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Cimice asiatica, la Coldiretti chiede lo stato di calamità e crea una linea diretta con gli agricoltori per conoscere i danni

Preoccupatissima la categoria per le conseguenze devastanti che si annunciano per il sistema agricolo provinciale. Tra le richieste che si valuti la possibilità di riconoscere sgravi contributivi e indennizzi alle aziende frutticole che hanno subito danni rilevanti tali da compromettere redditività e sopravvivenza, nonché si attino specifici contributi, come quelli già previsti per l’acquisto di reti anti insetto

Di Luca Pianesi - 18 settembre 2019 - 18:34

TRENTO. Lo stato di calamità: lo chiede Coldiretti per la provincia di Trento per i danni causati dalla cimice asiatica che cominciano a farsi ingenti e molto preoccupanti. CoDiPra oggi ha parlato di 5 milioni di euro di danni e ora Mauro Fiamozzi, direttore di Coldiretti specifica che questi danni sono ''in particolare nelle aziende agricole a sud di Trento''.

 

''La situazione economica di interi territori a vocazione frutticola nelle regioni a noi vicine (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia) è già in ginocchio - aggiunge il presidente di Coldiretti Gianluca Barbacovi - in assenza di risposte, gli agricoltori si troveranno a dover chiudere le proprie aziende con conseguente abbandono dei campi e compromettendo la biodiversità. Il Trentino è un territorio a forte vocazione agricola e turistica, che lo hanno reso attrattivo e un esempio da imitare. La nostra capacità di saper fare sistema nei momenti di difficoltà, la nostra capacità di reagire a situazioni di emergenza, oggi più che mai deve saper trovare, ancora una volta, risposte e soluzioni immediate''.

 

E in questo senso è interessante la proposta avanzata al ministero dell'ambiente da CoDiPra di creare un fondo mutualistico ad hoc per aiutare gli agricoltori trentini (QUI ARTICOLO) mentre politica e ricerca paiono un po' ferme ai blocchi. Qualche giorno fa, infatti, si è annunciato in pompa magna con tanto di conferenza stampa della Pat che in Trentino è arrivata la vespa samurai, naturale nemica della cimice asiatica: un po' poco, però, affidarsi a un insetto che, per fortuna, è arrivato anche qui e le cui caratteristiche erano già ben conosciute da tutti e le esperienze scientifiche pregresse evidenziano che ci vorranno anni affinché questi antagonisti riescano in modo naturale a trovare un nuovo equilibrio che permetta di contenerne la presenza. Nel frattempo serve urgentemente saper trovare una strategia di primo intervento che permetta alle aziende di sopravvivere in attesa che la natura riesca ad equilibrarsi.

 

 

Ma la fiducia nel sistema è massima da parte delle categorie: ''Abbiamo la fortuna di aver costruito negli anni una rete di strutture associative ed Enti, tra le quali, la Fondazione Edmuch Mach, il sistema cooperativo, l’Università di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, i consorzi irrigui e di bonifica, Co.Di.Pr.A. e le Organizzazioni Professionali Agricole, che nella logica di perseguire soluzioni di sistema devono unirsi per supportare la politica nelle scelte operative – evidenzia Barbacovi -. Gli agricoltori sono allarmati dal deciso e precipitoso aggravarsi della situazione che stanno vivendo quotidianamente in questo periodo di raccolta e per il quale non vedono soluzioni immediate e valide che possano evitare che il lavoro di una intera annata agraria possa essere compromesso”.

 

Nell’ultimo Tavolo Verde allargato a tutto il mondo agricolo, Coldiretti ha fortemente chiesto l’istituzione di un tavolo specifico, tecnico e politico dedicato all’emergenza cimice, già condiviso all’unanimità da tutti gli stakeholder rappresentativi del mondo agricolo trentino. Tale tavolo dovrà permettere di ottenere una fotografia dettagliata della situazione trentina e di favorire urgentemente la definizione delle più efficaci ed efficienti strategie e scelte operative da dare agli agricoltori ed alla comunità in generale; è, infatti, necessario un approccio di sistema, una difesa di territorio, in quanto la cimice trova l’habitat ideale per moltiplicarsi anche in giardini, siepi, fossati, ecc.

 

“Come Coldiretti – ha evidenziato Barbacovi – e in esito all’attenta analisi delle esigenze del territorio, abbiamo valutato diverse possibili azioni concrete da mettere in campo nel breve, medio e lungo periodo al fine di mitigare l’emergenza cimice e ridare fiducia e speranza agli agricoltori”.

 

In primis Coldiretti ritiene debba essere immediatamente chiesto lo stato di calamità per il nostro territorio, in secondo luogo potrebbe essere valutata la possibilità di riconoscere sgravi contributivi e indennizzi alle aziende frutticole che hanno subito danni rilevanti tali da compromettere redditività e sopravvivenza, nonché attivare specifici contributi, come quelli già previsti per l’acquisto di reti anti insetto.

 

''Consideriamo - prosegue Coldiretti -, inoltre, indispensabile valutare la possibilità di una moratoria dei debiti bancari, nonché la possibilità di aderire a soluzioni di finanziamento a breve termine quali, ad esempio, le “vecchie cambiali agrarie”; interessante potrebbe risultare la messa a disposizione da parte dell’ente pubblico di plafond di garanzie per l’ottenimento agevolato di credito dal sistema bancario. È urgente avviare un monitoraggio specifico combinato con tutti gli istituti di ricerca per definire programmi, protocolli e azioni di difesa e controllo validi e condivisi a livello di sistema agricolo e di comunità''.

 

In tale contesto di estrema emergenza Coldiretti, chiede aiuto alla base sociale e a tale fine ha ritenuto opportuno dedicare una persona a una linea diretta per segnalare problematiche legate alla cimice asiatica attraverso un apposito indirizzo e-mail emergenzacimice@coldiretti.it

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