Contenuto sponsorizzato

E' la seconda area più grande dove nidificano gli aironi ma il Comune la vuole trasformare in un capannone. Il Wwf: "Zona di rara biodiversità"

Il Comune di Bressanone ha deciso con una delibera di trasformare la zona occupata dal bosco ripariale vicino alla zona industriale in un capannone, cambiando la destinazione d'uso. Una soluzione che metterebbe a rischio ben 13 coppie di aironi cenerini che vivono e nidificano lì, assieme a molte altre specie di uccelli. Il Wwf Bolzano: "In Alto Adige luoghi così stanno diventando sempre più rari"

Pubblicato il - 12 agosto 2020 - 19:39

BRESSANONE. Un progetto industriale che rischia di spazzare via l'habitat dell'airone cenerino. È questa la denuncia di Wwf Bolzano, che di fronte alla delibera con cui il Comune di Bressanone ha deciso per la trasformazione di un'area accanto alla zona industriale, esorta l'amministrazione brissinese e la Provincia a ripensarci. In pericolo, infatti, ci sarebbe il luogo in cui vivono e si riproducono 13 coppie circa di questa splendido volatile.

 

Oggetto della delibera n.187 del 27 maggio 2020 è appunto il bosco ripariale di Bressanone, un'area con una superficie di 31148 metri quadrati che secondo ciò che è stato approvato dal Comune verrebbe trasformata dalla costruzione di un capannone. La destinazione d'uso, infatti, verrebbe cambiata, minacciando un paesaggio molto ricco dal punto di vista naturalistico.

 

Seconda una lettera aperta del gruppo ambientalista della Val d'Isarco Umweltgruppe Eisacktal del 12 giugno 2018, infatti, questo bosco ripariale che prospera cioè lungo un corso d'acqua conta ben 64 specie di uccelli, di cui 29 nidificanti e 6 in via di estinzione in Alto Adige. A questi dati, l'Associazione ornitologica altoatesina Avk ha aggiunto come ivi risiedano e nidifichino ben 13 coppie di aironi cenerini. Un numero importante se pensiamo che questa foresta ai lati della zona industriale rappresenta la seconda colonia per grandezza per quanto riguarda questa specie, presente con circa una settantina di coppie in tutto il territorio provinciale (censimento del 2019).

 

Parcheggi e capannoni, secondo la delibera, finirebbero così per spazzare via un luogo molto ricco in termini di biodiversità, tra gli ultimi rimasti nel fondovalle. Per questo il Wwf Bolzano si appella a Comune di Bressanone e Provincia affinché ci ripensino: “Chiediamo di ripensarci, di rinunciare alla distruzione del bosco e di tutelarlo – concludono – solo attraverso la conservazione degli ultimi ambienti è possibile conservare anche specie animali e vegetali che in Alto Adige stanno diventando sempre più rare, minacciate dalla perdita degli habitat, causata dalla cementificazione del territorio, dall'agricoltura intensiva e dai cambiamenti climatici”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
25 maggio - 21:00
I numerosi avventori, quelli che hanno ormai piantato le tende (è proprio il caso di dirlo: sono ben 11 attualmente) nel giardino dell'università [...]
Montagna
25 maggio - 20:30
Il Comune di Cavalese ha approvato il posizionamento di una quindicina di termocamere lungo la strada di fondovalle. Il sindaco Sergio Finato: "In [...]
Montagna
25 maggio - 18:46
La notizia del rinvenimento (avvenuto ad aprile) di un lupo morto, presumibilmente ucciso da un colpo di fucile, corre veloce fra le contrade della [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato