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La ''Razza Rendena'' è Presidio Slow Food: dal formaggio alla carne premiate qualità e tradizioni

Ogni presidio è un esempio concreto e virtuoso di un nuovo modello di agricoltura basata sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sul sostegno dei piccoli produttori custodi di tradizioni gastronomiche a rischio estinzione. Manuel Cosi: ''Registrare la razza e non i prodotti singoli è stata una scelta ben precisa''

Pubblicato il - 09 febbraio 2019 - 20:52

VAL RENDENA. Le prime documentazioni sul tipo di bovini allevati sono datate all'inizio del 1700. Nel 1712 si sarebbe verificata la prima consistente importazione documentata: il bestiame venne acquistato prevalentemente in alcune vallate svizzere e non si trattò di bovini bruni ma di soggetti molto simili a quelli rendenesi. Oggi la razza ''Rendena'' è diventata Presidio Slow Food

 

''Registrare la razza e non i prodotti singoli è stata una scelta ben precisa - spiega Manuel Cosi, presidente Associazione “Valore Razza Rendena” - per avere più opzioni e essere più progetto di territorio. Il percorso è stato ricercato ed è maturato dalla passione e dall’amore nei confronti delle bovine di Razza Rendena che definisco “Regine” della nostra Valle. L’obiettivo è dare, appunto, valore e promuovere le specificità facendo conoscere dentro, ma specialmente fuori dai nostri territori, le piccole produzioni di una razza autoctona che rischia l’estinzione e ha bisogno di essere tutelata. Allo stesso tempo si cerca di  promuovere i territori di produzione''.     

 

Il risultato è arrivato a conclusione di un percorso triennale portato avanti dall’Associazione “Valore Razza Rendena” e dalla Condotta Slow Food Giudicarie che, in collaborazione, si sono concentrate su alcuni allevamenti locali rispettosi del benessere animale e dell’ambiente per sviluppare due progetti di filiera: uno del latte, l’altro della carne. “Valore Razza Rendena” è presieduta da Manuel Cosi, allevatore e presidente anche di Anare (Associazione nazionale allevatori razza Rendena), e ha oggi quattro soci: le aziende agricole “La Regina” di Luca Collini (Sant’Antonio di Mavignola), “Maso Pan” di Mauro Polla (Caderzone Terme) e “Fattoria Antica Rendena” dello stesso Cosi (Giustino) oltre a Patrick Bazzoli per la macelleria Bazzoli di Roncone.

 

 

Il nuovo ingresso va a far compagnia a due importanti prodotti locali come la “Ciuiga del Banale” e la “Noce del Bleggio”, già Presidi Slow Food in Giudicarie. La razza Rendena, con i suoi prodotti principe, il formaggio e la carne, entra così a far parte della rete internazionale di Slow Food che conta 300 presidi in Italia e 500 nel mondo. Ogni presidio è un esempio concreto e virtuoso di un nuovo modello di agricoltura basata sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sul sostegno dei piccoli produttori custodi di tradizioni gastronomiche a rischio estinzione. I presidi salvano prodotti di qualità radicati nella cultura del territorio in condizioni di lavoro rispettose per tutti. Il prodotto, inoltre, razza o tradizione gastronomica che sia, diventa Presidio se garantisce caratteristiche alimentari precise (ad esempio non si utilizzano ogm nell’alimentazione delle bovine e si preferiscono regimi di produzione il più naturali possibile) e una comprovata attenzione al benessere animale.

 

Un disciplinare determina le regole del Presidio e il finanziamento necessario per istituire il Presidio stesso e acquisire visibilità mondiale. Carattere locale, dunque, per i presidi Slow Food, ma dimensione internazionale. Il Presidio, infine, è un meccanismo di certificazione partecipata e il marchio garantisce il valore del prodotto. Oggi l’Associazione “Valore Razza Rendena” è costituita da alcuni soci iniziali che possono diventare molti di più. L’unica e imprescindibile discriminante è che i prodotti (formaggi e carni) delle potenziali future aziende socie appartengano a quella piccola ma forte bovina dal mantello scuro che riesce ad arrampicarsi fino ai pascoli e alle malghe più in alto, mantenendo, insieme al lavoro dell’uomo, quello straordinario paesaggio alpino dal colore verde smagliante che introduce alla verticalità delle Dolomiti di Brenta e dell’Adamello-Presanella.

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