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| 27 lug 2023 | 13:40

"Coltivo varietà rare di ortaggi per chef stellati", storia di Harald Gasser: "La mia vita è cambiata grazie a 'un pugno' di semi"

Un maso di famiglia, sementi antiche e una passione scoperta per caso. È la storia di Harald Gasser, che nel cuore dell'Alto Adige ha dato vita ad un'azienda agricola che sa di tradizioni antiche: "Tutto è partito da un pungo di semi e uno straordinario viaggio in India: così, la mia vita è cambiata completamente"

"Coltivo varietà rare di ortaggi per chef stellati", storia di Harald Gasser

BARBIANO. "Lavoravo come assistente sociale con pazienti psichiatrici. Un giorno, ho per caso preso in mano dei semi che mi hanno aperto un mondo, conducendomi a decidere di cambiare completamente la mia vita". È l'incipit della storia di Harald Gasser, un uomo che in Alto Adige ha deciso di ri-partire da cose semplici come le mani nella terra, varietà di sementi antiche coltivate dai nonni e il maso di famiglia, dove non mancano anche animali da cortile.

 

"Facevo un lavoro abbastanza duro - esordisce Harald a Il Dolomiti -. Mi piaceva ma non era semplice. Un giorno, mi hanno casualmente raccontato dell'esistenza di sementi antiche e rare e così, informatomi su quell'universo straordinario, ho conosciuto un'associazione austriaca che mi aveva spedito un catalogo delle centinaia di varietà di ortaggi esistenti, tra le quali avevo selezionato ben 200 prodotti".

 

Così, è nato un "piccolo orto, curato inizialmente 'per hobby' mentre mia moglie pensava fossi impazzito - ironizza -. In effetti, di semi ne avevo scelti tantissimi: il motivo è che ero rimasto talmente colpito e incuriosito da quel mondo da voler provare io stesso a cimentarmi nell'impresa di far nascere nuove piante. Ortaggi antichi e in molte zone scomparsi dalla circolazione".

 

Dopo 5 anni di prove, soddisfazioni e qualche fallimento, Harald aveva conosciuto uno chef, "che mi aveva chiesto di coltivare qualche verdura particolare anche per lui. Ho pertanto deciso di lasciare il mio impiego per dedicarmi in toto all'orto". Un'annata andata piuttosto male, fra "malattie delle piante e diversi insetti, ma non mi ero scoraggiato e avevo deciso di fare un corso di permacoltura (insieme di pratiche agricole che favoriscono la resilienza, ricchezza e stabilità di ecosistemi naturali ndr)". 

"Grazie a quel corso ho imparato davvero molto: in primis il fatto che non si deve mai combattere contro gli insetti o la natura ma cercare 'qualcosa' che favorisca sempre la convivenza - premette -. Se nel mio orto trovo le lumache non utilizzo veleni ma pianto delle piante che le possano attirare, evitando così che danneggino le mie colture principali". Ciò, ha consentito negli anni di far diventare quello che era solo un orto un grande campo nel quale oggi crescono oltre 1.000 specie: il tutto, a pochi passi da Maso Aspinger, la struttura di proprietà della famiglia di Harald situata a Barbiano, a 700 metri di quota.

Ortaggi molto più piccoli rispetto a quelli che si trovano generalmente nei supermercati, quelli coltivati dall'agricoltore altoatesino, e innaffiati poco, "affinché le loro siano radici profonde e quindi più resistenti (e resilienti), contrastando così problemi come quello relativo alla siccità. Ciò consente non soltanto di ottenere piante più forti ma anche 'frutti' più saporiti", apprezzati da grandi nomi della cucina italiana "come Stefano Baiocco o Carlo Cracco, che ormai da anni si riforniscono da me", rivela ancora.

 

"Il maso dei miei genitori è sempre stato lì, ma non sapevo se avrei mai voluto gestirlo - confessa poi Harald facendo un passo indietro nel racconto -. A farmi capire cosa volessi davvero fare nella mia vita è stata non soltanto la scoperta dell'universo dei semi antichi ma anche un'esperienza di 6 mesi in India, nella regione del Kashmir, dove trascorrevo ore ad osservare i contadini lavorare instancabilmente, ma con lentezza e senza stress: guardandoli avevo compreso che quello era un 'modello' che avrei voluto adottare anche nell'azienda agricola di famiglia".

Rientrato in Alto Adige, Harald aveva quindi finalmente scelto di diventare agricoltore e di prendere in mano l'attività legata al maso di famiglia (che comprende anche l'allevamento di animali da cortile ndr): "Da allora sono passati diversi anni e devo ammettere che non è stato facile ma non ho mai mollato perché amo davvero ciò che faccio. A preoccuparmi ora è un progetto relativo alla realizzazione di cavi dell'alta tensione sopra ai miei campi, che spero non venga mai realizzato - conclude -. Sono felice di ciò che ho costruito: non si smette mai d'imparare". 

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