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Il veterinario scrive all'Apss per segnalare il cane mordace ma il messaggio finisce in ''spam'' e per 50 giorni tutto viene dimenticato

Pochi giorni fa l'assessore Zeni spiegava che c'è piena sinergia tra veterinari e azienda sanitaria sul tema dei cani aggressivi. La padrona di Franky (il cane massacrato a fine aprile da un Bull Terrier) però ha vissuto tutt'altra situazione con tanto di scambio di mail e scuse 

Di Luca Pianesi - 21 giugno 2018 - 19:18

TRENTO. "Piena sinergia tra l'Azienda sanitaria, i consulenti veterinari presenti sul territorio e i sindaci". Così l'assessore alla sanità Luca Zeni nel rispondere a un'interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi sui casi avvenuti in provincia di Trento di aggressioni di cani. Zeni ha spiegato i numeri (1.112 casi di morsicatura in 5 anni per i quali sono stati attivati accertamenti e 19 cani considerati pericolosi) e la procedura: per ciascun episodio di morsicatura segnalato i servizi veterinari dell'azienda sanitaria raccolgono tutte le informazioni del caso, dalle persone coinvolte all'identità dell'animale. 

 

Risposta esaustiva e inoppugnabile se non fosse che proprio il caso che abbiamo seguito più da vicino come "il Dolomiti" quello della morte di Franky (un cagnolino di taglia media di Ravina che è stato massacrato sotto casa sua da un Bull Terrier che gli aveva causato ferite tali da rendere necessari oltre 2 metri e mezzo di filo di sutura) le cose non sono andate proprio così. Anzi. "Quando ho sentito la risposta di Zeni ho davvero pensato 'adesso basta' - ci spiga Marisa la padrona del cane ucciso a fine aprile - forse sono stata sfortunatissima io ma qui oltre alla morte di Franky devo sopportare anche questo?".

 

Il ''questo'' è che la signora Marisa ha scoperto che proprio le comunicazioni del veterinario che aveva seguito il caso del suo cane non sono mai arrivate all'Azienda sanitaria ''perché - le è stato risposto - erano finite in spam''. Una cosa incredibile, ma andiamo con ordine.

 

Il 9 giugno Marisa, esasperata, scrive una mail al servizio veterinario dell'Apss dicendo loro che "devo segnalare che il suddetto cane (il Bull Terrier del vicino di casa che aveva massacrato Franky ndr) esce di casa senza museruola per scendere in campagna a fare pipì pur al guinzaglio, come ho visto io direttamente circa mezz'ora fa. Altri vicini mi hanno confermato che sono almeno 5 giorni che non porta più la museruola. In precedenza lo avevamo visto qualche volta con la museruola, anche se questo era avvenuto circa due settimane dopo l'aggressione, periodo in cui aveva girato senza. Mi risulta  attualmente in vigore l'Ordinanza Nazionale 13/7/2016 che impone ai proprietari dei cani già iscritti nel registro dei cani morsicatori l'obbligo, oltreché dell'Assicurazione di responsabilità civile, anche l'uso di guinzaglio e museruola nei luoghi aperti al pubblico".

 

Il servizio veterinario dell'Apss ha così risposto l'11 giugno: "Buongiorno sig.ra, nel dispiacermi per quanto accaduto, La ringrazio della segnalazione e La informo circa la procedura cui dobbiamo attenerci in caso di aggressioni da cani. Il Servizio Veterinario interviene quando è avvisato dai colleghi liberi professionisti che refertano quanto accaduto e comunicano il tipo di ferite riscontrate ed eventualmente (come purtroppo nel suo caso) la morte del cane aggredito, oltre che i dati del proprietario del cane morsicatore. In assenza della prevista comunicazione non ci è possibile contattare il proprietario del cane, verificare l’accaduto e rilasciare le disposizioni sui comportamenti da tenere nella conduzione del proprio animale secondo quanto previsto dalle norme in materia di cani morsicatori. Per quanto sopra, la invito a contattare il collega intervenuto pregandolo di inviare la comunicazione al Servizio Veterinario. Sara’ nostra cura intervenire prontamente".

 

Allibita per la risposta Marisa ha riscritto all'Apss specificando che sicuramente il veterinario, che si era trovato a dover mettere i due metri e mezzo di filo di sutura per chiudere le ferite inferte dal Bull Terrier a Franky e che pochi giorni dopo aveva dovuto constatarne il decesso, aveva già comunicato tutto. "Il veterinario ha ottemperato la denuncia al Vs. Servizio prima per l 'aggressione e poi per il decesso del mio cane in date 24 e 25 aprile", ha replicato Marisa e a quel punto sono arrivate le incredibili scuse del servizio Apss: "Buongiorno, devo scusarmi. In effetti il dr ....(il veterinario di Marisa ndr), che metto in copia (e con il quale mi scuso), ha inviato la mail il giorno 24 aprile; per qualche motivo è stata identificata come spam e oggi sono riuscito a recuperarla. Ho contattato poco fa telefonicamente il sig ... (il proprietario del Bull Terrier ndr), convocandolo per oggi stesso alle ore 10:00".

 

Insomma a 50 giorni dalla morte di Franky (e nonostante gli articoli sui giornali e le interrogazioni che sono scaturite da questo terribile caso) l'Apss è rimasta praticamente all'oscuro di tutto. Il proprietario del Bull Terrier non è stato messo in osservazione e nessuno si è preoccupato di verificare che venisse applicata l'ordinanza che prevede guinzaglio, museruola e controlli come dovrebbe avvenire per un cane inserito nel registro dei morsicatori.

 

Insomma se in questo lasso di tempo il Bull Terrier avesse attaccato di nuovo la responsabilità di chi sarebbe stata? Di un cestino spam?. ''Alla faccia della sinergia - conclude Marisa - io sono davvero rimasta scoraggiata da questa vicenda. Ma non mollo. Sono convinta debbano essere fatte norme precise che disciplinino la gestione dei cani pericolosi. Non lo faccio per me, che ormai ho perso Franky, ma per tutte quelle persone che potrebbero trovarsi nella mia situazione".

 

Marisa  in questo lasso di tempo ha incontrato la presidente del consiglio comunale di Trento Lucia Coppola e grazie al suo interessamento ai primi di luglio un'interrogazione sul tema verrà proposta in aula per capire come l'amministrazione possa muoversi con i cani pericolosi. Il problema, ovviamente, sono i padroni e chi gestisce questi cani e non gli animali stessi. Corsi di formazione, patentini, consigli pre affido potrebbero evitare, in futuro che si verifichino altre aggressioni e altro dolore sia per i cani che per i loro padroni.

 

 

 

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