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M49-Papillon, gli animalisti diffidano Fugatti per l'ordinanza che consente l'uccisione. "Danni economici irrisori"

Diffuso un comunicato da parte delle associazioni animaliste ed ambientaliste, con cui si invita la Giunta a togliere l'ordinanza che ordina l'uccisione in caso di avvicinamento alle case. "Le perdite economiche non sono nulla rispetto ai proventi del turismo. Si ritiri l'ordine e si sospendano le ricerche"

Di Davide Leveghi - 01 agosto 2019 - 20:49

TRENTO. La battaglia attorno al destino di M49 sembra non finire mai, e le associazioni animaliste, mentre il plantigrado più ricercato d'Italia sembra sfuggire ad ogni tentativo di cattura, proseguono nella loro offensiva contro le decisioni della Giunta Fugatti. Sono diverse le sigle del mondo ambientalista- LAV, LAC, ENPA, LNDC e WWF- che incalzano un'amministrazione a loro modo di vedere poco sensibile, per usare un eufemismo, alla presenza nelle nostre montagne, con conseguenze annesse, degli orsi.

 

La vicenda di M49, fuggito dal Casteller nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 luglio in maniera a dir poco rocambolesca, dopo essere stato catturato e non sedato nei pressi di Porta Rendena, prosegue con i forestali sulle tracce dell'orso- complicata dalla mancanza del radiocollare, toltogli una volta aperta la trappola-tubo - e una spada di Damocle che incombe sulla sua testa. Con l'ordinanza del 22 luglio, infatti, l'uccisione dell'orso viene consentita nel caso si avvicini pericolosamente alle case. Un provvedimento che le associazioni ambientaliste ed animaliste pretendono venga immediatamente revocato.

 

Se la Giunta, per bocca del presidente Maurizio Fugatti, ha già fatto intendere di considerare i grandi predatori più un problema di cui sbarazzarsi che una risorsa naturale e turistica (qui l'articolo), da parte del mondo ambientalista si ribadisce invece come i danni economici siano irrisori rispetto ai proventi del turismo e come la vita dell'orso, “specie-ombrello” dalla cui sopravvivenza dipende quella delle altre, sia di decisiva importanza per l'ambiente trentino.

 

Ed è per questo, sulla base dei principi giuridici vigenti, che le associazioni unite hanno rilasciato il seguente comunicato:

 

 

 

M49: NUOVA DIFFIDA DI ASSOCIAZIONI A FUGATTI PER SALVARE L’ORSO

RICHIAMATO IL PRINCIPIO SANCITO DAL CONSIGLIO DI STATO PER I DELFINI: LA VITA DELL’ORSO È PIU’ IMPORTANTE DEI PRESUNTI DANNI ECONOMICI, IRRISORI RISPETTO AI PROVENTI DEL TURISMO

 

ENPA, LAC, LAV, LIPU, LNDC E WWF hanno inviato una diffida al Presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, con la quale richiedono la revoca immediata dell’ordinanza del 22 luglio che consente l’uccisione dell’orso M49.

 

La nuova diffida richiama un recentissimo principio giuridico espresso dalla Quarta Sezione del Consiglio di Stato il quale, con una ordinanza cautelare emessa il 26 luglio scorso, ha sancito che “nel bilanciamento d’interessi, in relazione al principio di precauzione, deve attribuirsi prevalenza al benessere, salute e sicurezza degli animali e degli stessi destinatari dell’attività in vasca a contatto con gli esemplari di tursops truncatus, rispetto ai pregiudizi di natura economica allegati dall’appellante”. Tale principio consente quindi di affermare con forza ciò che le associazioni animaliste e ambientaliste sostengono, ovvero che il diritto alla vita dell’orso è da considerarsi preminente rispetto agli eventuali interessi economici legati ai danni che l’animale avrebbe procurato a partire dal 2018.

 

Danni peraltro irrisori se si pensa che gli indennizzi liquidati dalla Provincia di Trento per danneggiamenti attribuibili con certezza a M49, raggiungono la cifra di 20.000 euro, un’inezia se si pensa che la stessa Provincia introita ogni anno svariati milioni di euro per attività connesse al turismo. Un turismo che negli ultimi cinque anni ha registrato una crescita costante (+26,2% nel 2018), attratto dalle bellezze e dalla naturalità dell’ambiente alla quale danno un contributo concreto e positivo gli animali selvatici che lo popolano, orsi compresi.

 

“Sono oramai trascorsi quindici giorni da quando l’orso è stato catturato e poi rinchiuso nel recinto del Casteller, dal quale è fuggito nel giro di poche ore. Un periodo nel quale non ha più fatto alcun danno, né ha creato alcun pericolo per i cittadini, smentendo così l’allarmismo creato dal Presidente Fugatti - dichiarano le Associazioni unite- ora si sospendano le operazioni di ricerca e soprattutto si ritiri l’ordinanza che ne consente l’uccisione dando così seguito alle richieste dei cittadini e delle Associazioni che chiedono la salvezza di M49, nel rispetto dei più recenti principi giuridici”.

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