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Adamello, crollo sul ghiacciaio del Mandrone. La Commissione Glaciologica Sat: ''Sono i fenomeni vistosi dell'arretramento''

Il cratere è stato notato prima dal comandante Maffeo Comensoli, pilota di Elimast, durante un sorvolo del ghiacciaio. La lingua di ghiaccio del Mandrone negli ultimi anni si è ritratta di circa 2000 metri. Ma l'estensione glaciale è ovunque, in sensibile diminuzione rispetto al passato. Alcuni fra i più grandi ghiacciai hanno perso, in poco più di 40 anni, fino al 42% della loro superficie

Di Luca Pianesi - 29 agosto 2020 - 11:16

TRENTO. ''In questi giorni poco prima di un nostro sopralluogo, la volta della bocca del ghiacciaio ha subito un piccolo collasso. Già nella precedente visita del 4 luglio 2020 e nei sopralluoghi 2019 e 2018 si iniziava a delineare una depressione dovuta al ritiro, all'assottigliamento e quindi alla minor resistenza del ghiacciaio che iniziava ad abbassarsi sotto il proprio peso. Il caldo, l'andamento naturale della fusione e del ritiro ha provocato quindi nei giorni il collasso di questa volta glaciale. Sono i fenomeni vistosi dell'arretramento''. Questa l'analisi della Commissione Glaciologica Sat sullo stato di salute del ghiacciaio del Mandrone sull'Adamello che in questi giorni si sta mostrando in tutta la sua fragilità crescente. 

 

 

Il cratere è stato notato prima dal comandante Maffeo Comensoli, pilota di Elimast, durante un sorvolo del ghiacciaio che ha scattato questa foto e poi in questi giorni la situazione è stata ''toccata'' con mano dalla commissione della Sat sul luogo proprio per analizzare l'arretramento dei due corpi ghiacciati del Mandrone e delle Lobbie. Il Ghiacciaio dell’Adamello/Mandrone è una lingua di ghiaccio che scende verso la Val Genova. Negli ultimi anni questa ''lingua'' si è ritratta di circa 2000 metri, assottigliandosi considerevolmente (fonte Parco Naturale Adamello Brenta). I rilievi del 2013-14 nella zona di ablazione, sui margini destro e sinistro, hanno evidenziato intensi fenomeni di fusione alla base del ghiacciaio. Questo ha formato estese cavità e reso instabile la struttura che potrebbe subire dei cedimenti della superficie. E così è stato in questi giorni.

 

''L’estensione glaciale - si legge sul sito del Pnab - è ovunque, in sensibile diminuzione rispetto al passato. Alcuni fra i più grandi ghiacciai hanno perso, in poco più di 40 anni, fino al 42% della loro superficie, per altri le riduzioni sono state di minore entità, come per il Ghiacciaio dell’Adamello'' (QUI APPROFONDIMENTO con Guglielmina Diolaiuti, professoressa di geografia fisica al Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università di Milano). Il collasso di questi giorni espone a maggiori rischi anche gli escursionisti e gli alpinisti che frequentano la zona.

 

''Consigliamo nel dubbio di fare il giro largo qualora si dovesse prendere la via verso il rifugio Caduti dell'Adamello'', comunica la Commissione Glaciologica della Sat che aggiunge: ''I ghiacciai spesso nella parte frontale presentano quella che viene definita porta del ghiacciaio o bocca del ghiacciaio. Da questo punto fuoriescono solitamente le acqua di fusione che superficialmente o tramite canali interni arrivano poi a valle del ghiacciaio. Spesso queste porte hanno anche conformazioni particolari come delle vere e proprie grotte (in cui è meglio non entrare). L'acqua che vi corre sotto può anche avere temperature leggermente maggiori del ghiaccio superiore che pian piano può fondersi, assottigliarsi e perdere quindi la capacità di sostenersi. E' questo il caso del ghiacciaio del Mandrone, in questi giorni poco prima di un nostro sopralluogo, la volta della bocca del ghiacciaio ha subito un piccolo collasso''.

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