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| 19 ago 2021 | 12:29

''Lui voleva la sua mamma e cercava di raggiungerla ma era diventato il giochino, la preda di questi cani liberi che non gli hanno lasciato scampo''

Il messaggio del Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso mostra la foto di un piccolo ungulato ferito a morte da dei cani lasciati liberi dai loro padroni: ''Abbiamo corso per andare a soccorrerlo, ma i cani lasciati liberi sono stati più veloci nel fargli ferite che non gli hanno lasciato scampo''

Lui voleva la sua mamma e cercava di raggiungerla ma era diventato il giochino

TRENTO. ''Abbiamo corso per andare a soccorrerlo, ma i cani lasciati liberi sono stati più veloci nel fargli ferite che non gli hanno lasciato scampo. Lui voleva la sua mamma e cercava di raggiungerla ma era diventato il giochino, la preda di questi cani liberi''. Il messaggio del Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso è di quelli che vanno condivisi senza sosta per modificare comportamenti e percezioni individuali. E' un messaggio che sui social è diventato virale e che mostra quali sono le conseguenze del lasciare liberi i propri amici a quattro zampe in natura. Ci si può fidare al 100% del proprio cane, essere sicuri che non scapperà e rimarrà sempre a portata di sguardo ma l'istinto è istinto e l'effetto ''preda'' scatena nei nostri amici a quattro zampe ancestrali pulsioni. E così gli animali selvatici finiscono per essere in pericolo se i cani sono lasciti liberi.

 

Un messaggio che, come il Dolomiti, abbiamo cercato di lanciare e rilanciare sempre quando si sono verificate situazioni di questo tipo. E sono tantissimi i casi che sono accaduti solo negli ultimi mesi: dal cane in passeggiata con i suoi proprietari recuperato dal soccorso alpino a Caldonazzo nella zona dove si trovano le Cascate Vallenpach dopo che aveva inseguito un ungulato, fortunatamente senza raggiungerlo, al capriolo ferito a morte da un cane a Levico passando per quanto accaduto questo inverno a Cortina d’Ampezzo dove due cani domestici avevano inseguito e aggredito un cervo (IL VIDEO). 

 

Tutto ciò, è bene ricordarlo, senza che ci sia una necessità di carattere alimentare (la politica, spesso, strumentalizza le immagini di carcasse di selvatici uccisi dai lupi che però, nel loro caso, fanno quello che devono fare: cacciano non per gioco ma per mangiare e sopravvivere). Il Centro Fauna Selvatica il Pettirosso si trova a Modena e ha condiviso anche l'immagine del piccolo ungulato ferito. ''Ora lui è morto ma la cosa gravissima è che lui come migliaia di animali selvatici feriti o predati da cani liberi col proprietario, non avranno mai giustizia''.

 

Poi l'attacco ad un sistema mediatico che è troppo spesso agganciato al sensazionalismo delle notizie ''negative'' su lupi ed orsi che smuovono paure ataviche e quindi sono di facile impatto mentre, come vi raccontiamo sempre su il Dolomiti, il tema è più complesso e articolato e va analizzato in maniera razionale e basandosi sulle evidenze scientifiche: ''Ma ancor peggio nessun giornale ne scriverà neppure una riga. Perché non è un agnello di qualche pastore o il cane di qualcuno, allora farebbe notizia. Questo post - concludono - è dedicato a tutti gli amanti degli animali che vivono nell'ipocrisia di questo grande amore che finisce alla fine di quel guinzaglio non usato''. 

 

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