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M49-Papillon, animalisti e ambientalisti diffidano la Pat: ''Fugatti ossessionato. L'orso non è pericoloso, la fuga non è un elemento da abbattimento per il Pacobace''

E mentre M49-Papillon è stato avvistato sul Chegùl da una persona e poi alcune orme sono state identificate tra Pergine e Bosentino, poco sopra il lago di Caldonazzo, le associazioni Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf uniscono le forze e presentano una diffida congiunta: "La fauna selvatica è patrimonio dello Stato e l'orso è specie particolarmente protetta, ucciderlo è reato"

Di Luca Andreazza - 25 luglio 2019 - 11:49

TRENTO. "La fauna selvatica è patrimonio dello Stato e l'orso è specie particolarmente protetta", così Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf, che aggiungono: "L'arbitraria uccisione, anche di un solo animale, può configurare il reato di furto venatorio e uccisione di animale senza necessità". 

 

E mentre M49-Papillon è stato avvistato sul Chegùl da una persona e poi alcune orme sono state identificate tra Pergine e Bosentino, poco sopra il lago di Caldonazzo. Resta la Marzola, a quanto pare, la zona di movimento dell'orso più ricercato d'Italia. Dopo le prime immagini catturate dalle fototrappole (sulla montagna a est della città ce ne sono molte tra i boschi per monitorare la presenza dei cinghiali), ecco il primo incontro con un escursionista (Qui articolo), le associazioni prendono ulteriormente posizione e uniscono le forze per inviare una diffida formale al presidente Maurizio Fugatti a non uccidere il plantigrado, ma anche a revocare l'ordinanza del 22 luglio scorso (Qui articolo).

 

Le associazioni Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf si riservano di intervenire con ogni altra azione legale opportuna a tutelare la vita di M49. "Vogliamo evitare - proseguono - che anche questa storia finisca con la morte dell'animale come nei casi passati di Daniza e Kj2".

 

La vicenda è ormai nota in tutta Italia e sul tavolo c'è anche la disponibilità di ospitare l'orso in Abruzzo (Qui articolo), così come a Sagron-Mis in Primiero (Qui articolo). Ora, dopo gli appelli e i ricorsi presentati separatamente, le associazioni hanno inviato in forma congiunta una diffida al presidente della Provincia a non abbattere l'orso.

 

Nel documento, le associazioni hanno ricostruito con precisione gli eventi: dalla prima ordinanza per la cattura del plantigrado, colpevole di aver predato del cibo senza aver mai attaccato persone (Qui articolo), alla sua cattura e captivazione. Dalla rocambolesca fuga fino alla nuova ordinanza dello scorso 22 luglio che prevede anche l’uccisione dell’orso.

 

"Questa opzione - aggiungono le associazioni - che dovrebbe essere estrema, è invece subordinata al ricorrere di condizioni del tutto generiche e soggettive e quindi, di fatto, l’ordinanza ne semplifica l’adozione. Quest’ultimo provvedimento è l’oggetto specifico della diffida, richiediamo formalmente la sospensione e revoca in autotutela". 

 

Non ci sarebbero gli estremi per l'abbattimento. "La fuga di M49 dal recinto in cui doveva essere custodito non costituisce affatto una prova della sua pericolosità, come invece viene asserito nell’ordinanza del 22 luglio. Lo stesso Pacobace non prevede questa eventualità come indicatore di grave pericolosità da cui far conseguire l’urgente uccisione dell’animale. Si ricorda, inoltre, che l’eventuale abbattimento dovrebbe in ogni caso passare per il vaglio dell’Ispra ed essere autorizzato dal ministero dell’ambiente, che invece finora si è sempre dichiarato contrario a tale evenienza”. 

 

Un'altra richiesta di stop all'uccisione. "È importante anche ricordare che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e l’orso è specie particolarmente protetta. L’arbitraria uccisione, anche di un solo animale, può quindi configurare il reato di furto venatorio - concludono le associazioni - nonché di uccisione di animale senza necessità ai sensi dell’art. 544-bis del Codce Penale. Salvare la vita all’orso M49, che, lo si ricorda, appartiene ad una specie particolarmente protetta, è possibile e non ci sono ragioni oggettive che ne giustifichino l’abbattimento se non l’ostinata ossessione del presidente Fugatti". 

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