Il formaggio fodóm è Presidio Slow Food, gli allevatori: "Così manteniamo vive le nostre tradizioni e garantiamo la sopravvivenza delle montagne"
Il formaggio di montagna è prodotto nell'omonima valle ladina a Livinallongo del Col di Lana, tra le Dolomiti bellunesi, con il latte crudo di vacche brune alpine e pezzate rosse conferito da otto allevatori della zona

BELLUNO. C'è un novità nei formaggi Slow Food. Nel Presidio entra ora anche il fodóm, un formaggio di montagna prodotto nell'omonima valle ladina a Livinallongo del Col di Lana, tra le Dolomiti bellunesi, con il latte crudo di vacche brune alpine e pezzate rosse conferito da otto allevatori, che così mantengono vive le tradizioni dei loro avi e garantiscono un presidio della montagna. “Resistere in alta montagna è importante – dicono. - Da un punto di vista qualitativo, ad esempio, il latte non ha paragoni. Inoltre, sfalciare i prati e fare il fieno non è un vantaggio solo per noi: prati permanenti curati e gestiti dagli allevatori locali contribuiscono a contrastare il dissesto idrogeologico e le slavine”.
La valle di Fodóm ha proprio queste caratteristiche: inizia a 1300 metri e i suoi pascoli più alti superano i 2000 metri. “Si tratta di pendii ripidi, caratterizzati da un'eccezionale varietà di erbe foraggere che si rivelano un ottimo pascolo e assicurano un fieno altrettanto eccellente – raccontano gli allevatori. - La raccolta inizia a giugno sui prati che circondano i masi, prosegue in agosto sui prati in altura e si conclude sul finire dell'estate, con un secondo sfalcio dei prati intorno al maso. Mescolando i due tipi di erba, si ottiene un fieno eccellente, in grado di fornire un latte ricco di antiossidanti e vitamine”.
Il fodóm, prodotto dalla latteria cooperativa della zona, è la tipologia tradizionale che da sempre si produce in questa valle. Al latte, scaldato a 36,5 gradi, viene aggiunto il latte-innesto autoprodotto e il caglio di vitello. Dopo mezz’ora di riposo avviene la rottura della cagliata, in diverse fasi e a dimensioni via via sempre più fini. Quindi si passa alla cottura, alla raccolta in un telo di lino e alla pressatura, con l'applicazione della placca con la scritta Fodóm. Poi la salamoia e infine il via alla stagionatura, che può durare tre o quattro mesi. Le forme in commercio si presentano con diametro tra i 30 e i 35 centimetri, spessore di 7-8 centimetri e peso di circa 5 chilogrammi.
Assieme al fodóm nel Presidio Slow Food ci sono anche il cacio di Genazzano, il blu del Queyras, la toma della Brigue e la pecora plezzana.


















