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Processo pesticidi, Schuler non ritira le denunce. Gli attivisti: “Vogliono obbligarci a nascondere la verità, ma non riusciranno a metterci la museruola”

Denunce ritirate contro gli attivisti anti-pesticidi? Niente affatto, Bolzano fa di nuovo retromarcia e il processo andrà avanti. Gli accusati: “L’assessore ha mentito pubblicamente riguardo al ritiro delle querele, vogliono obbligarci a nascondere all’opinione pubblica i dati sul reale utilizzo dei pesticidi in Alto Adige”

Alexander Schiebel and Karl Bär foto di Jörg Farys
Di Tiziano Grottolo - 01 ottobre 2020 - 13:05

BOLZANO. L’annuncio era arrivato direttamente dai canali ufficiali della Provincia di Bolzano, tramite un comunicato che titolava “Frutticoltura: la Provincia accantona la denuncia e cerca il dialogo”. Peccato che alle intenzioni non siano seguiti i fatti perché la stessa Provincia ha fatto sapere come il tentativo di conciliazione sia fallito. A questo punto però, viene da interrogarsi circa l’opportunità della pubblicazione del primo comunicato, nei fatti rivelatosi fuorviante. Ai più sospettosi quella dell’assessore all’agricoltura Arnold Schuler potrebbe sembrare quasi una manovra per confondere le acque e tentare di abbassare l’attenzione mediatica sulla vicenda (QUI articolo).

 

D’altro canto i legali degli attivisti erano stati cauti e i fatti hanno dato loro ragione: “Le comunicazioni tra legali sono confidenziali – commenta l’avvocato Nicola Canestrini, che assieme alla collega Francesca Cancellaro difende i due attivisti – pertanto ci siamo sempre premurati di non rivelare alcun dettaglio in merito alle comunicazioni intercorse. Se però la controparte sostiene pubblicamente che le trattative sono fallite a causa delle dichiarazioni dei miei clienti apparse sui social media, siamo di fronte a una falsità. Chiediamo quindi agli avvocati del signor Schuler di rinunciare alla riservatezza dei messaggi intercorsi fra le due parti, così che ognuno possa constatare quale sia la vera ragione per cui Schuler e i co-querelanti continuano a farci causa”.

 

Ad ogni modo i due attivisti non intendono cedere: “L’assessore provinciale Schuler – afferma Karl Bär, dell’istituto per l’ambiente di Monaco di Baviera – ha tentato di obbligarci a nascondere all’opinione pubblica i dati sul reale utilizzo dei pesticidi in Alto Adige. Questo dimostra quanto l’assessore e la lobby della mela altoatesina temano che la verità sull’uso dei pesticidi nelle piantagioni di frutta dell’Alto Adige venga a galla. Quel che è certo – prosegue – è che non riusciranno a metterci una museruola”.

 

Dello stesso avviso anche l’altro querelato, l’autore austriaco Alexander Schiebel: “L’assessore ha mentito pubblicamente riguardo al ritiro delle querele a nostro carico. Nel mio caso le dichiarazioni pubbliche dell’assessore si basano su calunnie sistematicamente reiterate. Non ho mai detto né tanto meno scritto che i coltivatori di mele in Alto Adige fossero degli ‘assassini’ o l'analoga espressione colpevoli di ‘omicidio premeditato’. Ora questo processo sarà il nostro strumento per evidenziare con maggiore efficacia i pericoli legati all’elevato uso dei pesticidi sul territorio provinciale. Lotteremo per il nostro diritto alla libertà di espressione e, se necessario, ci rivolgeremo alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo”.

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