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Cimice asiatica, in Trentino già causati 5 milioni di euro di danni. Codipra: ''Abbiamo creato un fondo mutualistico. Ora attendiamo l'ok dal ministero''

Dopo gli spaventosi danni causati dalla cimice asiatica in importanti areali produttivi del Nord Italia, come Veneto ed Emilia Romagna, si contano perdite che sfiorano il 90%, sembra che anche in provincia di Trento l’insetto alieno sta causando notevoli danni

Pubblicato il - 18 settembre 2019 - 10:57

TRENTO. Ammontano già a 5 milioni di euro i danni causati da cimice asiatica. Una cifra importante emersa da una prima stima effettuata dai periti in azione per rilevare i danni all'agricoltura, prima di tutto da grandine. Una stima comunicata direttamente da Andrea Berti, direttore di CoDiPra, il Consorzio Difesa Produttori Agricoli ha compito di difesa attiva e passiva delle produzioni intensive sul territorio del Trentino Alto.

 

Insomma, dopo gli spaventosi danni causati dalla cimice asiatica in importanti areali produttivi del Nord Italia, come Veneto ed Emilia Romagna, dove si contano perdite che sfiorano il 90%, sembra che anche sul nostro territorio l’insetto alieno stia causando notevoli danni

 

Un problema tangibile che si sta cercando di contrastare in vari modi. Di questi giorni la notizia che anche in Trentino è stata rinvenuta la vespa samurai nemica naturale della cimice asiatica (QUI ARTICOLO). Ma mentre si cercano soluzioni al problema c'è anche chi pensa a come contenerlo. Sul territorio provinciale, per esempio, spiega Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. ''vi è il partenariato europeo per l’Innovazione Innovation Tecnology Agriculture (PEI ITA 2.0) che sta cercando di capire come attivare una tutela mutualistica per gli agricoltori trentini al fine di indennizzare i danni causati da cimice asiatica”. I partner del Progetto sono Co.Di.Pr.A. (capofila), Agriduemila srl, Fondazione Edmund Mach, Università di Padova, Coldiretti Trento, Asnacodi, C.A.A. ATS (Confagricoltura), Itas Mutua e A&A.

 

“In pratica – evidenzia Berti – abbiamo strutturato un fondo mutualistico e richiesto il riconoscimento in qualità di soggetto gestore al Ministero dell’Agricoltura che nel 2020 andrà a coprire anche le perdite di produzione causate dalla cimice. Il fondo fitopatie, così è stato denominato, ha già riscosso un notevole successo tra gli agricoltori e, appena avremo il via dal Ministero dell’agricoltura, saremo in grado di attivare eventuali indennizzi già a partire dal 2020. Va evidenziato che questo tipo di fondi godono di una elevata contribuzione pubblica pari al 70%, una vera e propria risorsa economica per l’agricoltura provinciale”.

 

“Fondamentale - conclude Gaiardelli – sarà agire in sinergia con gli enti di ricerca e con le istituzioni provinciali del nostro territorio per consentire agli agricoltori di continuare a lavorare nel migliore dei modi e garantendone la sostenibilità, in primis economica”.

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