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Anatre abbandonate negli scatoloni colonizzano il canneto. Wwf: "Specie molto competitiva, mette a rischio cigni e germani"

La presenza degli animali era stata segnalata da alcuni cittadini al Wwf Brescia-Bergamo. Del loro recupero dovrebbero occuparsene Ats e Comune ma, al momento, sono ancora lì. Mauri, direttore della riserva naturale di Valpredina: "Si tratta di fauna alloctona. Sono anatre domestiche che vanno in competizione con gli animali autoctoni. In pochi anni, con la riproduzione, potremmo trovarci con una colonia che potrebbe mettere seriamente a rischio le specie del lago"

Di A.V. - 11 gennaio 2020 - 19:01

SIRMIONE. "Sono animali domestici, qualcuno ha voluto evidentemente disfarsene", così Enzo Mauri, direttore della riserva naturale di Valpredina e uno dei referenti per il Wwf Brescia-Bergamo, sulle anatre mute abbandonate a Sirmione.

 

La vicenda. Qualche settimana fa qualcuno ha abbandonato una decina di esemplari di anatra muta (Cairina moschata) sul lungolago di Sirmione. Stando a quanto riferiscono gli ambientalisti che hanno raccolto le segnalazioni di alcuni cittadini, gli animali sono stati abbandonati in alcuni scatoloni e, lentamente, hanno trovato rifugio tra i canneti.

 

"L'anatra muta - così chiamata forse perché, nella tradizione popolare, si riteneva fosse più silenziosa rispetto alle cugine nostrane - è una specie originaria del continente sudamericano. Una specie alloctona o aliena, che dir si voglia: una specie che, per intervento dell'uomo (volontario o accidentale che sia), si trova ad abitare e colonizzare un territorio diverso dal suo areale storico", spiega Paolo Zanollo del Wwf Bergamo Brescia.

 

 

Quello delle specie alloctone è un problema, serio e tangibile, per il nostro ecosistema. Le specie aliene (vegetali o animali) entrano infatti in competizione con le specie autoctone, mettendone a rischio habitat e sopravvivenza. "Si pensi, ad esempio, - spiega ancora Mauri - alla competizione tra scoiattolo rosso e scoiattolo grigio. L'immissione di specie alloctone è un problema serio. A livello europeo al terzo posto tra le cause di danno ambientale".

 

Una questione che, anche sulle sponde del nostro lago, ha già causato più di qualche problema (QUI ARTICOLO). Ora, dopo lucertole, gechi e varie specie di testuggini, arrivano anche le anatre mute.

 

"Si tratta di fauna alloctona - continua Zanollo - immessa in un ambiente che non le appartiene. Sono anatre domestiche che vanno in competizione con gli animali autoctoni. Ora sono una decina ma, in pochi anni, con la riproduzione, potremmo trovarci con una colonia che potrebbe mettere seriamente a rischio le specie autoctone del lago: germani e folaghe, ad esempio".

 

 

 

 

Tra l'altro, spiegano dal Wwf Brescia-Bergamo, i canneti del lungolago sono già provati da inquinamento e cambiamenti climatici. Ora, con l'immissione di questa specie aliena, la biodiversità lacustre rischia di subire un'altro colpo. "Si tratta di una specie molto competitiva. Sa occupare più spazio e ha maggiori capacità di adattamento, soprattutto trofiche, rispetto alle specie autoctone".

 

La presenza degli animali è già stata segnalata dagli ambientalisti e, ora, le anatre andrebbero recuperate al più presto. "Del recupero dovrebbero occuparsi Ats e Comune. E' come se fossero scappati degli animali da un allevamento perché si tratta, appunto, di animali domestici. Questi animali, quindi, sono di loro competenza. Ma, ad oggi, nessuno se ne è ancora occupato. Il problema è che più vengono lasciati lì, più danni provocano. Hanno già occupato il nido di un cigno e si stanno adattando all'ambiente selvatico. Più ci stanno più la loro capacità di fuga aumenta".

 

"Speriamo - conclude Mauri - che la cosa venga seriamente presa in carico. Il nostro lago è uno straordinario scrigno di biodiversità con specie uniche e va preservato". 

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