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Le foreste della Val di Fiemme fanno respirare il Trentino-Alto Adige: ben 2 milioni le tonnellate di CO2 assorbite ogni anno dai loro alberi

La Magnifica Comunità di Fiemme possiede più di 20.000 ettari di territorio di cui il 65% sono boschi, protettori della Val di Fiemme: assorbono anidride carbonica, contribuiscono alla protezione idrogeologica del territorio e vengono utilizzati per il loro legno pregiato

Di Rebecca Franzin - 04 settembre 2020 - 18:04

VAL DI FIEMME. Le 1.923.368 tonnellate di CO2 assorbite dai boschi della Magnifica Comunità di Fiemme sono l'equivalente dell'anidride carbonica prodotta in un anno da ben 325.000 persone. Da quest'anno l'Ente ha deciso di dimostrare scientificamente come attraverso la gestione sostenibile del patrimonio forestale è possibile migliorare i servizi ecosistemici dei boschi, cioè i benefici che l'uomo trae dalla foresta: acqua pulita, suolo fertile, protezione della biodiversità, sequestro del carbonio, spazi per attività turistico-ricreative

 

L’ufficio tecnico forestale della Magnifica Comunità di Fiemme, supportata per la parte tecnica e procedurale da Etifor, uno spin-off dell’Università di Padova, ha avviato l’iter di verifica dell’applicazione dello standard di Fsc Italia. L'ente certificatore Csi-Spa ha poi comunicato i dati. 

 

La Magnifica Comunità di Fiemme, attiva dal 1111 d.C. per tutelare l'ambiente naturale e la gestione responsabile del patrimonio forestale collettivo, è stato il primo proprietario italiano e dell'arco alpino ad aver ricevuto l'ecocertificazione Fsc nel 1997. Questo percorso era stato avviato a seguito della Conferenza Onu di Rio sul clima prima e del Convegno di Longarone poi, quando tecnici e amministratori dell'Mcf avevano deciso di avviare il percorso di riconoscimento della sostenibilità ambientale. 

I boschi della Mcf sono un patrimonio di grande valore per il territorio e per la regione: 20.000 ettari di territorio, il 62% dei quali ricoperti da boschi ed il 28% da pascoli, ricevono da vent'anni il certificato ambientale Fsc (Forest Stewardship Council). Questa no profit identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo standard ambientali, sociali ed economici molto rigidi.

Il patrimonio Mcf è un vero e proprio polmone verde ma svolge anche altre funzioni: 9.000 ettari (75% dei boschi) ha funzione produttiva, da essi si ottiene legname pregiato molto richiesto dal settore edile, manifatturiero e sonoro. La restante parte ha funzione protettiva e mantiene il vincolo idrogeologico del territorio.

 

La tempesta Vaia aveva creato di 320.000 metri cubi di schianti, ma la precedente provvigione totale di legname, vale a dire la massa legnosa delle piante insistenti, era superiore ai 3.700.000 metri cubi mentre la quantità di legno prelevabile (massa tariffaria) era di più di 44.000 metri quadri all'anno

 

Una parte della proprietà viene utilizzata per l'alpeggio di bestiame bovino e ovi-caprino nei 3.500 pascoli della Comunità, riferiti a 20 malghe ora in fase di ristrutturazione e modernizzazione. L’Ente mantiene elevatissimi livelli di biodiversità, previene tramite rimboschimenti l’erosione del suolo e la salubrità delle acque. Tutto ciò è reso accessibile tramite beni e servizi a disposizione del pubblico come per esempio sentieri, percorsi tematici, conferenze, consulenze di esperti o eventi espositivi. 

 

Il nostro Paese è diventato nel 2018 il primo al mondo a verificare scientificamente gli impatti positivi della gestione responsabile sui servizi naturali forestali, oltre che gli impatti di questi ultimi su ambiente, società ed economia. Attualmente l'Italia occupa il secondo posto nella classifica internazionale di certificazioni Fsc della Catena di Custodia (Chain of Custody, CoC).

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