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Cambiamenti climatici e parassiti, in Trentino la produzione di olive va Ko, l'esperto: ''Quest'anno un calo del 70%"

La Fondazione Mach e l'Agraria di Riva hanno avviato un progetto per contrastare la mosca con sistemi meno invasivi dal punto di vista ambientale e tossicologico. Fondazione Mach: "Ci sono annate come quella che stiamo vivendo dove certi sistemi purtroppo non riescono da soli e servono ad integrazione anche dei trattamenti insetticidi"

Di G.Fin - 28 agosto 2019 - 06:01

TRENTO. Il 2019 potrebbe essere uno dei peggiori anni per la produzione di olio di oliva in Trentino. Sbalzi di temperatura, i cambiamenti climatici e gli attacchi della mosca, il più acerrimo nemico degli olivi, hanno messo a dura prova le coltivazioni trentine.

 

A confermarlo è anche la Fondazione Mach con Franco Michelotto dell'Unità viticoltura e olivicoltura. In Trentino si trovano olivi oltre che nell'Alto Garda anche nella zona bassa della Valle dei Laghi. Piccole produzioni si rintracciano anche in Vallagarina, da Rovereto fino Avio. Dopo un'annata abbondante come quella del 2018, ora si parla addirittura di un calo che, per gli esperti, si aggira sul 70%.

 

Secondo le previsioni, la situazione della produzione di olive trentina quest'anno è davvero in crisi?

Quest'anno ci troveremo sicuramente davanti ad una annata di bassa produzione. Nel 2018 avevamo raggiunto un record per quanto concerne la raccolta delle olive ma ora la situazione è purtroppo ben diversa.

 

E quali sono i principali motivi?

Abbiamo avuto grossi sbalzi di temperatura a fine giugno in un momento molto delicato per la pianta. Questo fatto climatico che ha senz'altro influenzato la produzione di olive. Occorre poi considerare, però, che dopo un anno record di produzione di olive come il 2018 è normale che ci sia un anno di “scarica”.

 

Il calo della produzione sta colpendo tutte le aree dove sono presenti olivi in Trentino?

La zona più colpita dalla mancanza di produzione è quella collinare dell'Alto Garda. Le fasce più alte sono invece più fresche e questo ha influito positivamente sulla produzione.

 

Tra i problemi, però, vi è anche la fatidica mosca.

La mosca è il principale parassita delle olive. Visto il cambiamento climatico a cui abbiamo assistito, con temperature che hanno raggiunto 37 – 38 gradi e la stagione con forti sbalzi che stiamo vivendo, è diventata più aggressiva e sta creando diversi problemi.

 

Di che calo nella produzione di olive stiamo parlando?

Da circa 20 – 30 anni a questa parte, l'oscillazione si poteva ritenere del 20 – 30%. Quest'anno però si arriverà a circa il 70% in meno. Ci si fermerà a 6 – 7 quintali di olive a fronte dei 15 – 20 quintali dello scorso anno.

 

Per contrastare la mosca quali interventi si stanno portando avanti?

Abbiamo appena concluso un progetto triennale tra la Fondazione Mach e l'Agraria di Riva sulla mosca proprio per cercare di mettere a punto dei sistemi poco invasivi dal punto di vista ambientale e tossicologico per combattere questo insetto. E' un problema su cui lavoriamo da ormai 20 anni. Sono state create trappole ed esche per ridurne la presenza. Poi , però, ci sono annate come quella che stiamo vivendo dove certi sistemi purtroppo non riescono da soli e servono ad integrazione anche dei trattamenti insetticidi.

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