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| 26 ott 2020 | 13:02

Dalle ceneri della tempesta Vaia sorge in Trentino l'edificio in legno più alto d'Italia

La tempesta Vaia ha devastato le foreste trentine due anni fa provocando ingenti danni. A Rovereto però si è trovato il modo per sfruttare gli alberi abbattuti per l'edifiazione sostenibile di due palazzine nell'ambito di un progetto di social housing

Dalle ceneri della tempesta Vaia sorge in Trentino l'edificio in legno più alto d'Italia
di Mattia Sartori

ROVERETO. Crica 42.500 ettari di foreste distrutte e oltre 9 milioni di metri cubi di legname abbattuti: questi i danni che la tristemente nota tempesta Vaia ha causato nell'ottobre 2018. I venti a oltre 150 km/h hanno spazzato l'arco alpino del nord-est Italia, abbattendo alberi e causando forti disagi alla popolazione. Ad oggi però arriva una buona notizia: i lavori di recupero continuano, ma più della metà del legname caduto è stato già esboscato e il 60% è stato venduto.

 

Pefc Italia fa il punto della situazione e in particolare racconta di un progetto da record che trova spazio sul territorio trentino, in particolare a Rovereto. Qui infatti, sull'area dell'ex Marangoni Meccanica sorgerà l'edificio in legno più alto d'Italia. 9 piani per 29 metri di altezza interamente realizzati col legname ricavato dal disastro di Vaia e destinati al social housing. Il progetto comprende anche una seconda palazzina, di "soli" 5 piani, che verrà affiancata a quella principale.

 

Gli edifici sono stati realizzati da Ri-Legno Srl e X-Lam Dolomiti con pannelli di legno ottenuti dopo il disastro di Vaia. Questa particolare scelta di materiale ha permesso di risparmiare moltissimo sulle emissioni associate alla costruzione. Infatti il legno ha un costo energetico di produzione e smaltimento molto basso rispetto ai materiali concorrenti. Come afferma il presidente di Pefc Italia, Francesco Dellagiacoma, "il risparmio di emissioni rispetto all'edilizia tradizionale è dell’ordine del 50-70%: quella che abbiamo di fronte è il futuro dell'edilizia, un elemento centrale del green deal cui l'Italia è chiamata a partecipare per contribuire all'obiettivo di ridurre le emissioni del 55% e contenere gli effetti della crisi climatica, come indicato dall’UE". Dunque un impatto non solo a livello locale, ma anche internazionale, con un progetto che potrebbe dare l'esempio a molti altri.

 

Fondamentale anche il valore sociale del progetto, oltre a quello ambientale. Infatti le palazzine fanno parte di un'iniziativa di social housing che mira ad offrire alloggio a prezzi contenuti a persone considerate bisognose (anziani, disabili e migranti) oltre che a giovani, famiglie monoparentali, studenti e lavoratori precari. L'obiettivo è quello di ospitare un totale di 68 nuclei familiari. 

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