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''Blitz'' della maggioranza di Zaia, tagliato del 18% il Parco della Lessinia: nei 2.000 ettari ''sottratti'' si potrà cacciare. Zanoni: ''Chi ha a cuore l'ambiente si mobiliti''

Inaspettatamente giovedì in seconda commissione, appena terminata l'audizione delle diverse associazioni, si è proceduto alla votazione e la modifica è passata nonostante l'opposizione delle minoranze. Soddisfatti i sindaci della cosiddette ''zone'' limitrofe 

Di Luca Pianesi - 19 gennaio 2020 - 10:38

VERONA. Il Parco della Lessinia perde terreno e tanto: circa il 18% della sua estensione per un totale di oltre 1.700 ettari. Un ''colpo'' di mano (si credeva che la votazione non sarebbe arrivata prima della prossima settimana) arrivato giovedì nella commissione politiche ambientali della Regione Veneto. Una decisione discussa e discutibile arrivata, spiega la maggioranza leghista, per andare incontro alle esigenze degli abitanti dei comuni che si trovano nelle zone limitrofe. L'area tutelata era grande circa 10 mila ettari e ora la sua dimensione andrà a ridursi notevolmente: quei quasi 2.000 ettari persi dopo la votazione della scorsa settimana si trasformeranno in aree contigue o di pre-parco che, se da un lato non dovrebbero essere ''attaccabili'' dal punto di vista ambientale, dall'altro potranno essere utilizzate dai cacciatori (mentre la caccia è vietata all'interno del Parco).

 

Per Pd, M5S e opposizioni in generale l'operazione della maggioranza di Zaia è un regalo proprio alla lobby della caccia (che come noto in Veneto è molto forte QUI ARTICOLO) e rappresenta un duro colpo per il parco e la tutela ambientale. ''Giovedì - spiega il consigliere del Partito democratico Andrea Zanoni - dopo le audizioni delle associazioni ambientaliste, allevatori e cacciatori e dei sindaci ho chiesto di attendere una settimana per il voto della legge sul taglio del Parco Naturale Della Lessinia in modo da esaminare i documenti depositati da Legambiente Verona e da Italia Nostra Verona e approfondire gli aspetti emersi durante il dibattito. La maggioranza leghista, contro ogni regola e contro il buonsenso, ha voluto votare subito. Per protesta io e il collega Stefano Fracasso abbiamo abbandonato l’aula''.

 

''Un voto immediato - prosegue Zanoni - che dimostra che era tutto deciso, una grave scorrettezza nei confronti di tutti i soggetti chiamati in audizione. E’ chiaro che Zaia vuole chiudere questa scomoda partita in fretta, senza che si sparga la notizia, perché sa che i veneti sono a favore dei parchi e non contro. Sarebbe la prima volta in Italia che si taglia un parco di ben 2.000 ettari solo per accontentare gli appetiti dei cacciatori e cementificatori. Invito le associazioni che tutelano l’ambiente e i cittadini che amano la natura a mobilitarsi in fretta prima che la Lega massacri questo meraviglioso Parco con un nuovo blitz, nel chiuso del palazzo, con l’approvazione in Consiglio Regionale di questa insensata legge, addirittura già il prossimo 28 gennaio''.

 

Soddisfazione, invece, è stata espressa dal presidente dell'ente parco e sindaco di uno di quei comuni, Sant'Anna, Raffaello Campostrini che ha ricordato come le amministrazioni locali della zona si siano già espresse con una serie di delibere che andavano proprio nella direzione intrapresa dalla maggioranza di Zaia e giovedì in commissione c'era e ha scritto questo: ''Oggi intero pomeriggio in 2a commissione regionale a sostegno della legge sulla riperimetrazione del Parco assieme a tanti colleghi sindaci e associazioni di categoria che hanno a cuore il futuro e la permanenza della gente in Lessinia nel rispetto e cura del territorio''.

 

Adesso la legge passerà rapidamente in commissione bilancio e programmazione, per un parere di congruità anche dal punto di vista economico, e tornerà in seconda per un'altra (e abbastanza scontata) votazione per poi approdare in consiglio regionale.

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