e di escursioni: ''Erano bocconi di carne di selvaggina cosparsi di topicida e imbevuti di antigelo che provoca la morte a distanza con sofferenze atroci per gli animali che cascano nella trappola''

TRENTO. E' morto il bassotto ''Flash'', ucciso da dei bocconi avvelenati lasciati non lontano da un sentiero tra il bosco nella zona di Fisto, frazione di Spiazzo. Il cagnolino, un bassotto di otto anni, ''è morto dopo 11 giorni di agonia - spiega il proprietario Ugo Lazzarini, 72 enne originario del cremonese ma che da anni risiede in Val Rendena - nonostante l’infinità di cure per salvarlo''Fatale l'ingestione di ''bocconi di carne di selvaggina cosparsi di topicida e imbevuti di Glicole Etilenico (antigelo) - continua Lazzarini - che provoca la morte a distanza con sofferenze atroci per gli animali che cascano nella trappola''.

 

E allora ecco la proposta shock, dettata senza dubbio anche dalla rabbia e dal dolore legati a questa morte violenta e terribile causata da ignoti al piccolo bassottino: ''Interdire la caccia a tutte le valli coinvolte, salvo che i cacciatori onesti (sono convinto che ce ne siano) non denuncino i colpevoli, smettendo con l'omertà attualmente diffusa sul territorio''. Non è, infatti, un mistero che spesso siano proprio i cacciatori ad usare tali esche nei boschi e le ragioni sono le più disparate (qui riportiamo alcune 'ufficiali' descritte sul portale LifeWolf Alps) tese, sempre e comunque, a stroncare una vita, ad eliminare: animali selvatici che entrano in conflitto con le attività zootecniche ed agricole (predazione, danni alle colture ecc.); predatori di specie cacciabili (lepre, fagiano ecc.), soprattutto nei periodi immediatamente precedenti alla liberazione di selvaggina; cani di cacciatori concorrenti; cani e gatti randagi. E comunque la richiesta di Lazzarini non è peregrina. Qualcuno quei bocconi (come altri in altri luoghi) li ha messi lì.

 

Il primo passo per liberarsi di questa orrenda pratica è denunciare per isolare sempre di più chi si rende protagonista di questi atti criminali. Qui sotto la lettera integrale di Ugo Lazzarini dedicata al suo cagnolino scomparso negli scorsi giorni (qui il racconto della vicenda). 

 

 

Gent.mo Direttore,

Come avrà sicuramente saputo il mio Bassotto “Flash” il 15 luglio u.s. è stato avvelenato da bocconi killer posti in Val Rendena (TN). Bocconi di carne di selvaggina cosparsi di topicida e imbevuti di Glicole Etilenico (antigelo), che provoca la morte a distanza con sofferenze atroci per gli animali che cascano nella trappola. Il mio Flash è morto dopo 11 giorni di agonia nonostante l’infinità di cure per salvarlo.

 

Ho 72 anni e buona parte della mia vita l’ho passata in queste vallate, gli ultimi 8 anni scorrazzando per sentieri, boschi, opere della Prima Guerra Mondiale, sempre con Flash percorrendo centinaia, se non migliaia di chilometri (contando il Cammino d Santiago e quello Minerario di Santa Barbara in Sardegna). Eravamo diventati un tutt’uno nel cercare e percorrere sempre nuovi itinerari. Spero comprenda quindi il perché io e mia moglie siamo completamente affranti. Il fatto che sia successo qui, in trentino, ove ritenevamo che fosse un luogo di pace per l’ambiente, mi addolora ancor di più.

 

Ho fatto denuncia, l’ho pubblicato sui social, ho scritto al Sindaco del Comune interessato ma, l’impressione è che non serva a nulla. Molti, tanti, dicono e scrivono che si sa chi sono questi criminali, queste carogne che non meritano di vivere in un paese così bello. Siccome la maggioranza dice che a commettere questi atti vili siano sottospecie di cacciatori, ritengo che sia indispensabile, per il buon nome del Trentino, della Val Rendena, usare le maniere forti. Con maniere forti intendo INTERDIRE LA CACCIA in tutte le vallate coinvolte, salvo che i cacciatori onesti (sono convinto che ce ne siano) non denuncino i colpevoli, smettendo con l’OMERTA’ attualmente diffusa sul territorio.

 

Servirebbero però dei politici con la “P” maiuscola, per poter emanare una simile direttiva, politici che amino il proprio paese, il proprio territorio, non solo passacarte con il grilletto facile che contano solo le preferenze e spesso odiano gli animali. Questo potrebbe servire a riaffermare l’importanza della legalità e nel contempo smorzare le polemiche in atto da parte di tutto il mondo.

 

Cordiali saluti

Ugo Lazzarini

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