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Belluno
30 aprile | 19:52

"Piantare sementi antiche per dare vita a una produzione agricola di nicchia", De Val: "Così rafforziamo la biodiversità e raccontiamo il nostro territorio"

Prodotti che hanno sfamato generazioni intere potrebbero essere in futuro messi in vendita grazie al via a una produzione agricola di nicchia, a partire da sementi antiche custodite fino a qualche tempo fa solo dagli anziani di San Tomaso Agordino

"Piantare sementi antiche per dare vita a una produzione agricola di nicchia"

SAN TOMASO AGORDINO. Prodotti che hanno sfamato generazioni intere, potrebbero essere in futuro messi in vendita grazie al via a una produzione agricola di nicchia, a partire dalle sementi antiche custodite fino a qualche tempo fa solo dagli anziani di San Tomaso Agordino. Presto, quei 'preziosi' semi, verranno piantati "con la speranza di 'moltiplicarli', aumentandone la disponibilità", anticipa il sindaco Moreno De Val

 

"Si tratta di un progetto ampio, partito intorno al 2014 con una ricerca 'Interreg' sul nostro Comune, andando dai concittadini più anziani a chiedere come funzionasse l'agricoltura ai loro tempi e come fosse la vita agricola in passato - esordisce De Val intervistato da Il Dolomiti -. Molti di loro hanno infatti tutt'oggi degli orti dove coltivano antiche varietà di fagioli, orzo o patate, un tempo fonte di sostentamento indispensabile mentre ora semplice 'integrazione' a quanto acquistiamo al supermercato".

 

Dalla ricerca si è passati poi a un secondo progetto, questa volta di formazione: "Abbiamo dato il via a con un corso per formare dei custodi della biodiversità, dei contadini 'dilettanti', già proprietari di colture o piccoli orti, che hanno imparato preziosi segreti legati al modo di coltivare d'un tempo, senza prodotti chimici". Nel frattempo, per coronare un percorso dedicato al recupero del passato e alla tutela delle varietà di piante locali, è nato anche il centro “Orti rupestri” (in un'ala delle scuole elementari di San Tomaso ndr), nel quale sono state raccolte e conservate negli anni innumerevoli antiche varietà di sementi.

 

"Sabato scorso abbiamo fatto un ulteriore passo - rivela il primo cittadino -. Abbiamo riunito negli spazi del centro i vecchi 'custodi' e quelli nuovi, che hanno recentemente concluso il loro corso di formazione, ai quali abbiamo affidato delle sementi con l'idea di implementarne le quantità. Ciò potrebbe consentirci un domani di vendere il prodotto finito non soltanto ai concittadini ma anche a turisti, garantendo non soltanto di acquistare un qualcosa che parla del territorio ma anche un prodotto veramente genuino".

 

L'intenzione è quella di rafforzare da un lato la biodiversità e dall'altro di creare una piccola economia legata alla vendita di prodotti di nicchia. "A breve nascerà inoltre una società senza scopo di lucro che gestirà il tutto, centro "Orti rupestri" compreso e che potrà anche partecipare a bandi dedicati per ottenere contributi". Piccoli grandi passi per tenere in vita l'eredità del territorio e saperi tramandati di generazione in generazione. 

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