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La Provincia accantona la denuncia e cerca il dialogo con l'autore e la casa editrice del libro che aveva svelato i retroscena sull’uso dei pesticidi in Alto Adige

Erano stati citati in giudizio per diffamazione aggravata dall'assessore e da oltre mille agricoltori locali, accusati di aver recato un danno d'immagine all'Alto Adige. Il procedimento sarebbe dovuto partire martedì 15 settembre e sabato scorso si sono svolti colloqui stragiudiziali nell'ambito dei quali si è riaperto il dialogo tra le parti. Questa azione ha condotto al ritiro della denuncia da parte altoatesina

Di L.A. - 14 settembre 2020 - 19:15

BOLZANO. Passo indietro della Provincia di Bolzano. L'assessore Arnold Schuler, insieme ai frutticoltori dell'Alto Adige, ha deciso di rinunciare all'azione legale congiunta nel procedimento avviato contro l'Umweltinstitut/Istituto per l'ambiente di Monaco di Baviera, contro l'autore del libro "Il miracolo di Malles", Alexander Schiebel, e contro la casa editrice oekom sul tema dell'uso dei fitosanitari in agricoltura, quest'ultima parte difesa dall'avvocato Nicola Canestrini con la collega Francesca Cancellaro .

 

Erano stati citati in giudizio per diffamazione aggravata dall'assessore e da oltre mille agricoltori locali, accusati di aver recato un danno d'immagine all'Alto Adige (Qui articolo). Il procedimento sarebbe dovuto partire martedì 15 settembre e sabato scorso si sono svolti colloqui stragiudiziali nell'ambito dei quali si è riaperto il dialogo tra le parti e nel corso di questa iniziativa si è arrivati alla decisione di confrontarsi in modo rispettoso e costruttivo. Questa azione ha condotto al ritiro della denuncia da parte altoatesina.

 

"Siamo sempre pronti al confronto oggettivo. E' per questo che ho cercato il colloquio - commenta Schuler - anche con le controparti nel fine settimana. In questo contesto ho anche annunciato l'intenzione di ritirare la denuncia per avviare un dialogo costruttivo. Manterremo la parola data e ritireremo la denuncia. Il nostro scopo nel presentare la denuncia era chiarire che c'è un limite nelle discussioni, a prescindere dai toni, oltre il quale si sconfina nella diffamazione. In questo senso il nostro obiettivo è stato raggiunto".

 

Non sarà solo l'assessore a ritirare la denuncia, ma anche quei contadini altoatesini che si erano aggregati alla denuncia, produttori tramite lotta integrata e componenti dell'associazione Bioland. La Procura della Repubblica italiana aveva ritenuto giustificata l'ipotesi accusatoria, procedendo con la richiesta di rinvio a giudizio per diffamazione aggravata. Un segnale che viene visto dai frutticoltori altoatesini come un risultato concreto: la prova che questo superamento di un confine sia effettivamente avvenuto.

 

"Non vogliamo rovinare nessuno - prosegue l'assessore - ma trattarci l'un l'altro con rispetto. Un dovere verso le nostre piccole aziende agricole a conduzione familiare. Abbiamo chiesto con forza questo rispetto, ma siamo volentieri disponibili a una discussione obiettiva".

 

Nel libro "Das Wunder von Mals" pubblicato dall'editore oekom, Alexander Schiebel accusa i frutticoltori altoatesini di "omicidio". L'Istituto per l'ambiente bavarese aveva avviato un'azione di comunicazione a Monaco con un'immagine simbolica che, come si è scoperto, non mostrava un coltivatore di mele ma un coltivatore biologico che solforava le sue viti.

 

L'assessore provinciale all'agricoltura chiarisce inoltre che non si è mai trattato di chiedere un risarcimento danni, come ha affermato la parte avversa. "Oltre 30 anni fa la frutticoltura altoatesina è passata al metodo di produzione integrato, che prevede standard più elevati rispetto ai requisiti di legge. Ogni utilizzo di fitosanitari viene controllato in relazione alla necessità effettiva e vengono seguite le norme. L'agricoltura altoatesina risponde ai nuovi sviluppi sociali, alle sfide e ai valore con innovazione e capacità di rinnovarsi. Si basa, per esempio, già sull'ampliamento delle varietà e sulle scoperte scientifiche su come la domanda dei consumatori possa essere soddisfatta ancora meglio in armonia con la protezione dell'ambiente".

 

Un argomento sul quale esiste da sempre un grande dibattito. Nel gennaio 2020 la Commissione europea ha deciso di non rinnovare l’autorizzazione all’uso sul mercato europeo dei pesticidi clorpirifos e clorpirifosmetile in seguito alla conferma da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) circa gli effetti nocivi sulla salute umana di questo tipo di prodotti, in particolare genotossicità ed effetti neurotossici sullo sviluppo anche di feti e neonati.

 

"L'Alto Adige vuole diventare il frutteto d'Europa con la più grande biodiversità e produrre a emissioni zero per tutelare il clima. Verso questo obiettivo il territorio è già sulla strada giusta, ma resta aperto a suggerimenti se si vuole accelerare in questa direzione", conclude Schuler.

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