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Pecore uccise sull'Altopiano di Asiago, per i giornali il lupo ha colpito nonostante i recinti: in realtà erano stati installati in maniera scorretta

La Regione Veneto è intervenuta con un comunicato spiegando che la predazione è avvenuta perché ''l'energia erogata era assente o insufficiente, la recinzione era appoggiata al guard-rail quindi la corrente scaricava a terra, l'altezza era insufficiente (70/80 centimetri), non seguiva l'andamento del terreno, vi erano aperture di 30/40 centimetri''

Pubblicato il - 16 ottobre 2019 - 18:26

ASIAGO. ''L'energia erogata era assente o insufficiente, la recinzione era appoggiata al guardrail quindi la corrente scaricava a terra, l'altezza era insufficiente (70/80 centimetri), non seguiva l'andamento del terreno, vi erano aperture di 30/40 centimetri''. Queste le conclusioni della Regione Veneto rispetto a quanto accaduto domenica a Foza, sull'Altopiano di Asiago dove dei lupi hanno ucciso quattordici pecore. Notizia che sui quotidiani locali ha avuto un'ampia eco e tutti hanno sottolineato come la predazione sia avvenuta nonostante vi fosse il recinto elettrificato ''come previsto dalle indicazioni regionali'', specificava addirittura il Giornale di Vicenza

 

Ma siccome i recinti elettrificati funzionano se fatti come si deve (come funzionano gli altri interventi di difesa come i cani da guardiana) la Regione Veneto è stata costretta ad una serie di specificazioni. ''In merito al servizio pubblicato dal Giornale di Vicenza - si legge nel comunicato ufficiale - “Quattordici pecore sbranate dai lupi”, i tecnici dell’Ufficio Grandi carnivori della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria della Regione Veneto incaricati di monitorare la situazione nell’area montane del Veneto, compreso l’Altopiano di Asiago, nonché di prestare supporto ed assistenza agli allevatori, ai turisti e ai cittadini, precisano quanto segue:

 

Nel sopralluogo effettuato ieri nell’attuale zona di pascolo del gregge dell’allevatrice Lisa Pozza, a Foza, è stato verificato che la recinzione elettrificata era installata e mantenuta in maniera scorretta. In particolare è stato evidenziato che:

- la recinzione è stata installata dal padre Pozza Renato per una lunghezza di circa 300 mt lineari. La maggior parte di questa (circa 250 mt) era stata fornita in comodato d’uso gratuito attraverso il progetto LIFE WolfAlps, mentre i restanti i 50 mt erano di tipologia differente (più bassa e di colore arancione).

- L’energia presente nell’intero perimetro della recinzione elettrificata, era insufficiente o addirittura assente.

- La rete elettrificata, per un tratto di almeno 100 mt, era appoggiata al guard-rail di metallo della Strada provinciale “Valgadena” che collega Asiago ad Enego, perciò la corrente scarica completamente a terra, risultando quindi completamente inefficace.

- L’altezza della recinzione elettrificata mobile non rispettava le indicazioni date (l’altezza minima della recinzione elettrificata mobile deve essere di almeno 120/130 cm) e si limitava a 70/80 cm, ossia l’altezza del guard-rail, oltre a presentare delle lacune nella parte bassa in vari punti non seguendo l’andamento del terreno. Inoltre, in due punti i moduli di rete non erano collegati tra loro, presentando aperture di 30/40 cm.

Ricapitolando:
1. energia erogata assente o insufficiente;
2. appoggiata al guard-rail, quindi la corrente scaricava a terra;
3. altezza insufficiente (70/80 cm);
4. non seguiva l’andamento del terreno negli avallamenti (20 cm di passaggio nella parte bassa);
5. moduli non collegati tra di loro (aperture di 30/40 cm).

Già durante il sopralluogo per accertare la predazione avvenuta, la Polizia Provinciale di Vicenza del distaccamento di Asiago, aveva fatto notare al Pozza Renato che la rete elettrificata era stata installata in maniera scorretta senza rispettare i parametri minimi al fine di evitare attacchi da parte del Lupo.

Per quanto riguarda le perdite pregresse, a carico dell'allevatrice Pozza Lisa risultano due attacchi avvenuti nel corso della stagione 2019:
- il 29 luglio nella parte nord dell’Altopiano di Asiago in località Arsenale dove è stata accertata una capra morta, alcuni animali feriti e dispersi;
- il 3 agosto in località Busa del Molton, sempre nella parte nord dell’Altopiano con il coinvolgimento di animali di diversi proprietari, di cui 8 capre morte e 4 ferite di Lisa Pozza.

Nonostante l’allevatrice Lisa Pozza lamenti di non aver ancora ricevuto l’indennizzo per le scorse due predazioni, ma per nessuna di esse, ad oggi, risulta essere stata presentata la richiesta all’Ufficio Grandi carnivori della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria della Regione del Veneto attivo presso la sede dell’Unione Montana Spettabile Reggenza Sette Comuni di Asiago, né all'Ufficio della Polizia Provinciale di Vicenza.
 

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